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giovedì 10 febbraio 2011

Sarkò e i giudici


Oggi 10 febbraio 2011, i magistrati francesi sono  in “sciopero”, oohp ! no in “astensione dalle udienze”, perché pare che lo sciopero non sia possibile per loro: e poi fa volgare .Questa astensione sta già durando da qualche giorno e sembra orientata a durare ancor di più. Materia del contendere ? Presto detto.


Il 19 gennaio scorso scomparve da Pornic ,Laetitia , una bella e solare ragazza diciottenne , data in affidamento ad una famiglia e cameriera in un bar. Fu arrestato , con prove del tutto inoppugnabili, un pluripregiudicato , che aveva già fatto tredici anni di prigione per delitti analoghi ed era fuori sotto sorveglianza giudiziaria : da quando era uscito di prigione , circa un anno prima, era stato denunciato dalla sua stessa famiglia, per violenze ,non una , ma sette volte; poi era stato emessa nei suoi confronti una richiesta di comparizione per il furto di una macchina. Niente ; era sempre stato lasciato libero di fare quello che voleva .E così sembra che il “sorvegliato per il reinserimento” abbia voluto massacrare la povera Laetitia, tagliandola anche a pezzi, che in parte sono stati ritrovati qualche giorno fa in uno stagno. Questi i fatti.

Il 3 febbraio scorso il Presidente Sarkozy dichiarò : “Quando si lascia uscire di prigione un individuo come il presunto responsabile, senza assicurarsi che sia seguito da un “consigliere per il reinserimento”, si commette un errore. Quelli che hanno coperto o fatto questo errore saranno puniti”.

Putiferio : prima la Procura di Nantes , competente per territorio su Pornic, e poi tutte le Procure e poi i magistrati e poi gli alti magistrati e quindi tutta la magistratura si sono chiusi a riccio a difendere le eventuali colpe giudiziali di Pornic contro la frase e le intenzioni di Sarkozy; naturalmente il tiro viene spostato; i giudici sbagliano o omettono perché mancano di “risorse” (“ ‘ vaini” dicono a Livorno ) e quindi sciopero contro il Governo (sempre “ ladro” ) , vero responsabile della tragedia di Laetitia.

Anche in Francia si è aperta la voragine di interrogativi, che sono riassumibili in uno solo : ci sono stati errori dei magistrati o dei poliziotti a Pornic ? Cioè, la tragedia di Laetitia poteva essere evitata ?Cioè ,il magistrato che sbaglia è responsabile dei propri errori ? E se si , chi decide se ha sbagliato oppure no , visto che poco serene appaiono le decisioni della casta in autogestione ? Non solo : sul fatto specifico i magistrati francesi introducono un ulteriore elemento di dubbio atroce, se non nascesse dalla loro necessità di autodifesa : dicono che in ogni modo almeno il 5% dei recidivi compiono ulteriori delitti ; sono malati e la società deve prenderne atto ; cioè , sorveglianza o no, questi continueranno a delinquere . In poche parole i magistrati dichiarano che qualche centinaio di maniaci sessuali ,noti e recidivi, sono pronti ad ammazzare, ora, subito ( più qualche migliaio meno noti ) ;e lo Stato non può far nulla. Bella prospettiva per la civilissima Francia, nella civilissima Europa ! In effetti le cose non starebbero così , se ognuno facesse il proprio dovere, magistrati e polizia giudiziaria ; le mancanze sul delitto di Pornic sono state enormi ; e celarle dietro a un gran polverone corporativo ( pare che stiano per muoversi nello stesso senso anche i poliziotti ) non sembra la migliore delle soluzioni. Al bar l’altra sera dicevano ; “… vogliono soldi e più addetti ; bene dividiamo i loro stipendi per due e raddoppiamo gli organici ; tanto di “ ‘vaini” ( des sous ) ne prenderebbero ancora troppi…” . Non è così , naturalmente ; ma forse queste corporazioni dovrebbero un po’ abbassare la testa di fronte alla gente e alla democrazia “repubblicana”, come dicono in Francia. Non possono dimenticare che il loro lavoro è fatto “in nome del popolo”. Anche se il popolo politico, nei sondaggi , dà ora torto a Sarkozy per il 65 % ( in effetti il suo gradimento in generale è anche molto più basso di questo 35 %, che gli resta)! Un po’ alla sessantottina francese , dietro ai magistrati si sono messi cancellieri, impiegati e uscieri della magistratura; commissari e impiegati di polizia ; avvocati ;e naturalmente insegnanti ; mancano invece ancora un po’ di studenti.

Come si vede tutto il mondo è paese. Il problema della gestione della giustizia e soprattutto delle responsabilità professionali dei giudici è rimasto aperto in tutte le democrazie del mondo . Non ci sono soluzioni facili ; ma è anche impossibile che i cittadini possano affidare le loro libertà e i loro sistemi giudiziari a caste di “intoccabili”; uno dei pilastri fondamentali dello stato di diritto sta crollando.

Publlicato da " l'  "Occidentale" il 10 febbraio 2011

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