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lunedì 24 dicembre 2012

Natale del Sol Invictus



ORIGINI DEL NATALE
di Gabriella Leopizzi
Il 21 dicembre è una data speciale, sul calendario. Avviene, infatti, il Solstizio di Inverno… cioè la notte più lunga ed il giorno più breve dell’anno. Dal 22 dicembre, minuto dietro minuto, le ore di luce aumentano, fino all’apoteosi del Solstizio di Estate, il 22 giugno; in quella data si avrà il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno.
Nei primordi della storia i popoli vivevano di caccia, pastorizia ed agricoltura: attività, tutte, che costringevano a lunghissimi periodi all’aria aperta. Per ripararsi dal freddo e dalla pioggia della cattiva stagione ci si rintanava in grotte od in capanne; con il freddo anche il cibo scarseggiava. L’inverno era insomma sempre, per umani ed animali, un durissimo calvario di gelo e fame.
Proprio perché simboleggiava l’inizio dell’agonia dell’inverno, sin dai tempi più remoti quella del 21 dicembre è stata quindi vissuta come la notte più magica dell’anno. E considerandola magica, quasi tutte le popolazioni antiche la trascorrevano tra grandi feste e sacrifici di ringraziamento agli dei; si accendevano anche enormi falò nei campi, usanza che dura ancora oggi in parecchie nazioni, Italia compresa… Il 25 dicembre poi, in molte parti del mondo si celebrava la nascita di un dio... Già 3.600 anni fa veniva festeggiata in Persia la nascita di Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso. In Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro. In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa: l’icona della madre con il figlio neonato risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la Madre Terra che produce i suoi frutti. In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello Yucatan quella del dio Bacab. Anche il dio azteco Huitzilopoctli vede la luce il 25 dicembre, mentre gli scandinavi festeggiavano la nascita del dio Freyr. In Grecia nasce Bacco ed in Siria Adone.
L’elenco potrebbe continuare, ma fermiamoci qui, dopo aver sottolineato che quelli citati sono tutte divinità legate alla simbologia del Sole.
Ma perché nascite sacre il 25 e non il 21? Da una concezione che risale a tempi lontanissimi, nei giorni dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi (Solstitium significa “Sole fermo”): è quindi il momento del massimo declino dell’Astro. Il 24 il Sole sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po’ più verso l’alto fino al Solstizio di Estate…
Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo astronomica ma anche esoterica. Su questo piano si dice infatti che nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra (e si intorpidiscono quindi al massimo le forze fisiche), un Raggio Verde parta dal più profondo dell’Universo ed attraversi per un istante la Terra stessa. E’ il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori.
Per tornare alla Storia ed a tempi a noi più vicini, nell’antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura; i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed in tale periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali; ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l’anno era proibito, nella città, il gioco d’azzardo; ma poiché era strettamente legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi… immaginavate quali lontane radici si nascondono sotto un innocente giro di tombola? Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.
Con l’espandersi dell’Impero verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C. l’Imperatore Aureliano lo ufficializzò. E poiché anche Mitra, come già accennato, simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto; il 25 dicembre, come già avveniva in Persia.
Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo. Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman, spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole. Separati nettamente grazie all’intervento di Mitra il Bene dal Male, la vita sulla Terra sarebbe andata avanti sino al Grande Anno, periodo dell’Apocalisse. Mitra sarebbe allora tornato sulla terra per separare i giusti dai peccatori: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità, resuscitando anche i loro corpi fisici; i secondi sarebbero stati distrutti dal fuoco. Il culto di Mitra contemplava anche il battesimo.
E veniamo al nostro Natale. Al di là dei Vangeli, o meglio del Vangelo (è solo quello di Luca che narra la Nascita), esistono pochissime notizie storiche del passaggio di Gesù sulla terra, in particolar modo della sua nascita e dei suoi primi 30 anni… Luca dice che era in atto un censimento nelle Province romane e che in una di queste province (la Palestina) regnava Erode. Era caldo, perché i pastori erano, con le greggi, in montagna…Una Grande Stella brillava nel cielo… Sulla base del censimento di Erode e della Grande Stella (interpretata dagli astronomi come una congiunzione particolarmente luminosa di Giove con Saturno), gli storici fanno risalire questa nascita a sette-otto anni prima di quanto ufficialmente si dica. Oggi insomma, dovremmo essere nel 2.009 e non nel 2.002 d.C.!
Il punto non è però qui l’anno, ma il giorno ed il suo significato altamente simbolico. Cristo, in qualsiasi giorno sia avvenuta la sua nascita, è sceso sulla terra, si è fatto Uomo, per salvare gli uomini dalla condanna del Peccato Originale; e anche per portare la Luce della Verità in un mondo offuscato dalle tenebre del paganesimo… Quale giorno più adatto quindi, per ricordare la sua venuta sulla terra, di quello del 25 dicembre, per tutte le motivazioni simboliche suddette?
Questo fece infatti la Chiesa, nel 353 d.C., (altri dicono che nel  337 d.C. Papa Giulio I ufficializzò la data del Natale da parte della Chiesa cattolica, come riferito da San Crisostomo nel 390 ndr ) primo anno in cui il culto di Mitra venne sostituito con quello di Cristo. Proprio per le sorprendenti analogie tra le due storie, si insinua che il Cristianesimo altro non è stato che un cambio di nome di divinità… Ma i Discorsi della Montagna, le parabole, l’Uguaglianza tra gli uomini, la Tolleranza, il Perdono, la Carità, il riconoscimento di una dignità alle donne in un mondo ancora ferocemente misogino, non appartengono al culto di Mitra…
Forse non c’è stata sovrapposizione di nomi quindi, ma è più probabile che, proprio perché Mitra era entrato profondamente nell’animo del popolo, e perché di Gesù giovane mancavano notizie, le due figure si siano un po’ fuse. Tanto era radicato Mitra tra le genti dell’Impero romano, che la Chiesa cattolica impiegò secoli per cancellarne del tutto il ricordo… E forse c’è riuscita soltanto tollerando che parte della storia mitraica si inglobasse in quella di Gesù…nella forma, non certo nella sostanza.
Questo è bene sottolinearlo; il Natale non è insomma la semplice sovrapposizione di una festa cattolica su credenze, miti e riti pagani (come alcuni vogliono far credere), ma un insieme di profondi simbolismi spirituali che, emergendo nell’inconscio collettivo dalla profondità della storia, si intrecciano nella coscienza e si perpetuano di generazione in generazione nei millenni; sogni e speranze, aspirazione al Trascendente rimangono immutate nel cuore degli uomini, qualsiasi siano i nomi con i quali, di volta in volta, vengono chiamati.

da www.convivioastrologico.it

...la festa del Sol Invictus del 25 dicembre fu infatti trasformata in Festa Cristiana dall’Imperatore Costantino che era un cultore del Dio Sole, ma che in seguito, divenendo cristiano, fece coincidere il pagano solstizio con la nascita di Cristo.
In precedenza (7 marzo 321) Costantino aveva cambiato anche il nome del primo giorno della settimana, festivo: da Dies Solis (il “venerabile” giorno del Sole) a Dominus (giorno del Signore). Questi cambiamenti non furono sempre graditi, tanto che nel centro-nord Europa è rimasto l’antico nome di giorno del Sole (Sunday tra i Sassoni, Sontag tra i germanici).


...Precedentemente, nei primi tre secoli del Cristianesimo, la nascita di Cristo aveva date diverse: per S. Cipriano era il 28 marzo, per S. Ippolito il 23 aprile, secondo Clemente Alessandrino il 20 maggio o il 10 gennaio o il 6 gennaio; quest’ultima data poi si affermò in Oriente e da lì giunse a Roma fino al cambiamento deciso da Costantino e poi ratificato dal Papa Giulio I. L’imperatore Giustiniano, circa duecento anni dopo, legalizzò questa data per tutto l’Occidente.
Altre Chiese cristiane, come quella ortodossa, copta, armena, continuano invece a celebrarla il 6 gennaio (Epifania = Annunciazione).

Dal blog di Adea Edizioni






martedì 18 dicembre 2012

Miscellanea


Teofilo fu rapito da Albertina la Frantoina ; è stato con lei chiuso per 60 giorni , con solo qualche ora di aria. Hanno prodotto un liquido unico al mondo , che i venali di mercato chiamano olio. Nel frattempo è successo di tutto.Tra l'altro.
.     
   Il compagno Bersani , del PCI, ha fatto tornare a Firenze lo strillino Renzi , con la sua allegra compagnia , non “piccina”, ma amorevolmente  entrata in casa pci, per usare cibo , letti e soprattutto poltrone , divani , sedie e sgabelli e quant’altro , onde  star comodi, di giorno e di notte. Un amico di Teofilo ha detto che i due erano d’accordo ; la recita era destinata all’acchiappo ; il più largo possibile , sotto l’egemonia “piccina” ( secondo tradizione , quando hai a che fare con loro ).
   Padron Silvio si è ripreso il suo ; come sempre è assai complicato capire cosa sia il suo ; la curiosità per capire dove andrà è sempre tanta , unendo nella sua immensa persona interessi nazionali e statali, calcio, gossip , aziende, giornali e TV , giudici, amici e nemici ; tutto dentro a quel corpicino, tirato sempre a lucido. Essendo inverno sta facendo uno slalom non speciale, di più,  specialissimo,  saltando e creando porte ,anche  inventandosele .
   Le prediche di Re Giorgio non si sono mai fermate e a Benedetto  cominciano a girare gli zebedei.
   Monti si è allargato; è ormai convinto non solo di essere il capo , ma anche di comandare in un Paese più grande del suo ; anche molto più grande. Gli hanno detto : fatti eleggere , per ora sei stato solo nominato ; tutti tendono a usarlo ; dovrà pur  farsi una ragione di essere un italiano in Italia ; se pur nominato.
   La finanza continua a dominare e a spadroneggiare ; e con lei le tasse , dirette , indirette ed oblique. Soldi per fare attività sono spariti ; servono solo a pagare altri soldi . Così l’economia sta morendo ; e con lei lo stato sociale.
   I giudici continuano. Un amico di Teofilo è stato truffato ; comprò un I-pad al suo lancio , in internet , in un negozio di Milano ; pagò ; non gli fu mai consegnato ;  denunciò il fatto ; un sostituto procuratore di Livorno , in carta intestata del Tribunale di Lecco (?), gli ha comunicato di aver archiviato la denuncia per “infondatezza” della questione. Compratori di e-commerce in Italia ! Comprate e pagate ; fatevi anche il segno della croce, perché secondo qualche magistrato , se non vi consegnano gli acquisti , tutto è regolare ; la colpa è vostra ,la truffa è infondata, nel nostro meraviglioso stato di diritto ; ove i fasci littori dei magistrati stanno dilagando.

martedì 27 novembre 2012

Monti, boia deh !



Monti: "A rischio il Ssn ( Servizio Sanitario Nazionale ); ripensarne la sostenibilità"
Boia , deh !!!

mercoledì 21 novembre 2012

Città ideale


"...E quindi non c'è che una soluzione, quella di sempre : la politica e , con rispetto parlando, l'ideologia , e per chi avuto o avrà la fortuna di permettersela, la cultura ; contro l'ignoranza delle soluzioni immaginifiche, ricorrenti, protagoniste, pragmatiste , presuntuose e sempre più ignoranti."
Così il nonno di Teofilo concluse un suo libro nel 1985. Ecco ! Risultato : ha oggi davanti un grillo e uno strillino, accompagnati dal gran coro della qualunque.

domenica 4 novembre 2012

Cri cri vs lo Strillino





Grillo attacca Renzi: Firenze affonda nei debiti

Il comico nel blog: 'E' sempre in giro'. Il sindaco twitta: 'Nuota bene ma di economia non capisce nulla'

Uno scontro tra giganti !

giovedì 1 novembre 2012

Conti inutili


La Corte dei Conti ha 150 anni ; e il suo Presidente , Giampaolino , impazza per TV e Radio. Ma serve a qualcosa questo Ente ? E’ una vecchia istituzione napoleonica , sparsa nel mondo latino, ormai con funzioni e organizzazioni diverse. Quella italiana è recepita in Costituzione :controlla la legittimità dei conti dello Stato ( salvo qualche eccezione , come il caso Fiorito ha evidenziato ) e ha anche funzioni giurisdizionali su reati amministrativi denunciati da un propria Procura interna. Ci lavorano più di 600 magistrati , di cui una parte “laici” , nominati dal Governo, e una parte “togati”, entrati per concorso. Costa ormai più di 300 milioni di euro all’anno, con risultati assai dubbi. Vediamone i limiti.


1. Intanto la funzione ; controllo della legittimità dell’atto nell’uso del denaro pubblico ; che vuol dire ? Quali sono le relazioni tra questo controllo e quelli dei Revisori contabili, della Magistratura Amministrativa e della Magistratura ordinaria, visto che si parla di legittimità degli atti ? Non ci sono doppioni , quei famosi supercontrolli , che consentono proprio la nascita e lo sviluppo del malaffare ?

2. Il potere giurisdizionale della nostra Corte dei Conti è un po’ speciale ; gli altri Paesi che hanno questo Ente, o non gli affidano questo potere ( per esempio Germania, Svizzera o Norvegia ) o glielo danno con molta più prudenza ( per esempio permettendo il ricorso contro le sue sentenze ad una magistratura terza e non a “ magistrati “ dello stesso Ente, che oltretutto sono in gran parte “laici” e quindi non giudici , come avviene in Francia e Spagna, per citarne solo due ).

3. Il controllo dovrebbe essere sulla legittimità dei conti , non sulle loro finalità, sul loro contenuto di scelte di politica economica dello Stato, espressa dai Governi o dagli Enti pubblici; ma i nostri magistrati contabili tendono ad allargarsi e negli ultimi tempi perfino a divenire economisti , monetaristi e quant’altro, impartendo lezioni di politica economica dall’alto della loro funzione , che ,al contrario, dovrebbe essere più ragionieristica che dottrinale. Ma solo il termine “ragionieristico” fa loro accapponare la pelle ; non ne capiscono il valore e non si rendono conto che almeno per due terzi il loro lavoro dovrebbe essere fatto di “ragioneria “ e per un terzo di diritto ( oltreché di buon senso ).

4. Che la Corte si basi più sulla immagine che sul lavoro, lo dimostra tutta la rappresentazione , che vuol trasferire attraverso i media , all’esterno: pomposità , rituali, ostentazioni. Basta vedere il loro elegante depliant di presentazione ; tutto bello , ma non si capisce quanti , come e dove siano, quanto costino e cosa facciano ; ci vorrebbe un magistrato contabile …esterno ( o straniero ) che facesse loro le pulci e le spiegasse .

5. Molti “giudici “ della Corte sono intrufolati nei Gabinetti e nelle Segreterie dei Ministeri, dove aiutano i governanti a rendere complicate le cose semplici, in questa confusione professionale che hanno in testa, tra diritto e amministrazione ( senza conoscenze… ragionieristiche ); per esempio l’attuale Presidente della Corte è stato anche capo di gabinetto o capo dell’ufficio legislativo di diversi ministeri , Attività Produttive, Lavori Pubblici e Commercio Estero.

6. La loro responsabilità professionale è nulla ; se sbagliano , non pagano ; per esempio se un ente da loro controllato viene accusato di malversazioni amministrative , il vertice dell’Ente , in tutto o in parte, è soggetto a indagine ; ma non chi lo controllava ; al di là del fatto etico, non edificante, questa loro “irresponsabilità” frena anche la loro preparazione professionale ; diventano pigri ; sono molto ben pagati , lavorano poco e non sembrano essere responsabili ( non si legge mai che un magistrato della Corte sia o sia stato sotto processo per fatti relativi al suo lavoro ).

Il cahier de doleances sulla funzionalità della corte potrebbe continuare a lungo . Ma restiamo alla sostanza . La Corte dei Conti è apprezzata dai media , perché è fonte di notizie importanti all’interno del pianeta “ pubblico” ; ed è apprezzata anche dal sistema politico , perché gli offre una spalla “giuridica” ( più che altro burocratica ), nella gestione delle questioni di Governo o di opposizione. Quindi è un organismo utile , di sottobanco, per così dire.

Le sue funzioni storiche invece sono venute meno ; per una serie di motivi ; perché c’è sempre meno Stato nell’economia; perché l’economia e le aziende registrano ritmi di modificazione gestionale e amministrativa, del tutto diversi dalla stagnazione del sapere “antico” dei nostri magistrati contabili, togati e non; perché sono sempre più evidenti le sovrapposizioni di competenza e di responsabilità tra organismi giuridici di consulenza e di giurisdizione dello Stato ; perché in questa confusione le superfetazioni burocratiche tendono a creare esse stesse illiceità amministrative , civili e penali; perché nel suo insieme il pianeta giustizia deve essere riorganizzato con criteri che guardano al duemila e non all’ottocento. L’Italia vive tra Paesi che nella maggior parte non sanno neppure cosa sia una Corte dei Conti . Le aree anglosassoni si avvalgono per il controllo dei conti pubblici di professionisti del settore, se pur nominati dallo Stato ( Controller o Auditor ) . In molti altri Paesi il controllo è diretto su Enti e aziende , con società specializzate nel settore , professionalmente responsabilizzate. In astratto se la Corte dei Conti non ci fosse più, cosa succederebbe ? Probabilmente Enti e Aziende pubbliche si farebbero certificare i bilanci da società specializzate ; sulla legittimità degli atti, risponderebbero , come tutti , alla magistratura ; e sulla loro regolarità , continuerebbero a sedere nei loro consigli di amministrazione i revisori dei conti che a questo sono deputati. Aumenterebbero ruberie e corruzione ? Probabilmente no ; perché la sottrazione dei denari avviene sempre , quando i circuiti di controllo aumentano e si confondono, in maniera che la responsabilità si diluisca in quantità di timbri e di firme.

La Corte dei Conti può essere considerato un Ente superato e inutile, se pur costituzionale e ben imparruccato . Ma nessuno avrà il coraggio di dirlo. Tra poco lo sentiremo urlare nelle piazze da Beppe Grillo, che non pare aver troppo bisogno di impaludamenti burocratico-giuridici ; e ce ne dovremo fare una ragione.

Pubblicato da "l'Occidentale" il 5 novembre 2012

domenica 28 ottobre 2012

De iudecratia

                                    Roman  lictor

Non si riesce a capire di cosa si preoccupi il Berlusca. Abbiamo magistrati pagati dallo Stato che sono tuttofare ; sanno e possono  ormai su tutto ; dalla siderurgia ai terremoti; dal commercio di navi a quello dei film ; dal ratto delle bimbe ai primari ospedalieri ; dalla economia alla finanza; dal lavoro alle contabilità ; dalle mignotte ai partiti .E così via. Comminano pene corporee e non ; non rispondono a nessuno neppure al loro capo, che è il Re in persona.Perché mai pagare soldi per parlamenti  e parlamentini ? Diamo tutto il potere ai Magistrati ! E che essi sfilino coi loro fasci littori distintivi per le strade di tutta Italia, come succedeva nella Roma antica ; 24 littori al Capo; 12 littori al Console; 11 littori al Pro-Console; 2 littori al Pretore .Il gioco ora potrebbe essere quello della distribuzione moderna dei littori tra i Magistrati italici, per gerarchia o potere . Così vivremo tutti  felici e contenti. O no ?  

venerdì 26 ottobre 2012

La decrescita

“Indietro… tutta” . “Consumate meno e non fate quello che vi dice la pubblicità”. “ Non prendete soldi a prestito “ . Sussurrò il mitico Cementano nel suo colossal Rock Economy, pagato anche da una signora pubblicità. Fu accompagnato col ragionamento da Jean Paul Fitoussi, economista francese a cui piace essere simpatico e di moda. Già , la moda. La decrescita è di moda nei Paesi ricchi ed è sostenuta da due correnti di pensiero , con matrici diverse : quella “ ambientalista” e quella marxista “pauperista”.  Hanno un senso queste teorie ?  Assolutamente no, perché tendono ad elevare a valore assoluto l’egoismo di chi sta già bene o di chi in ogni modo se la cava ; ignorano più dei due terzi del mondo che sopravvivono a fatica o muoiono di fame. E non sarà la carità a risolvere il loro problema ; ma lo sviluppo ; e lo sviluppo nasce con gli investimenti e con i consumi . L’unico vero e immenso problema dell’economia mondiale è la distribuzione dello sviluppo , non la sua cancellazione.  Che poi lo sviluppo, ad un certo stadio della sua evoluzione,  debba essere misurato sulle qualità più che sulle quantità , è altro discorso. Ma la teoria della decrescita, di moda nei salotti buoni, è solo una nuova immagine della peggiore conservazione , dei ricchi signori ( nei sistemi “liberali” ) o dei ricchi burocrati ( nei sistemi “comunisti” ) .

Pubblicato da " l'Occidentale" il 6 novembre 2012

giovedì 18 ottobre 2012

Lo sfascino

In Toscana il rottamatore è lo sfascino.
Lo sfascino ha tra i suoi clienti preferiti i collezionisti di auto d'epoca.
Lo sfascino Renzi  sta trattando bene i suoi clienti privilegiati; li fa tutti ,o quasi tutti, santi. E lui ?
E lui più che buffo sembra sempre più un puffo. Un puffo sfascino. Ma va di moda ; essere puffi; ed essere sfascini. W i vecchi ! W le auto d'epoca !

giovedì 11 ottobre 2012

Il prestigiatore e lo strillino



W Firenze ! Ecco !
Detto questo , il sindaco di Firenze rappresenta i cittadini che lo hanno eletto ; che poi non sono tanti. E’ altresì vero che anche loro, di questi tempi , non se la levano un granché bene. Che il prestigiatore Marchionne se la prenda con lo strillino , Sindaco di Firenze , è un suo problema ; che dica che Renzi è sindaco di una piccola e povera città, è semplicemente una stupidaggine, da tre carte e un soldo,  che va a pennello con l' immagine del personaggio ( che piace tanto a Obama, a sua volta sogno dello strillino ). Una precisazione però va fatta : lo strillino rappresenta solo chi lo ha eletto ; non Dante, Giotto , Michelangelo o il Brunelleschi ; il pericolo che quello tenda ad allargarsi è reale ( un tantino ci ha già provato , passando da un camper ad un jet privato; o no ? ).

domenica 7 ottobre 2012

Bettino nun ce lassaaà



Riusciranno i nostri eroi....No !  Riusciranno i socialisti a  ritrovare la politica ?  Bettino, nun ce lassaaà !

Lo strillino Renzi

 

Lo strillino Renzi ( si veda questo blog ,febbraio 2011 ) , da Rignano sull'Arno, ha contro la sora Rosa dei Bindi , da Sinalunga; oggettivamente ha un gran culo.

venerdì 5 ottobre 2012

Energie

Transizione  energetica ? Questo si diceva fino a poco tempo fa. Ma non sembra proprio che sia così.
L’ipotesi era che gli idrocarburi fossero in via di esaurimento , alcuni prima e altri dopo ( il conto alla rovescia era già iniziato ) ; e che nuove fonti energetiche illimitate e sicure stessero per arrivare. Questa ipotesi negli ultimi venti anni si è sgretolata.
Le risorse minerarie , fossili e non , sembrano molto più abbondanti del previsto; anche perché le tecnologie per il loro reperimento e la loro estrazione  si sono sviluppate a ritmi imprevisti ; complici di questo processo sono stati anche i prezzi energetici , aumentati a dismisura , che hanno consentito e giustificato investimenti  fino ad allora considerati non economici. E molto resta ancora da fare ( basti pensare a tutta la filiera del carbone, alla sua lavorazione, al coal-oil o al coal-water, o ai procedimenti del cosiddetto “letto fluido” ). Si stanno già perforando pozzi per gas o petrolio oltre ai 5-6 mila metri di profondità , in terra e in mare. Entro breve tempo per esempio , la Francia rischia di diventare importante potenza energetica , non solo per le sue centrali nucleari , ma per il petrolio estratto al largo della Guyana (suo  territorio d’oltremare ); per il gas da scisti e per la geotermia sfruttabili in continente ; per i grandi progetti eolici e solari in via di realizzazione. In parallelo stanno facendo passi da gigante anche le tecnologie ambientali per il controllo delle emissioni atmosferiche , delle tecnologie di estrazione , dell’accumulo e della logistica energetica ; e anche  le tecnologie per la razionalizzazione dei consumi.
Tutto l’attuale sistema energetico , che sta governando il mondo, è quindi in forte movimento e sviluppo.
D’altra parte non sembra ancora profilarsi un nuovo sistema energetico di riferimento , a produzioni e consumi illimitati , privi di effetti dannosi per l’ambiente.Si pensava al nucleare o in ogni modo a nuove risorse “tecnologiche”, più che fisiche ; la strada è stata aperta , ma non se ne vede ancora il punto di arrivo definitivo. La “fissione” nucleare continua a trovare problemi di  “sicurezza” e di economicità . La “fusione” nucleare è ancora allo studio , all’ingegneria dei prototipi, alla sperimentazione. Vita analoga sembra quella relativa all’uso dell’idrogeno come nuovo combustibile omnivalente. Le energie rinnovabili possono essere considerate  solo risorse integrative  e non risolutive delle complesse questioni energetiche mondiali.
Che fare ? La politica più ragionevole sembra quella del mix energetico per la produzione e della razionalizzazione energetica per i consumi. Il mix di produzione dovrebbe evitare battaglie di “religione  ideologica” tra risorse da impiegare ;e  dovrebbe cercare di individuare , caso per caso, la possibilità , l’utilità e la compatibilità ambientale degli investimenti da realizzare ; con procedure da rivedere , non in termini di partecipazione , ma in termini di rapidità delle scelte. Gli investimenti energetici sono fatti nella logica del “progresso” per tutti e non per la “conservazione” dei benefici o dei privilegi di alcuni.
La innovazione tecnologica di macchine e di prodotti consente sempre più grandi risparmi nei consumi ( basti pensare alle “macchine”domestiche o industriali ; o ai mezzi di trasporto , ove, per esempio, è già in produzione un’auto che percorrerà 35 km con un litro di benzina, con l’obiettivo dei 50 km entro tre anni; o alla lotta contro la dispersione termica degli edifici ).
Questo secolo  probabilmente vedrà un sistema energetico mondiale , con una moltiplicazione delle produzioni  e una sempre più spinta razionalizzazione dei consumi; attraverso processi di innovazione tecnologica , ma anche attraverso una nuova cultura politica in materia, fatta di “razionalità” e non di “fede”. Quindi non sarà un secolo di “transizione energetica”, come si pensava e come molti pensano ancora; sarà  forse solo un secolo di “moltiplicazione energetica”: e di consumi “limitati” e non “illimitati”.

Pubblicato da OPEF Fondazione Einaudi e da "l'Occidentale" il 5 ottobre 2012  

martedì 2 ottobre 2012

Autunno






OGNUNO STA SOLO SUL CUOR DELLA TERRA
TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE:
ED E' SUBITO SERA

                                    AUTUNNO

Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d'alberi e d'abissi.

Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:

povera cosa caduta
che la terra raccoglie.

Salvatore Quasimodo   Acque e terre 1920-1929

sabato 29 settembre 2012

Gli scoopettari



Guardi il dito o la luna ? Sembra che tutti guardino il dito .
Premesso che il “caso Sallusti” è solo l’ennesimo caso di mala-giustizia ;  premesso che la libertà di opinione, in qualsiasi stato di diritto, deve restare inviolabile ( non ci devono essere magistrati che tengano ; né interpretazioni leguleie semplicemente cretine ) ; e premesso anche che non ci dovrebbe voler molto tempo ad un Parlamento dire questo con chiarezza .
Fatte queste tre dovute premesse , la luna che i giornalisti non vogliono mai vedere è la bugia ; la possibilità di  scrivere bugie , che spesso colpiscono e infangano persone , talvolta rovinandole, senza pagar nulla . Le bugie, come noto,  sono fatti non corrispondenti a verità ; non sono opinioni ; e quando fanno danni, il più delle volte voluti, devono essere punite , anche penalmente . Nel codice deontologico di un giornalista ci dovrebbe essere il giuramento a non scrivere mai bugie , ma solo fatti e opinioni ; e se non si è certi dei fatti , bisogna usare il condizionale ( per questo è necessario conoscere bene l’italiano, cosa non frequente tra i cosiddetti giornalisti ) e bisogna essere pronti a correggere l’informazione , ove non risulti corretta.
Tempo fa un giornale titolò “ Invece di assistere gli imprenditori , li taglieggiava” ; l’articolo poi parlava di altro : di  affitti , di abusi e di omissioni amministrative , con nome e cognome del reo ( assolutamente non presunto ) , messo alla berlina , con l’obiettivo di rovinarlo. Il giornale riferiva di un’iniziativa giudiziaria, che  si rivelò infelice. Il reo, dopo 9 anni, non fu considerato reo ;  affitti e ammennicoli vari erano solo invenzioni. Quindi giudice e giornalista scoopettaro sbagliarono, rovinando una persona normale ( ora si usa dire "perbene", non si capisce perché ). Bene : giudice e giornalista non pagarono nulla per quella loro bugia ; anzi : fecero carriere fulminanti. La bugia intenzionale di un giudice o di un giornalista non può che essere  punita dal codice penale.  

giovedì 27 settembre 2012

W Espana





Concierto de Aranjuez ; composto nel 1939 a Parigi da Joaquin Rodrigo, pianista cieco , che così sentì i giardini di Aranjuez, con la chitarra. 
Qui suona Francisco Sanchez , figlio di Lucia Gomez, andaluso di Algeciras, chiamato dalla sua gente Paco, hijo de Lucia o Paco el de Lucia ; quindi è Paco de Lucia alla chitarra.

mercoledì 26 settembre 2012

Gai intrattenitori

 Dalle 10.30 alle 11.30 del 25 settembre scorso a rai 1 , radio di stato, alcuni gai intrattenitori, maschi e femmine, ( giornalisti ? ) ,si sono divertiti al gioco delle tre palle e un soldo, al luna park della "politica" e dei "politici" ; cioè se la sono presa contro "quella" e "quelli" , che colà li hanno messi e mantenuti .A un certo punto hanno anche sognato che qualcuno aprisse la porta e dicesse: " basta :ora risolvo tutto io ! ". Cioè ?

martedì 25 settembre 2012

Angelo Bagnasco


Angelo Bagnasco , di professione cardinale, fa la predica ai politici sulle ruberie e sulle loro esibizioni ; e ai cittadini sulle unioni civili, disgregatrici del mondo. Bagnasco porta tutto il giorno il saio francescano , con sandali e infradito ; ogni tanto veste ed esibisce ricchezza clamorosa,  incomprensibile ed inutile. Quando è con il saio e senza le lussuose lenti, non vede traffici e ladrocini che gli stanno intorno ; non vede neppure i delitti civili di unioni perverse dei propri confratelli , in giro per il mondo. " Siate santi!" urlò in piazza Giovanni Paolo II ; già cercate di esser santi... e solo dopo fate prediche.

domenica 23 settembre 2012

Festa della Gitane

 Per i suoi primi 500 Km , la Gitane ha avuto un regalo : una retro-borsa di plastica vera , porta pesci e cose varie.

venerdì 14 settembre 2012

Beppino dietrologo



Tema . Il filmino contro il Profeta
Svolgimento
Il filmino sul Profeta l’ha fatto fare Al Qaida.
Poi ha organizzato o agevolato la rivolta degli islamisti più agguerriti.
Poi ha fatto ammazzare i diplomatici americani.
Ora aspetta la reazione americana , mentre infiamma alcuni estremisti religiosi.
Le tensioni tra americani e islamisti aumenteranno.
L’ islam del petrolio, a influenza diretta americana, si indebolirà.
Al Qaida ,o chi per lei, si avvicinerà così ai pozzi, al denaro .
Colpire gli americani, significa colpire gli islamici loro amici , che hanno la borsa dei soldi: quindi il filmino è stato un’arma di lotta interna islamica ; ancora una volta economica .
La religione non c’entra nulla.
Beppino .
Scuola della Madonna Addolorata . III C.
Cianciulli Toscana

mercoledì 12 settembre 2012

Grecia-Germania 2-0


Crisi greca, Atene agli sgoccioli tenta la carta dei danni (tedeschi) di guerra
Secondo il Financial Times Deutschland il vice ministro dell’economia avrebbe istituito un gruppo di lavoro per valutare i documenti ufficiali presenti negli archivi storici. Nel 2011 i conteggi dell'economista francese Jacques Delpla, stimavano che la Germania dovrebbe corrispondere alla Grecia 575 miliardi
Che i denari “riparatori” dei danni post secondo conflitto mondiale non fossero mai arrivati nelle casse di Atene era cosa risaputa. Ma adesso, alla vigilia dell’ultimo report della Troika che potrebbe anche mettere fine alle speranze di salvataggio del Paese, il ministero delle Finanze greco vuole fare sul serio per ottenere quel risarcimento. Lo scrive, oggi dopo mesi di petizioni e richieste da parte di varia stampa internazionale, anche il Financial Times Deutschland secondo cui il vice ministro dell’Economia greco avrebbe istituito un gruppo di lavoro per valutare i documenti ufficiali presenti negli archivi storici. E con essi (i risultati tecnici sono attesi per la fine dell’anno) proporre ai rappresentanti di Bce, Fmi e Ue una sorta di integrazione al pacchetto di salvataggio contenuto nel memorandum.
I fatti: Hitler invase la Grecia nell’Aprile 1941, saccheggiandola e devastandola in lungo e in largo. Ha scritto la Croce Rossa Internazionale nel suo rapporto ufficiale sulla questione che tra il 1941 e il 1943 almeno 300.000 cittadini greci morirono letteralmente di fame, in virtù proprio di quelle razzìe da parte dei tedeschi. Inoltre sia la Germania che l’Italia, oltre a pretendere cifre elevatissime per le spese militari, ottennero forzatamente dalla Grecia anche quello che venne definito un prestito d’occupazione, consistente in 3,5 miliardi di dollari. Lo stesso Fuhrer riconobbe in quella circostanza il valore legale del prestito e avallò il risarcimento. Ma alla Conferenza di Parigi nel 1946 qualcosa andò storto e alla Grecia furono riconosciuti 7,1 miliardi di dollari come risarcimento, invece dei 14 richiesti. E mentre l’Italia ripagò regolarmente la propria parte del prestito, la Germania si rifiutò costantemente di farlo. Come se le riparazioni post belliche non fossero necessarie.
Ma a quanto ammonta oggi quella cifra? Prendendo come metro di valutazione l’interesse medio dei Buoni del Tesoro americani dal 1944, (il 6%) ballerebbero cifre enormi: 163,8 miliardi di dollari per l’occupazione 332 miliardi di dollari per i danni. E secondo un rapporto redatto nel luglio del 2011 dall’economista francese Jacques Delpla, la Germania dovrebbe corrispondere alla Grecia 575 miliardi, molto di più dei 355 miliardi di euro circa che oggi costituiscono il macigno di debiti sul futuro di Atene. 
Certo, per dirla con le parole di chi quella richiesta l’ha avanzata molto tempo prima dell’articolo pubblicato sull’edizione tedesca del Financial Times, con petizioni che hanno chiamato a raccolta intellettuali, storici e giornalisti, la Grecia per anni è servita da pied-à-terre mediterraneo con prestiti massicci delle banche, con la telefonia in mano alla Deutsche Telekom, con l’aeroporto di Atene realizzato dai tedeschi, con i trasporti marittimi, con le commesse militari. Kostas Karamanlisfido alleato della Cancelliera ha comprato 170 carri armati Leopard, 223 cannoni di seconda mano, 4 sottomarini della ThyssenKrupp (di cui uno che pendeva a destra). Mica due Cinquecento e un paio di Panda. Consola che oggi il governo di Atene stia almeno provando a rialzare la testa affidandosi alla storia. Ma certificando di fatto una scomoda oggettività: che alternative praticabili non ve ne sono.

Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2012

Quindi la Germania deve alla Grecia 575 miliardi di euro ; quasi il doppio di quanto la Grecia deve al mondo intero . Allora i tedeschi potrebbero lavorare solo un paio di mesi per risarcire almeno i danni morali  fatti ai greci in tre anni di atrocità . Solo due mesi : essiano bbbuoni ! lo facciano !

martedì 11 settembre 2012

Io, Presidente


Non c'è di peggio che dire ad un capo «  sei moscio ». A quello gli vien subito voglia di far vedere i muscoli che non ha ; e quindi appare ancor più moscio, nel suo pretendere. E' quello che sta succedendo a François Hollande , presidente dei francesi . In tre mesi ha perso il 10 % dei favori del popolo . Secondo i sondaggisti oggi è attorno al 44% : non era mai successo che un Presidente dopo 100 giorni dalla sua elezione perdesse tanta fiducia popolare.

« Io Presidente faro' questo...faro' quello » aveva detto in campagna elettorale: 60 impegni, per la precisione. Si è dato da fare in questi 100 giorni : ma ha fatto soprattutto delle « commissioni »; delle riunioni; delle consultazioni . Come a dire ; basta col decisionismo sarkozista ; io Presidente le cose le faccio , ma con partecipazione e accordo di tutti ; cosa notoriamente impossibile in tempi nefasti come questi. Il suo Passera , che si chiama Montbourg ( sinistra nazionalista ) , d' accordo con lui, di fronte alla prospettiva di massicci licenziamenti alla PSA ( Citroen- Peugeot ), aveva detto due mesi fa che si sarebbe consultato per salvare tutti i posti di lavoro in questione . Oggi ha detto che, dopo essersi consultato , la PSA ha buone ragioni per ristrutturarsi. I sindacati non hanno gradito ; e neppure i licenziati; e neppure gli elettori.

«  Il mio avversario non è monsieur Sarkozy . Il mio avversario è madame la Finance » , aveva gridato Hollande aprendo la sua campagna elettorale. Inutile dire che invece ci è dovuto andare subito a letto e madame, forse impalmata, è scomparsa dalla scena; non se ne parla più.

Si parla invece di tasse : 30 miliardi di euro da trovare subito ,per dare respiro al debito pubblico francese. Decisione ( qui senza consultazioni ) : 10 miliardi si levano dalla spesa pubblica ; altri 10 si fanno con tasse sulla gente ; e 10 si tolgono alle imprese. Per la spesa pubblica si sfilano soprattutto dai « progetti », dagli investimenti ( a cominciare da quelli « culturali » , cavallo di battaglia dei socialisti alle elezioni) e molto poco dalle spese della macchina statale ( comuni, aggregazione di comuni, dipartimenti, regioni e stato ). Per le tasse sulla gente si colpisce quasi unicamente il ceto medio , in maniera progressiva fino al 45% del reddito , per saltare poi al 75 % , per i grandi « fortunati », su introiti superiori al milione di euro annui ( duemila persone circa, che servono come prede da esibire al popolo cosiddetto « gausciste ») . Per le tasse sulle imprese , si predica che bisogna investire in Francia , che conviene farlo : e poi si dà solo una grande pedata agli imprenditori , nella convinzione che la caccia al ricco voglia dire anche questo . Un disastro , che si sta trasformando in ulteriore perdita di credibilità di « Io Presidente ».

Il più « fortunato «  dei francesi , Bernard Anaud, a capo dell'industria del lusso nazionale e tra i primi 5 uomini più ricchi del mondo , ha deciso di prendere la residenza in Belgio . Apriti cielo ! Il giornale socialista Liberation , a tutta pagina ha scritto «  casse-toi, riche con «  ,più o meno «  levati di torno, ricco coglione «  Arnaud non ha gradito e ha querelato il giornale. Non solo : ha detto anche che resterà fiscalmente francese , pur non condividendo le scelte governative. A «  sinistra » trattano Arnaud di parassita e c'è perfino chi rivendica l'esproprio dei suoi beni. Se sapessero che il capo economico della « sinistra » italiana risiede , anche fiscalmente, in Svizzera, lo decapiterebbero. A « destra » l'ala nazionalista gli dà del traditore. Ma l'odio contro il « ricco » non è poi molto capito e seguito; anzi.

«  Moi President » , «  Io Presidente », non sembra ancora aver trovato la strada giusta per governare . Va in giro con giacche attillate , due spacchi e sedere di fuori, a predicare nazionalismo, socialismo e partecipazione: fa molto politichese e poco governo . Anche nel politichese si sta incartando ; con la segretaria del partito socialista Martine Delors , in Aubry, sta scegliendo il nuovo segretario . Qualcuno ha ricordato che la monarchia e l'aristocrazia in Francia non ci sono più ; e che forse sarebbe meglio che il capo del partito sia scelto dagli iscritti .

Insomma François Hollande , Io Presidente, per il momento non convince né gli elettori né gran parte dei suoi compagni . Anzi : appare moscio, insicuro e contraddittorio.

Pubblicato da "l'Occidentale" il 12 settembre 2012 

domenica 9 settembre 2012

Il maquereau

Teofilo non è andato in vacanza . Ha avuto ed ha un colloquio profondo con un maquereau. Lui dice che il colloquio non è ancora finito. Il maquereau la pensa diversamente: ed è andato via.

Bracco


Baratta, zeru tituli, alla Biennale di Venezia ( di cui è stranamente presidente) ha detto: " grazie ! siamo arrivati alla fine". Se ne va ? Finalmente comincerà a lavorare? Ma no ! Resterà in casa Bracco e dovunque lo lascino sedere ; a riscuotere e a  pensare ; "hic manebo optime!" Siamo arrivati alla fine della fiera cinematografica , voleva dire ; non alla fine della sua poltrona. E cosi' continuerà ad occupare poltrone e strapuntini ; e a pensare  : il nulla. Ogni tanto tornerà a casa : Bracco.

lunedì 20 agosto 2012

Le Pussy Chiots

La polizia russa sta dando la caccia al resto dei componenti della punk-band Pussy Riot: altre due ragazze avrebbero partecipato alla 'messa' anti-Putin nella più grande cattedrale di Mosca che ha portato alla condanna a due anni per Nadia, Katya e Masha. Lo rende noto Ria Novosti. "L'inchiesta criminale è in corso e le ricerche proseguono", ha detto un portavoce del ministero dell'Interno russo.

Uno può fare pipì in tanti posti; anche sulla porta di casa di una “pussy riot” qualsiasi ; tutti giorni . Ma perché proprio nella cattedrale di Mosca ? Perché non hanno provato a farla in una moschea , così le avrebbero portate direttamente in mezzo al popolo religioso  e un tantino alterato ?  Carissime pussy, scherzate pure coi fanti… ; il resto lasciatelo fare ; vi è andata anche bene ; e  se in futuro vi capiterà di avere necessità impellenti,  cercate un vespasiano.

giovedì 16 agosto 2012

Debito pubblico ?


Il Sole 24 Ore 14 agosto 2012 “… Perciò, se atto d'imperio deve essere fatto perché la corda non si stringa intorno al collo dell'Italia, questo è l'allungamento della scadenza dell'intero debito pubblico a condizioni vantaggiose come quelle da noi indicate: un interesse pari all'inflazione e una piccola percentuale della crescita, se riusciamo a raggiungerla….”  Michele Fratianni e Paolo Savona

Ecco fatto !