viaaaa!!!

viaaaa!!!

domenica 22 dicembre 2019

Ricordando mia moglie



                                MOZART AVE VERUM CORPUS ( Bernstein )




martedì 10 dicembre 2019

venerdì 22 novembre 2019

Addio Liliane


Jacques Brel : Les vieux
Les vieux ne parlent plus
Ou alors seulement parfois du bout des yeux
Même riches ils sont pauvres
Ils n'ont plus d'illusions et n'ont qu'un cœur pour deux
Chez eux ça sent le thym, le propre
La lavande et le verbe d'antan
Que l'on vive à Paris, on vit tous en province
Quand on vit trop longtemps
Est-ce d'avoir trop ri que leur voix se lézarde
Quand ils parlent d'hier
Et d'avoir trop pleuré que des larmes encore
Leur perlent aux paupières
Et s'ils tremblent un peu
Est-ce de voir vieillir la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, qui dit "je vous attends"

Les vieux ne rêvent plus
Leurs livres s'ensommeillent, leurs pianos sont fermés
Le petit chat est mort
Le muscat du dimanche ne les fait plus chanter
Les vieux ne bougent plus
Leurs gestes ont trop de rides leur monde est trop petit
Du lit à la fenêtre, puis du lit au fauteuil
Et puis du lit au lit
Et s'ils sortent encore
Bras dessus bras dessous tout habillés de raide
C'est pour suivre au soleil
L'enterrement d'un plus vieux, l'enterrement d'une plus
laide
Et le temps d'un sanglot
Oublier toute une heure la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, et puis qui les attend

Les vieux ne meurent pas
Ils s'endorment un jour et dorment trop longtemps
Ils se tiennent la main
Ils ont peur de se perdre et se perdent pourtant
Et l'autre reste là
Le meilleur ou le pire, le doux ou le sévère
Cela n'importe pas
Celui des deux qui reste se retrouve en enfer
Vous le verrez peut-être
Vous la verrez parfois en pluie et en chagrin
Traverser le présent
En s'excusant déjà de n'être pas plus loin
Et fuir devant vous une dernière fois la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, qui leur dit "je t'attends"
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non et puis qui nous attend

martedì 22 ottobre 2019

LE FOTO DI LILIANE 2

RIFLESSI COLORATI DI BARCHE SUL TUO MARE



domenica 22 settembre 2019

A Liliane Elies


Stefano Tonelli : I volti della passione

giovedì 22 agosto 2019

Liliane e i suoi amici


Stivell,Tri Yann, Dan Ar Braz, Servat,Armens

Tri martolod
Tre marinai
Tri martolod yaouank (la la la)
Tre giovani marinai, (la la, la)
Tri martolod yaouank o voned da veajiñ
Tre giovani marinai se ne andarono viaggiando
O voned da veajiñ ge, o voned da veajiñ
Se ne andarono viaggiando, (due volte)
Gant avel bet kaset (la la la)
Il vento li spinse (la la la)
Gant avel bet kaset betek an Douar Nevez
Il vento li spinse fino in Terranova
Betek an Douar Nevez ge, betek an Douar Nevez
Fino in Terranova, fino in Terranova
E-kichen maen ar veilh (la la la)
Accanto ad un mulino di pietra (la la, la... )
E-kichen maen ar veilh o deus mouilhet o eorioù
Accanto ad un mulino di pietra gettarono l'ancora
O deus mouilhet o eorioù ge,
Gettarono l'ancora
o deus mouilhet o eorioù
gettarono l'ancora
Hag e-barzh ar veilh-se (la la la)
E nel mulino (la la la)
Hag e-barzh ar veilh-se e oa ur servijourez
E nel mulino c'era una serva,
E oa ur servijourez ge, e oa ur servijourez
C'era una serva, c'era una serva
Hag e c'houlenn ganin (la la la...)
E lei mi chiese (la la la...)
Hag e c'houlenn ganin pelec'h
'n eus graet konesañs
E lei mi chiese dove ci eravamo conosciuti
Pelec'h 'n eus graet konesañs ge,
pelec'h 'n eus graet konesañs
Dove ci eravamo conosciuti (due volte)
E Naoned, er marc'had (la la la...)
A Nantes, al mercato (la la la...)
E Naoned, er marc'had hor boa choazet ur walenn
A Nantes, al mercato, noi abbiamo scelto un anello
Hor boa choazet ur walenn ge,
hor boa choazet ur walenn ***
Noi abbiamo scelto un anello (due volte)
Gwalenn ar promesa (la la la...)
L'anello della promessa (la la la...)
Gwalenn ar promesa, ha par omp da zimeziñ
L'anello della promessa, e stavamo per sposarci
Ha par omp da zimeziń ge, ha par omp da zimeziñ
Stavamo per sposarci, stavamo per sposarci
Ni 'zimezo hon-daou (la la la...)
Noi ci saremmo sposati (la la la...)
Ni 'zimezo hon-daou,
Noi ci saremmo sposati,
ha pa n'eus ket avañtaj
anche se non abbiamo beni?
Ha pa n'eus ket avañtaj ge,
ha pa n'eus ket avañtaj
Anche se non abbiamo beni? (due volte)
Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez (la la la...)
Madre mia, voi ragazzi (la la la...)
Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez,
Madre mia, voi ragazzi
n'ouzoc'h ket piv zo diaes
volete sistemarvi
N'ouzoc'h ket piv zo diaes ge,
n'ouzoc'h ket piv zo diaes
Volete sistemarvi, volete sistemarvi
N'hon eus na ti na plouz, (la la la...)
Voi non sapete nulla (la la la...)
N'hon eus na ti na plouz,
Voi non sapete nulla
na gwele da gousket en noz
di chi vive nel bisogno
Na gwele da gousket en noz ge,
na gwele da gousket en noz
Di chi vive nel bisogno (due volte)
N'eus na liñser na lenn, (la la la...)
Non abbiamo ne casa, ne paglia, (la la la...)
N'eus na liñser na lenn,
Ne casa, ne paglia,
na pennwele dindan ar penn
ne letto per dormire la notte
Na pennwele dindan ar penn ge,
na pennwele dindan ar penn
Ne letto per dormire la notte (due volte)
N'hon eus na skuell na loa, (la la la...)
Non abbiamo ne lenzuola ne coperta, (la la la...)
N'hon eus na skuell na loa,
Ne lenzuola ne coperta,
na danvez d'ober bara
Na danvez d'ober bara ge, na danvez d'ober bara
ne cuscino sotto la testa (2 volte)
Ni 'ray 'vel ar glujar (la la la...)
Faremo come la pernice (la la la...)
Ni 'ray 'vel ar glujar, ni 'gousko war an douar
Faremo come la pernice, che dorme per terra
Ni 'gousko war an douar ge,
ni 'gousko war an douar
Che dorme per terra (2 volte)
Ni ray 'vel ar c'hefeleg, (la la la...)
Faremo come la beccaccia, (la la la...)
Ni ray 'vel ar c'hefeleg,
Come la beccaccia,
pa sav an heol 'ya da redek
che quando il sole si alza, corre
Pa sav an heol 'ya da redek ge,
pa sav an heol 'ya da redek
Che quando il sole si alza corre (due volte)
Echu eo ma jañson, (la la la...)
La mia canzone è finita (la la la...)
Echu eo ma jañson, an hini 'oar 'c'hontinui
La mia canzone è finita, colui che sa la continui
An hini 'oar 'c'hontinui,
an hini 'oar 'c'hontinui
Colui che sa la continui (2 volte)

lunedì 22 luglio 2019

UN ANNO FA

un anno fa
se ne andò , dopo 48 anni di vita in comune, mia moglie Liliane Elies. Non so dove sia , ma voglio pensarla ricordando Socrate

"è giunto ormai il tempo di andare...., io per morire, voi per continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore, è oscuro a tutti, tranne che al dio

Non so disegnare né dipingere ; gioco con i colori ; e questo è l'inizio di un suo ritratto che chissà quando finirò , perché lo riterrò sempre inadeguato

sabato 22 giugno 2019

La terre de Liliane





                                                             
                        

                                                      Coat Meal
                                                  Bosco di Miele?
                                               No : Bosco Minerale

domenica 16 giugno 2019

CIAO GIANNI



Ci conoscemmo nel 1965 , tramite Tristano Codignola , assieme a Roberto Spano e Claudio Signorile. Volevate che facessi il presidente dell'UGI , successore tuo e di Roberto Spano. Al Congresso di Napoli , ove fui eletto, Renato Nicolini , giovane comunista , vi accusò , tu e Roberto, di aver trasformato l'UGI in monarchia , ove i regnanti nominano i successori.

Lino Jannuzzi sosteneva che i presidenti dell'UGI erano anche prìncipi di goliardia ; e la goliardia era in effetti, da sempre, una...specie di monarchia costituzionale. “Goliardia è cultura e intelligenza...è culto dello spirito che genera un particolare modo di intendere la vita alla luce di una assoluta libertà di critica, senza pregiudizio alcuno , di fronte ad uomini ed istituti...” si leggeva tra l'altro nel Manifesto di fondazione dell'UGI del 1946 ,presentato al Caffé Florian della tua Venezia. E Tu quel “particolare modo di intendere la vita” lo rappresentasti bene, con profondità e logica raffinatissima ; e spesso ai più incomprensibile.

Cominciò così il nostro viaggio assieme.

Venisti al mio matrimonio , in Tunisia, dove lavoravo per le Nazioni Unite; nella spiaggia della Marsa , mi dicesti “ Ma che ci fai tu qui a perdere tempo ? Torna a casa !”.
In effetti ! Decisi di rientrare e andai a lavorare nell'industria , cominciando da impiegato metalmeccanico di settima categoria. Tu eri già dentro alla politica veneziana e veneta . I nostri sentieri si erano separati . Ma non l'amicizia ; ogni tanto ci vedevamo.

Poi sbarcasti a Roma nella politica nazionale ; diventasti subito un importante punto di riferimento nel Partito Socialista. Ci ritrovammo ; mi chiamaste a lasciare l'economia “ privata”, dove avevo fatto strada, e ad entrare in quella “pubblica”. Lo feci ed ebbi modo di vederti molto più spesso. Qui oggi ci sono molti testimoni delle tue straordinarie doti politiche, di Partito, di Governo e di Stato ; e ce ne porteranno testimonianza.

Voglio solo ricordare una sensazione che mi è sempre rimasta nel cuore. Lavoravo su problemi complessi : sull'energia o sulla economia internazionale . Ne parlavamo ; tu ascoltavi, quasi con una certa impazienza , muovendo la testa e intrecciando le dita nei capelli lunghi; saettando i tuoi occhi , buoni , dolci, in qua e in là. Poi mi parlavi , come un fiume in piena : avevi già capito tutto , come se tu lo avessi sempre saputo. Avevi colto il cuore del problema, la sua natura ; e senza esitazione o incertezza alcuna ; e con irruenza, dicevi le tue tesi ,le tue soluzioni. Restavo sbalordito !

Dopo il “colpo di stato” (o il 93 ) cominciò il linciaggio. Cercarono di affogarti , di soffocarti ( e lo fecero anche con noi, tuoi amici e compagni ). Tornasti a galleggiare, ma non potesti più navigare ; le correnti di un mare agitato ti portarono qua e là ; per poi abbandonarti nel vortice delle malattie che ti hanno inghiottito.

Se Fellini fosse stato qui avrebbe pensato ad un film magnifico su di te . Sui tuoi colori, i tuoi eccessi, i tuoi giochi, le tue eresie; la tua vita di attimi, di fughe, di lampi geniali, di curiosità illimitate ; di riflessioni.
Una vita di corsa ; e contagiosa

Ciao Gianni
                                                                             Marcello
 Camera dei deputati Sala della regina il 14 / 6 / 2019


giovedì 6 giugno 2019

FCA : Parigi : amore o calesse ?



La FCA ritira l'offerta di fusione con Renault. Ma perché , si chiedono i francesi ? Il vero perché lo sanno solo i vertici FCA.
Dice , stupito,il Ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire : “ fin dall'inizio FCA ha messo una pressione enorme sui tempi e ha cercato di spingerci a decidere sul prendere o lasciare . Abbiamo subito detto che noi non potevamo essere sottomessi ad una tale pressione...” ; e ha teso a scaricare la responsabilità di questo rallentamento della decisione su un presunto disaccordo in materia da parte dei suoi partner giapponesi della Nissan. Alla insistenza di John Elkann ( nipote italo-francese di Giovanni Agnelli ) per chiudere l'accordo , ha risposto il Ministro Le Maire ; ha detto che doveva andare in Giappone per sapere cosa ne pensava Nissan . Il CdA di Renault sembrava tutto favorevole all'operazione , salvo due astensioni ( i giapponesi di Nissan ) e un contrario, il rappresentante sindacale della CGT ( CGIL francese ). Ma cosa c'entra il Governo francese ? Lo Stato francese ha il 15 % del capitale di Renault ed è il suo maggior azionista .
Una parentesi ; nel novembre 2018 fu incarcerato a Pechino il capo di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, ( espressione del Governo francese ) per aver rubato soldi ( tanti) a Nissan , di cui Renault detiene il 44%, non un bruscolino ; la questione è ancora in corso , anche perché degli ammanchi ora risulterebbero pure in Francia sul fronte Renault. Il ministro Le Maire , seccato per la storia, è stato però alla finestra ; ha registrato la situazione e ha fatto sostituire Ghosn; responsabilità del Governo per la nomina di Ghosn ? Naturalmente nessuna . Chiusa parentesi .
Ora lo stesso Le Maire si mescola nell'affare fusione FCA-Renault. Anzi lo blocca e chiede tempo. I proprietari di FCA , privati, non sembrano gradire blocchi negli affari da parte di un interlocutore politico di governo ; quindi fanno rapida macchina indietro , sapendo anche che questo tipo di accordi è soggetto ai risultati elettorali , con un Le Maire che oggi c'è e domani no. Forse si erano illusi che i patti europei di non interferenza della politica e dei governi sul libero mercato dell'Unione fosse una realtà . Ingenui ! Lo Stato francese “partecipa” nell'economia del Paese ed esercita, anche con vistosa prepotenza, questo suo potere ( già le imprese italiane ne ebbero la prova con la trattativa per i cantieri di Saint Nazaire ) .
L'Italia aveva partecipazioni di Stato nelle imprese ; gliele fecero cedere malamente ,in nome delle regole liberiste europee ( e lo fecero fare, per caso, ad un Ministro ex comunista …).Nell'Unione dunque ci sono e ci sono stati Paesi di serie A , B e C.
Un'ultima nota di gossip ; lo stato francese ha il 15% di Renault ; la famiglia Agnelli ha il 29% di FCA ; nella fusione i due maggiori azionisti avrebbero dimezzato le loro quote 7,5% lo Stato francese e il 14,5% la famiglia Agnelli ; perciò, nell'immaginario popolare, l'italiano Agnelli si sarebbe comprato la francese Renault . E questo sarebbe stato mal digerito da Macron-Le Maire, che avrebbero perso voti. E forse anche per sfuggire da questi intrugli elettorali, il giovane “italiano” John Elkann, italo francese candidato alla Presidenza del gruppo fuso, si è ritirato ( momentaneamente ? ).
In poche parole e per dirla con Troisi , FCA credeva di aver trovato in Francia l'amore ; e invece ha trovato un calesse.

 Marcello Inghilesi
Pubblicato dal Moondo il 7 / 6 /2019



mercoledì 22 maggio 2019

Le foto di Liliane Elies 1


Il mare si ritira
per tornare.
La roccia  aspetta
e splende,
al calar del giorno

venerdì 17 maggio 2019

VOTO OBBLIGATORIO


Affluenza alle urne : 43,6%. E' ancora democrazia ? Quando un sindaco , un presidente o un deputato, governante in nome del popolo, viene eletto dal 10-20% dei suoi elettori veri ( altri lo hanno votato turandosi il naso e per esclusione ) come fa a governare realmente, con quale appoggio della sua comunità ? Governa quando la politica non conta niente o quando le elezioni sono una finta , una burla . Non a caso il motto fascista “me ne frego” nacque contro le elezioni considerate inutili . A questo si oppose l' “I care” , “mi importa”, democratico.
Nella Costituente fu molto discussa la questione dell'obbligo del voto; la destra era contro , la sinistra a favore ; ma il disaccordo fu soprattutto sulle “penalità” da dare a chi non avesse votato. Fu trovata una mediazione : obbligo del voto , ma pene “leggere” ; chi non votava avrebbe dovuto trovare il suo nome scritto in un album da tenere esposto negli uffici comunali , dal titolo “non ha votato”; e poi nel casellario penale , per cui nei concorsi pubblici a parità di punteggio chi non votava avrebbe perso (regola legiferata poi con il DPR 361 , marzo 1957 ). Questa norma , ampiamente disattesa , fu infine revocata nel 1993 ( tra l'altro , anno centrale del golpe italiano )
E' in corso un dibattito sul fascismo pericolo reale o no; con scontri patetici sull'argomento tra questa o quella figura politica.
Penso che le peculiarità che caratterizzarono il fascismo , possano essere ritrovate più che sulle persone , sul sistema , esaltante il “me ne frego”, “non voto” , “non mi interessa” , “chiunque vada fa lo stesso”.
La scuola politica del dopoguerra ci insegnò che questo era il vero nemico della democrazia : il “menefrego” e il “menefreghismo”. E l'Italia purtroppo ha questo malefico gene inserito nella propria natura , che deve assolutamente essere contrastato. Senza voto o con voto limitato non c'è democrazia , almeno in Italia ( in altri Paesi può essere diverso ).
E quindi ? Io sono per reintrodurre l'obbligo del voto , come dovere civico per far parte di una comunità nazionale ; e per coloro che non vogliono adempiere al proprio dovere , viene prevista una multa , una tassa, di importo non irrilevante ( 50-100 euro ).

Pubblicato da Moondo il 17/05/2019

mercoledì 8 maggio 2019

MI HANNO VISTO


domenica 28 aprile 2019

Le " grand oral"



Il “grand oral”: lo sfogo presidenziale

Macron non pare simpatico: ha l’aria del primo della classe (che non passa i compiti agli altri); e cerca sempre di farlo. Cominciò a 15 anni, facendosi copulare dalla sua prof, mentre i suoi compagni si agitavano da soli o con piccole bimbe. E continuò, passando dall’ENA, alta accademia per i futuri capi della Francia, fino alla conquista della presidenza della repubblica francese .


macron

Dopo i gilets jaunes, ha fatto  “le grand oral”, che non vuol dire il grande orale, ma il discorso alla Nazione, con conferenza stampa. L’allocuzione doveva durare 20 minuti ed è durata un’ora; e la conferenza stampa un’ora e mezza.  Lui si piace e quindi si diverte a piacersi.
Cosa ha detto? Un bla, bla regale, non uno qualsiasi; forbito, educato, gesticolazione tecnocratica, passione spontanea o recitata, con quel filo di comizio che non guasta mai.
Riduzione delle tasse, aumento del potere di acquisto, indicizzazione delle pensioni, priorità alla scuola e alla formazione (al massimo 24 allievi per classe), lavoro con piena occupazione entro il 2025, decentramento amministrativo, riforma elettorale, con un po’ di proporzionale (20%), eliminazione degli enti inutili, diminuzione della spesa pubblica, gestione della immigrazione e fine di Schengen, Europa a trazione francese, un po’ di ambiente e anche di lotta al riscaldamento climatico (?), chiusura della sua ENA  (dopo di lui, basta, si può chiudere), aumento volontario delle ore di lavoro. Cose nuove, pregnanti, riformiste, di più, rivoluzionarie.
E pensare che i gilets jaunes avevano cominciato la loro protesta contro l’aumento del prezzo dei prodotti energetici  e la riduzione della velocità permessa nelle strade provinciali da 90 a 80 km/h. Poi su di loro si è appiccicato tutto il malessere del Paese e i picchiatori, dilettanti e professionisti.
Il  “grand oral” del Presidente  è venuto dopo un periodo di paura (analoga a quella di De Gaulle nel maggio 68); ed è stato uno sfogo liberatorio, con volo alto e calcolato. I fatti, le cose da fare sono rimandati al Governo, che era tutto lì, a prendere appunti. Cosa succederà ?
Niente.

da MOONDO

mercoledì 24 aprile 2019

Natalina Luccello

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Nathalie Loiseau ( Natalina Luccello ) , capolista per Macron alle prossime europee e ministro capofila anti – Italia, l’ha fatta grossa.
Un giornale ha detto che quando era studente ( matura , quarto anno di SciencePo e in concorso per entrare all’ENA , accademia che sforna presidenti, ministri e alte cariche dello Stato ) ha capeggiato una lista “fascista” in elezioni universitarie. E fin qui poco male, di questi tempi.
Il problema sono state le sue reazioni ; prima ha detto che non era vero, non ricordava ; poi che sì , forse era vero , ma si trattava di un listino studentesco di nessuna importanza; poi che sì, allora era anticomunista e quindi è stata capolista di un movimento di destra ; poi sì,  che ha solo seguito un amico , ma  che non sapeva che quella lista era fascista: che era lì solo in quanto donna. I francesi pensano che ci saranno ulteriori sviluppi nel racconto.
Già Macron non gode di buona salute politica ; ora ci si mette anche la Luccello a dargli randellate.

Pubblicato da Moondo

lunedì 22 aprile 2019

lunedì 1 aprile 2019

GIGGINO E IL MEDIOEVO


Giggino se l'è presa col Medioevo , età dell'oscurantismo. Quindi ha buttato giù la sua squadra contro quella del Medioevo ( che ha schierato solo il Trecento ) 

 Giggino Teamme . Giggino o' boss;Cusuminiello o'sbirro ;Matté o' killer; Mimì o' chiattone ; Erricuccio pasta e fasuli ;Feliciello o' sfregiato; Ciccio o' malamente; Iennaro o' cecato; Pinuccio o' pazzo; Totò a' mezzetta;Cusumiello o' pisciazzo. 

 Medioevo ( trecento ) Cosimo de' Medici ; Andrea Pisano;Duccio di Boninsegna; Francesco Petrarca; Dante Alighieri; Matteo Gattopane; Mathieu d'Arras ;Ambrogio Lorenzetti;Simone Martini ; Giotto; Arnolfo di Cambio

sabato 23 marzo 2019

LA CINA ( vista 25 anni fa )

" "...In Cina non ci misuriamo più con un Oceano, ma con una Terra: non è la sfida Atlantico-Pacifico ( che potrebbe ricordare le relazioni tra Europa-USA , da un lato e Giappone dall'altro ) ma è forse proprio il confronto tra il Mare e la Terra , le loro storie , i loro valori, le loro religioni e filosofie. La storia della Cina è una storia di Terra ; ed è forse l'unico Paese al mondo dove i contadini hanno vinto : culturalmente e politicamente: mirabili furono le tesi ( condivisibili o non ) sul rapporto città-campagna di Mao. Ora le cose sono cambiate ; un pò di Mare è entrato nella Terra ; ma anche un pò di Terra ha modificato il Mare. La nostra cultura del Mare deve capire le ragioni della Terra ; e così può cominciare questo grande, grandissimo dialogo di mercato tra l'Ovest della opulenza e l'Est della sopravvivenza. Il mercato non potrà essere là un espediente per inserire , insinuare in quel pianeta la filosofia della intrapresa, del Mare , con cui Cristoforo Colombo scoprì l'America e con cui l'epica dei cowboys tese ad appiattire tutto alla legge del più forte, nel mercato e nel mondo. Esso dovrà misurarsi non con la storia di di navi e di scoperte , ma con la storia della "via della seta"; con tradizioni millenarie radicate dentro la Terra; con un pianeta nato dalla rivoluzione contadina; con valori nuovi , aperti alla vita , quanto gli antichi , sempre cinesi; con popoli che da duemila anni e più stanno negli stessi villaggi o nelle stesse terre; con principi secolari e immanenti, che stanno coniugando le religioni di un tempo con le ragioni della sopravvivenza e dello sviluppo di oggi. A Pechino c'è il Tempio del Cielo, dove mura circolari delimitano il Cielo, luogo di preghiera dell'Imperatore ; esse sono a loro volta contornate dalle mura esagonali della Terra che definiscono il Cielo; a dire che la Terra contorna il Cielo e non viceversa. Questa è la Cina. Ma anche in Cina si stanno verificando , con il mercato e la nuova economia, cambiamenti epocali: città che si dilatano a dismisura; migrazioni urbane che sembrano fiumi tempestosi; ebollizioni di vita e di desideri. Ma non si confonda tutto ciò con la nostra cultura; con la cultura del Mare. Là c'è la Terra, ben radicata e ben più unita delle nostre avventure storiche ( di noi popoli del Mediterraneo , prima, e dell'Atlantico , poi ), una forte, fortissima cultura endogena al sistema-Terra, immanente alla Terra." Marcello Inghilesi in Cahiers d'art settembre 1994

venerdì 22 marzo 2019

Liliane Inghilesi Gialloni

venerdì 22 febbraio 2019

Liliane la bretonne


Tri Yann : La decouverte ou l'ignorance

domenica 27 gennaio 2019

BELLO !


martedì 22 gennaio 2019

Addio Liliane mia