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domenica 19 giugno 2011

Fukushima: e dopo ?



In Italia siamo convinti che l’energia elettro-nucleare sia finita, chiusa ; l’abbiamo cancellata con un secondo referendum in materia ; gli italiani non la vogliono : o meglio non la vogliono nel proprio giardino. D’altra parte non sembrano neppure amare nel proprio giardino le centrali elettriche a olio o carbone che inquinano ; le dighe per l’idroelettricità sono pericolose e rovinano l’ambiente ; le pale eoliche non sono convenienti e sono eco-insostenibili; come non sono convenienti e rubano terre o tetti“preziosi” i pannelli solari ; la geotermia infine rompe l’equilibrio geologico della crosta terrestre. Resta il gas ; ma quello vero ; perché anche quello da scisti tende a creare problemi ambientali e geologici.

Questo quadretto sembra un paradosso ; ma purtroppo tende al vero : da buoni sottosviluppati “culturali” vorremmo tutte le cose dei ricchi, con tutti i mezzi dei poveri. In Cina e in India oggi si consuma 1 tep ( tonnellata equivalente di petrolio) , a testa , all’anno ; in Europa circa 4 ; e negli Usa circa 8. Tanto per dare numeri. E lo sviluppo maggiore nei prossimi anni sarà proprio nelle aree che escono dalla povertà : e non solo asiatiche. Con quale energia si pensa che questo sviluppo possa essere alimentato ? Molti credono che i recenti aumenti dei prezzi di petrolio e gas siano dovuti alla guerra libica ; la mancata produzione di petrolio libico ( 1,6 milioni di barili /giorno su un totale produttivo mondiale di 86 milioni ) è stata ampiamente compensata dall’aumento della produzione di olio nei mari del nord e dalla flessione dei consumi giapponesi , in seguito al terremoto-tsunami là sofferto. La Cina invece ha richiesto nel mercato 1 milione di barili al giorno in più rispetto alle previsioni. Ed ecco che il barile di petrolio si è alzato sul livello dei 100 dollari. In tendenza analoga è il mercato del gas .E lo sarà anche quello del carbone. Tutto questo per dire che con le sole fonti energetiche fossili non abbiamo grandi prospettive ; al di là di un loro futuro esaurimento e al di là anche di un loro grosso impatto eco-ambientale, sarà il mercato a limitarne l’uso ; costeranno troppo . E le energie leggere , rinnovabili ? Saranno sicuramente importanti , con produzioni e consumi diffusi ; costano ancora molto care ; ma un loro sviluppo sul mercato ,ne abbasserà i  costi di produzione;  costituiscono quindi una risorsa da perseguire , laddove possibile. Ma non risolveranno la necessità di avere uno zoccolo duro di produzione energetica per lo sviluppo del mondo ( oltreché dell’Italia , che in questo mercato non è … sola! ). Restano dunque le cosiddette produzioni “tecnologiche” e anche quelle avveniristiche . Le soluzioni tecnologiche sono la fissione e la fusione nucleare ; oggi l’orientamento scientifico prevalente sulla fissione, dopo Fukushima, sembra quello di puntare su centrali elettriche di piccole-medie dimensioni ( da 200 a 800 MW circa ) a cosiddetta sicurezza intrinseca; con recupero anche delle scorie radioattive prodotte. E’ un disegno astratto ? Non sembra . Naturalmente bisogna stare sulla questione , con studi, ricerche , progetti, tecnologie e esperimenti ; forse tutto ciò non è stato ancora vietato dal popolo italiano sovrano. In ogni modo gli altri a questo stanno lavorando. Ci sono anche le soluzioni avveniristiche ; come la creazione di megacentrali solari nello spazio ; o mega centrali nei grandi corsi di acqua di tutto il mondo , con un lavoro di innovazione per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica .Per il momento queste soluzioni restano, purtroppo, nei sogni.

Oggi la risorsa più importante per l’Italia  ( che continua allegramente a ritenere giusto e meritato il “caviale e champagne per tutti”) è  una  grande austerità energetica ; fatta di innovazione tecnologica per consumare di meno e produrre di più, di diffusione delle piccole produzioni, di razionalizzazione dei trasporti e della distribuzione . Questa risorsa potrà, con non poche difficoltà , farci sopravvivere nel lungo periodo di transizione  che abbiamo di fronte . Ma non illudiamoci ; anche questa risorsa costa sacrifici ; e quindi dovremo smetterla di fare i ricchi schizzignosi di fronte ad ogni progetto , ad ogni proposta di sviluppo e di innovazione . Non siamo più né ecologi né tecnologi ; stiamo solo diventando pantofolai conservatori, con risse politiche superficiali ed astratte.

Pubblicato da " L'Occidentale" il 21 giugno 2011

1 commento:

  1. una bella sintesi.Aggiungerei un elemento. Attualmente il nucleare assicura una quota di energia. Gli antinuclearisti,facendo l'abituale gioco delle tre carte,affermano: il nucleare è pericoloso. In Giappone solo tre vittime dovute al nucleare,colpito da un evento catastrofico! Un evento simile avrebbe fatto collassare il Gran Sasso sulla sua galleria e spiaccicato più di tre eprsone. Sono da vietarsi le gallerie?
    Il nucleare calmiera le fonti fossili.Togliete dalla offerta la aliquota di energia nucleare e vedrete il petrolio sopra i 300 dollari al barile.
    Con la follia verde l'Italia è divenatta terra di conquista -della speculazione che pretende da noi,per la ns debolezza ,incentivi,sulle fonti rinnovabili,superiori a quelli degli altri Paesi, - dei fornitori di carbone,petrolio e gas, che ci impongono le ns scelte politiche. Ricordate che Gheddafi (ridicolo sacripante per tutti,tranne che per noi)ci ha imposto comportamenti politici che hanno comportato la reazione di Paesi, formalmente amici,ma sostanzialmente convinti che siamo bravi solo nei giri di valtzer? Gli USA portano loro basi in Spagna. All'Italia ( solo La Russa è contento) lasciano centri radar "mobili" (come dire che se ne possono andare in un minuto)
    Ezio della Torre

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