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martedì 22 marzo 2011

Libia : gli avvoltoi cicerano

Questa discussione ,sulla questione libica, pare proprio pelosa. Rispetto alla situazione attuale , proviamo a rovesciare il calzino: vediamo cosa sarebbe potuto succedere se fossimo stati tutti a guardare. Gheddafi, arbitro non di un Parlamento , ma di un’assemblea di potentati tribali ( che coprono l’80% circa della popolazione ), aveva perso il controllo di questo sistema , che lui stesso aveva messo in piedi ed esaltato nei decenni di suo potere. E’ riuscito, con un salto doppio carpiato e forse con risorse di non poco conto, a riportare all’ovile qualcuna delle tribù passate nel campo avverso ; ha assoldato mercenari ed ha cominciato la riscossa . Prima avrebbe ripreso il controllo di tutta la Libia , con una nuova ripartizione delle immense fortune di quella terra , non ancora distribuite tra i soli sei milioni di abitanti. Poi avrebbe cominciato a divertirsi con l’Occidente , che era stato amico delle tribù sue rivali e ora riconquistate alla sua amicizia. Saremmo stati tutti traditori, in quanto i cirenaici, suoi principali avversari, si consideravano amici dei francesi o degli italiani o in ogni modo del mondo occidentale, con americani e inglesi in testa ; di quel mondo cioè che gli aveva detto con chiarezza che il suo tempo era ormai finito, con la rottura del suo sistema di potere. E avrebbe guardato con interesse alla Cina o alla Turchia, per citare solo due delle aree che avrebbero potuto sostituire i suoi ex amici. All’ interno del Paese avrebbe accentuato la repressione e il terrore , avendo dimostrato di essere l’unico dominus in grado di gestire quel miscuglio tribale, seduto su pozzi di petrolio e di gas. Avrebbe altresì cercato di potenziare la squadra dei figli e dei capi tribù , in grado di garantire il suo sistema di potere. Probabilmente avrebbe pure creato un porto franco per agevolare la penetrazione clandestina e/o islamista in Europa ( si vedano in proposito gli allarmi di Oriana Fallaci )

E allora l’intervento dei “volenterosi”, coperti dalle Nazioni Unite,sempre con frasi diplomatiche, interpretabili ed equivoche, è stato un atto di guerra o umanitario o di prevenzione ?

L’avere imposto una “no fly zone” in Libia non è atto di guerra ; si è voluto solo impedire che aerei o elicotteri in mano ai contendenti interni non fossero usati come strumenti di eccidi di massa ( come stava già succedendo ). Il colpire strumenti militari ( comprese eventuali armi chimiche ) , capaci di essere usati contro la popolazione civile , è parimenti azione preventiva in una situazione di guerra civile in corso. Ma perché queste azioni trovano tra i “volontari” molto impegnati, Paesi europei e mediterranei ( a cominciare da Francia e Italia ) ? Al di là di spiegazioni retoriche e semplicistiche , perché avere di fronte all’ Europa la costruzione di un nuovo potere ( quello vecchio è caduto con la rottura dell’equilibrio tribale su cui si reggeva Gheddafi ), violento, arbitrario, oscuro nei suoi rapporti islamisti e imprevedibile su tutto , fa paura: e deve far paura anche a chi teme la creazione di un porto franco di lancio dell’esodo arabo in Europa.

Quindi non si tratta di una guerra ( oltretutto i libici sono, tra gli arabi, quelli più amici del mondo occidentale ) , né di azioni umanitarie da Croce Rossa. Si tratta di un intervento armato preventivo, onde evitare possibili tragedie future, sociali, economiche e di relazioni internazionali.

Ci sono stati grandi errori nei tempi ( si potevano colpire le armi del potere appena cominciarono ad essere usate, anche per dare un segnale a tutto il sistema di potentati libici in guerra tra loro ); nei modi ( con la Francia che voleva e vuole fare la prima della classe, forse per interessi politici e personali del suo presidente ); e nelle forme ( ma che vuol dire i “volontari” ? L’ONU dia mandato a chi vuole e copra formalmente l’intervento ; e questo sempre : non solo in Libia; e il commissario europeo agli esteri, per cui brigò il nostro D’Alema , che fine ha fatto ? E la Nato ? Voglio, ma non posso ? ).

Restano tuttavia i fatti ; oggi la “no fly zone” in Libia è quasi una realtà ; una parte del “disarmo” di una ormai sicura guerra civile è stato avviato , senza troppi danni per le popolazioni : sarà teoricamente completato quando la gente , che vuol picchiare, lo dovrà fare con le mani e non con i missili o le mitragliatrici ; è anche passato il messaggio che nel Mediterraneo ognuno è a casa propria , se non viola apertamente e provocatoriamente le regole del condominio.

Non dobbiamo però illuderci che le democrazie nord-africane saranno come le nostre ; saranno migliori o peggiori, in funzione della storia e delle tradizioni di civiltà di ciascuno . E smettiamola con i salottini delle prediche televisive , fatte da signorini libici o italiani, che misurano sempre tutto sulla base di opinioni elitarie, sommarie e troppo spesso interessate. E smettiamo pure di dar noia con i microfoni ai campi di aviazione militare e ai piloti impegnati in azioni di chirurgia delicatissime , con immagini paradossali e spesso ridicole ( come le lucine di un caccia in decollo in una notte buia ). Che i professionisti delle disgrazie, politici o mediatici che siano, si diano una calmata ; si tratta di problemi seri ; non di avanspettacolo !

pubblicato da " l' Occidentale" il 23 marzo 2011



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