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domenica 3 giugno 2012

Re Giorgio non si rende conto



Re Giorgio sta entrando nella fase dell’oblio , senza peraltro essere uscito da quella delle logorrea mediatica. Non si rende più conto come e  dove vive.
Non si è reso conto che il fare o non fare la sfilata per il due giugno non era questione di sua competenza (e non rientra nel suo bilancio); avrebbe solo dovuto “obbedire” alle decisioni del Governo,che doveva e poteva organizzare la festa o meno , in funzione di opportunità e bilanci di sua stretta responsabilità..
Non si è reso conto che la festa del due giugno  non può essere un’occasione per ulteriori esibizioni nazionali del  "generone" romano ; esso deve essere in caso festa del popolo , fatta anche di lavoratori , di giovani, di pensionati , di tute blu e di colletti bianchi ; di rappresentanze sindacali e categoriali ; in Francia per la festa nazionale aprono i giardini del potere al popolo ; in Italia Re Giorgio li apre ai sobri "pariolini" e alle variopinte caste pubbliche e private.
Non si è reso conto che il Presidente, se pur autofattosi Re, non può polemizzare, a suon di comunicati stampa, con forze politiche parlamentari o comunque  rappresentate in consessi democratici  ; rappresenta l’unità dello Stato , non una maggioranza da lui sottobanco decisa; e vive in una repubblica costituzionale, che per sua allegria gli lascia fare il Re ; ma solo per allegria.
Non si è reso conto che non può annunciare di andare a vedere una partita di calcio dell’Italia  , senza preoccuparsi di sapere innanzitutto se si gioca e poi se il Governo sia d’accordo o meno che rappresentanti italiani vadano in Georgia , ove esistono gravi problemi di democrazia interna ; problemi che hanno indotto alcuni Paesi ad annunciare la partecipazione sportiva , ma non la presenza politica ai giochi.
Non si è reso conto…..
Già : non si rese conto neppure che non poteva parlare al telefono con la signora Merkel di problemi di Governo italiano ; né si rese conto che non poteva  intervenire di conseguenza 

Lo usano e lo lasciano fare ; fino a dove e fino a quando ?.

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