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mercoledì 25 aprile 2012

Il termometro delle libertà


Il termometro delle libertà nacque ad Arezzo il 26 agosto 1940.

All’inizio fu un prototipo che grossolanamente misurava la libertà di un neonato ; il mercurio restava vicino a zero . Il neonato era totalmente condizionato dagli altri ; il pensiero sarebbe stato libero ; ma era ancora annebbiato, confuso, sopito.

Lo strumento perfezionato ora misura le libertà di ognuno rispetto ai fatti che gli vengono addosso.Le libertà di fare e di pensare.

Le libertà dal bisogno e dalla dipendenza dagli altri.

Il grado più alto di libertà il termometro lo registra nell’eremita , che sceglie liberamente il distacco dagli altri e dal mondo e vive in una sua totale anarchia di pensiero ( pensa come e quando vuole) e di azione ( fa quello che vuole ) .

Il grado più basso di libertà il termometro lo registra in un prigioniero di un carcere affollato ( il carcerato in isolamento è meno condizionato dalla pressione degli altri ) .

I ricchi sono più liberi ; i poveri meno ; ma non sempre. 

Gli strumenti di tortura schiacciano a terra il termometro della libertà ; ma anche le sovrattasse, gli ordini idioti o impossibili, la libertà altrui imposta agli altri . 

Il termometro della libertà misura tutto.E il termometro sta dicendoci che oggi siamo meno liberi di ieri. Fatto 100 il punto massimo di libertà ( diciamo che l’eremita si aggira su 90 ) , oggi in Italia i sondaggisti registrano un livello medio pari a 21,5 ; ieri , cioè nel 1955 per esempio, era a 45,6, nel 1960 a 46,5, nel 1993 scese a 29,2, nel 2000 si rialzò di poco, per poi sprofondare col vivere collettivo europeo , con superfetazioni di regole e balzelli , di soldi e di intrasoldi , al 21,5 attuale . 

Ma ci si aspetta di peggio.

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