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lunedì 1 febbraio 2010

W la France! Clearstream

«Sono qui per volontà di un uomo. Sono qui per l'accanimento di un uomo, Nicolas Sarkozy, che è anche presidente della Repubblica francese. Ne uscirò libero e senza macchia, in nome del popolo francese »; così Dominique de Villepin, ultimo «premier» della presidenza Chirac, alla prima seduta del processo , che lo vede nel banco degli imputati con l'accusa di « complicità in denuncia calunniosa,complicità nell'uso di documenti falsi, ricettazione e abuso di fiducia». E' il 22 settembre 2009. Il 23 giugno 1789 il marchese Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau dichiarava agli Stati Generali contro il messo del re, che voleva sciogliere l'Assemblea «...noi siamo qui per volontà del popolo e saremo strappati da qui solo con la forza delle baionette...». Che l'aristocratico de Villepin abbia voluto parafrasare il suo illustre predecessore, de Mirabeau, prestato nel 1789 alla Rivoluzione? Fosse così, de Villepin, dall'alto della casta e dei suoi 193 centimetri, forse avrebbe un po’ esagerato. Ma in realtà di cosa è accusato e che c'entra Sarkò ?
In parole povere de Villepin avrebbe orchestrato uno scandalo, basato su una falsa lista di titolari di conti, presso una finanziaria lussemberghese, la Clearstream, contenente più di 800 nomi, tra cui un Bocsa de Nagy, nome patrizio dei Sarkozy, originari ungheresi. Ad alimentare alcuni di questi conti sarebbe stata una mega «secante» , presa su una fornitura di navi francesi a Taiwan. Una lettera anonima denunciò il traffico alla magistratura, che aprì un'inchiesta. Poi si scoprì non solo che si trattava di un falso clamoroso ( e un po’ semplicistico ); ma anche che questo falso era stato costruito con la partecipazione di servizi ufficiali e deviati, di agenti millantatori, di finti industriali e, sembra , anche di politici. In effetti attorno a questa falsa lista, oltre a Sarkozy, ci sono riferimenti ad altri nomi importanti nell'agone politico francese, come quelli di Chevenement, leader della sinistra socialista ai tempi di Mitterand; o Strauss-Khan, attuale direttore generale del Fondo Monetario internazionale e considerato tra i veri leader del partito socialista attuale; o Brice Hortefeux , attuale Ministro degli Interni; o Charles Pasqua , defunto ex Ministro degli Interni; o Bernard Squarcini, attuale capo dei «servizi interni»; tutti costituitisi parti civili nel processo aperto il 22 settembre scorso.
L'accusa, attraverso documenti e testimonianze, ha messo sotto processo due personaggi non chiari, probabilmente altolocati nei servizi, che avrebbero materialmente costruito il falso documento; un economista della Arthur Andersen, che avrebbe dato, dietro compenso, una prima falsa lista di presunti titolari dei conti Clearstream; un giornalista che, avuta la lista , l'avrebbe trasmessa agli uomini dei «servizi» implicati nel caso. Regista di tutta l'operazione sarebbe stato il Primo Ministro, de Villepin, in lotta contro la possibile candidatura di Sarkozy all'Eliseo. Si è più che mormorato che dietro a de Villepin ci fosse stato Chirac, che rifiutò di essere interrogato, trincerandosi dietro la funzione (Presidente fino al 2007).
Intervistato sull' «affaire» dalla TV francese, il 23 settembre Sarkozy ha dichiarato « ...dopo due anni di inchiesta, due giudici ( istruttori ndr) hanno deciso di portare i colpevoli davanti al Tribunale penale»; reclamando giustizia, si è quindi rimesso alla decisione della Corte. Pandemonio! Il Presidente ,parlando di «colpevoli», avrebbe violato il principio della presunzione di innocenza degli inquisiti. De Villepin ha subito preannunciato querela. L'opposizione si è messa a cavalcare la tigre delle sacralità repubblicane violentate. In realtà le dichiarazioni di Sarkozy non sembrano violare un bel niente . La sostanza dei fatti resta. Si è cercato di montare uno scandalo contro qualcuno, ad opera di qualcun altro ( non ci sono solo politici e uomini dei « servizi » coinvolti, ma anche managers dell'industria aereonautica e della difesa, in lotta tra loro ), in maniera illegittima , con qualche deriva «golpista». Dove sta lo scandalo nelle dichiarazioni di Sarkò? In parole povere in Francia ,dal 2004 al 2007, al di là delle singole responsabilità, con la lista Clearstream si è tentato di minare lo stato democratico. Già: i francesi sono proprio nostri cugini...

Pubblicato dall'Occidentale il 28 settembre 2009

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