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sabato 10 marzo 2012

Francia: vince chi non perde

Le elezioni presidenziali francesi sembrano un ballo sulla mattonella; con la testa di lui sulla spalla dell’altro ; con occhi socchiusi e qualche singulto; quelli intorno ritmano stancamente la lenta musica, battendo le mani , spesso fuori tempo.

Lui è il Presidente uscente , Sarkozy , detto Sarkò ; l’altro è lo sfidante Hollande , da sempre dirigente del Partito Socialista Francese. La presidenza francese sarà una questione tra i due. Le previsioni li vedono a poca distanza al primo turno del sistema maggioritario ( 29 contro 26% , a vantaggio del socialista ) ; al ballottaggio invece la distanza si allargherebbe notevolmente ( 55 contro 45 % ). Con queste previsioni , Hollande cerca di stare il più abbottonato possibile , per evitare errori; Sarkò invece è in caccia aperta. In effetti la partita si gioca sugli “altri”, come quasi sempre con questi sistemi elettorali.
Cominciamo col dire che, a quanto pare, circa il 50 % dei francesi ancora non sa per chi votare. Poi i candidati attuali sono 12; ma, secondo Legge, ognuno di loro deve raccogliere entro il 16 marzo le firme di almeno 500 sindaci , che li “ garantiscano” . Le previsioni dicono che i candidati con le 500 firme richieste non dovrebbero superare i sette o otto. A rischio si dice anche Marine Le Pen , candidata del Fronte Nazionale ; gli altri sostengono che lei gioca a fare la vittima del sistema ; ma la capo dei nazionalisti sostiene che le mancano ancora 30 firme e che in questa situazione ha anche difficoltà a reperire risorse per la propria campagna elettorale.
Tre candidati stanno, nei sondaggi, sopra al 10 % dei voti . La Le Pen stessa ( al 16 % circa e forse più ) , che rappresenta una destra populista , il cui elettorato tuttavia poco si riconosce in Sarkò e quindi difficilmente voterà per lui al ballottaggio ; anche perché con questo sistema elettorale si registra il paradosso che il Fronte Nazionale, con il 20 % dei voti circa, non è rappresentato in Parlamento e ha pochissimi sindaci ; e Sarkò è accusato di non aver fatto nulla per modificare questo sistema. Bayrou ( al 12 % circa ) , che è un candidato cattolico centrista , alla Casini ( ma più ruspante ; viene dalle campagne dei Pirenei ed ha un tratto molto umano e modesto ). ; il suo elettorato si dividerà al secondo turno tra Sarkò e Hollande , con preferenza per quest’ultimo. Melanchon , dato ora al 10% circa , che rappresenta da sempre la sinistra socialista , ma proposto anche dal vecchio partito comunista ; sicuramente i suoi voti andranno ad Hollande , che ricambierà con qualche ministero e alcuni collegi elettorali per le legislative di giugno prossimo.
Sotto il 10% vengono dati alcuni cavalieri solitari di destra e di sinistra ( monarchici, nemici personali di Sarkò, aspiranti ministri di un campo e dell’altro, rivoluzionari , anarchici ; ma anche ecologisti ( 3% circa ) , crollati nei sondaggi rispetto alle attese ( 10 % ) , soprattutto a causa di una candidata sbagliata , Eva Joly , approdata in Francia dalla Norvegia , causa matrimonio con il signor Joly ( poi morto suicida ), arrivata quarantenne in magistratura , nota per azioni giudiziarie clamorose e poi datasi alla politica , girovaga da Bayrou ai verdi. I suoi voti andranno tutti a Hollande : resta il dubbio se, in caso di vittoria , lui le farà fare il ministro o no. I voti degli altri candidati andranno in ordine sparso per Sarkò , per Hollande o per nessuno dei due.
Questo è oggi il quadro stanco delle prossime “presidenziali” francesi . Per la verità qualche gridolino di emozione c’è stato. Per esempio , quando Carlà , l’italienne , ha detto che loro ( lei e Sarkò ) sono “modesti”. Oppure quando lui , Sarkò, ha detto che, se perderà , si ritirerà a vita privata ( sempre che là ci ritrovi l’adorata Carlà ); e quando lei, Carlà , ha detto che lui rischia la vita per la Francia, dandosi troppo nel suo impegno , con pericolo di infarto . Oppure quando la compagna di Hollande , la giornalista Trierweiler, da sempre socialista, ha dichiarato che nel 2007 non votò per la Royal , moglie in carica di Hollande , per rivalità personale. Oppure quando la Joly, forse per uscire dalla sua progressiva inesistenza politica, ha detto che alcuni leaders dell’attuale maggioranza , a cominciare da Sarkò , hanno un ghigna “xenofoba”. Oppure quando molti giorni di campagna elettorale se ne sono andati sul dibattito attorno alla carne “halal”; gli islamici di Francia hanno nominato una commissione teologica per stabilire la compatibilità dell’alimentazione con carne proveniente da animale non sgozzato e con la testa non rivolta alla Mecca , con la dottrina islamica; e i politici si sono scontrati in materia.
Conclusione : sembra proprio che allo stato delle cose , Hollande o Sarkò vinceranno , solo perché l’altro avrà perso; e per la democrazia d’oltralpe e per la sua storia , tutto ciò non sembra molto bello.

Pubblicato da "l'Occidentale " il 12 marzo 2012

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