viaaaa!!!
martedì 22 ottobre 2019
domenica 22 settembre 2019
giovedì 22 agosto 2019
Liliane e i suoi amici
Stivell,Tri Yann, Dan Ar Braz, Servat,Armens
Tri martolod
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Tre marinai
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|---|---|
Tri martolod
yaouank (la la la)
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Tre giovani
marinai, (la la, la)
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Tri martolod
yaouank o voned da veajiñ
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Tre giovani
marinai se ne andarono viaggiando
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O voned da
veajiñ ge, o voned da veajiñ
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Se ne
andarono viaggiando, (due volte)
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Gant avel
bet kaset (la la la)
|
Il vento li
spinse (la la la)
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Gant avel
bet kaset betek an Douar Nevez
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Il vento li
spinse fino in Terranova
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Betek an
Douar Nevez ge, betek an Douar Nevez
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Fino in
Terranova, fino in Terranova
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E-kichen
maen ar veilh (la la la)
|
Accanto ad
un mulino di pietra (la la, la... )
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E-kichen
maen ar veilh o deus mouilhet o eorioù
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Accanto ad
un mulino di pietra gettarono l'ancora
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O deus
mouilhet o eorioù ge,
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Gettarono
l'ancora
|
o deus
mouilhet o eorioù
|
gettarono
l'ancora
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Hag e-barzh
ar veilh-se (la la la)
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E nel mulino
(la la la)
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Hag e-barzh
ar veilh-se e oa ur servijourez
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E nel mulino
c'era una serva,
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E oa ur
servijourez ge, e oa ur servijourez
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C'era una
serva, c'era una serva
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Hag e
c'houlenn ganin (la la la...)
|
E lei mi
chiese (la la la...)
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Hag e
c'houlenn ganin pelec'h
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'n eus graet
konesañs
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E lei mi
chiese dove ci eravamo conosciuti
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Pelec'h 'n
eus graet konesañs ge,
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pelec'h 'n
eus graet konesañs
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Dove ci
eravamo conosciuti (due volte)
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E Naoned, er
marc'had (la la la...)
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A Nantes, al
mercato (la la la...)
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E Naoned, er
marc'had hor boa choazet ur walenn
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A Nantes, al
mercato, noi abbiamo scelto un anello
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Hor boa
choazet ur walenn ge,
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|
hor boa
choazet ur walenn ***
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Noi abbiamo
scelto un anello (due volte)
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Gwalenn ar
promesa (la la la...)
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L'anello
della promessa (la la la...)
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Gwalenn ar
promesa, ha par omp da zimeziñ
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L'anello
della promessa, e stavamo per sposarci
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Ha par omp
da zimeziń ge, ha par omp da zimeziñ
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Stavamo per
sposarci, stavamo per sposarci
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Ni 'zimezo
hon-daou (la la la...)
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Noi ci
saremmo sposati (la la la...)
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Ni 'zimezo
hon-daou,
|
Noi ci
saremmo sposati,
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ha pa n'eus
ket avañtaj
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anche se non
abbiamo beni?
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Ha pa n'eus
ket avañtaj ge,
|
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ha pa n'eus
ket avañtaj
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Anche se non
abbiamo beni? (due volte)
|
Ma mamm
c'hwi zo 'n hoc'h aez (la la la...)
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Madre mia,
voi ragazzi (la la la...)
|
Ma mamm
c'hwi zo 'n hoc'h aez,
|
Madre mia,
voi ragazzi
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n'ouzoc'h
ket piv zo diaes
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volete
sistemarvi
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N'ouzoc'h
ket piv zo diaes ge,
|
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n'ouzoc'h
ket piv zo diaes
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Volete
sistemarvi, volete sistemarvi
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N'hon eus na
ti na plouz, (la la la...)
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Voi non
sapete nulla (la la la...)
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N'hon eus na
ti na plouz,
|
Voi non
sapete nulla
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na gwele da
gousket en noz
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di chi vive
nel bisogno
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Na gwele da
gousket en noz ge,
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na gwele da
gousket en noz
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Di chi vive
nel bisogno (due volte)
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N'eus na
liñser na lenn, (la la la...)
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Non abbiamo
ne casa, ne paglia, (la la la...)
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N'eus na
liñser na lenn,
|
Ne casa, ne
paglia,
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na pennwele
dindan ar penn
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ne letto per
dormire la notte
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Na pennwele
dindan ar penn ge,
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na pennwele
dindan ar penn
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Ne letto per
dormire la notte (due volte)
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N'hon eus na
skuell na loa, (la la la...)
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Non abbiamo
ne lenzuola ne coperta, (la la la...)
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N'hon eus na
skuell na loa,
|
Ne lenzuola
ne coperta,
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na danvez
d'ober bara
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Na danvez
d'ober bara ge, na danvez d'ober bara
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ne cuscino
sotto la testa (2 volte)
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Ni 'ray 'vel
ar glujar (la la la...)
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Faremo come
la pernice (la la la...)
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Ni 'ray 'vel
ar glujar, ni 'gousko war an douar
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Faremo come
la pernice, che dorme per terra
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Ni 'gousko
war an douar ge,
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ni 'gousko
war an douar
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Che dorme
per terra (2 volte)
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Ni ray 'vel
ar c'hefeleg, (la la la...)
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Faremo come
la beccaccia, (la la la...)
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Ni ray 'vel
ar c'hefeleg,
|
Come la
beccaccia,
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pa sav an
heol 'ya da redek
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che quando
il sole si alza, corre
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Pa sav an
heol 'ya da redek ge,
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pa sav an
heol 'ya da redek
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Che quando
il sole si alza corre (due volte)
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Echu eo ma
jañson, (la la la...)
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La mia
canzone è finita (la la la...)
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Echu eo ma
jañson, an hini 'oar 'c'hontinui
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La mia
canzone è finita, colui che sa la continui
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An hini 'oar
'c'hontinui,
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|
an hini 'oar
'c'hontinui
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Colui che sa
la continui (2 volte)
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lunedì 22 luglio 2019
UN ANNO FA
un anno fa
se ne andò , dopo 48 anni di vita in comune, mia moglie Liliane Elies. Non so dove sia , ma voglio pensarla ricordando Socrate
se ne andò , dopo 48 anni di vita in comune, mia moglie Liliane Elies. Non so dove sia , ma voglio pensarla ricordando Socrate
"è giunto ormai il tempo di andare...., io per morire, voi per
continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore, è
oscuro a tutti, tranne che al dio
Non so disegnare né dipingere ; gioco con i colori ; e questo è l'inizio di un suo ritratto che chissà quando finirò , perché lo riterrò sempre inadeguato
sabato 22 giugno 2019
domenica 16 giugno 2019
CIAO GIANNI
Ci
conoscemmo nel 1965 , tramite Tristano Codignola , assieme a Roberto
Spano e Claudio Signorile. Volevate che facessi il presidente
dell'UGI , successore tuo e di Roberto Spano. Al Congresso di Napoli
, ove fui eletto, Renato Nicolini , giovane comunista , vi accusò ,
tu e Roberto, di aver trasformato l'UGI in monarchia , ove i regnanti
nominano i successori.
Lino
Jannuzzi sosteneva che i presidenti dell'UGI erano anche prìncipi di
goliardia ; e la goliardia era in effetti, da sempre, una...specie di
monarchia costituzionale. “Goliardia è cultura e intelligenza...è
culto dello spirito che genera un particolare modo di intendere la
vita alla luce di una assoluta libertà di critica, senza pregiudizio
alcuno , di fronte ad uomini ed istituti...” si leggeva tra
l'altro nel Manifesto di fondazione dell'UGI del 1946 ,presentato al
Caffé Florian della tua Venezia. E Tu quel “particolare modo di
intendere la vita” lo rappresentasti bene, con profondità e logica
raffinatissima ; e spesso ai più incomprensibile.
Cominciò
così il nostro viaggio assieme.
Venisti
al mio matrimonio , in Tunisia, dove lavoravo per le Nazioni Unite;
nella spiaggia della Marsa , mi dicesti “ Ma che ci fai tu qui a
perdere tempo ? Torna a casa !”.
In
effetti ! Decisi di rientrare e andai a lavorare nell'industria ,
cominciando da impiegato metalmeccanico di settima categoria. Tu eri
già dentro alla politica veneziana e veneta . I nostri sentieri si
erano separati . Ma non l'amicizia ; ogni tanto ci vedevamo.
Poi
sbarcasti a Roma nella politica nazionale ; diventasti subito un
importante punto di riferimento nel Partito Socialista. Ci
ritrovammo ; mi chiamaste a lasciare l'economia “ privata”, dove
avevo fatto strada, e ad entrare in quella “pubblica”. Lo feci ed
ebbi modo di vederti molto più spesso. Qui oggi ci sono molti
testimoni delle tue straordinarie doti politiche, di Partito, di
Governo e di Stato ; e ce ne porteranno testimonianza.
Voglio
solo ricordare una sensazione che mi è sempre rimasta nel cuore.
Lavoravo su problemi complessi : sull'energia o sulla economia
internazionale . Ne parlavamo ; tu ascoltavi, quasi con una certa
impazienza , muovendo la testa e intrecciando le dita nei capelli
lunghi; saettando i tuoi occhi , buoni , dolci, in qua e in là. Poi
mi parlavi , come un fiume in piena : avevi già capito tutto , come
se tu lo avessi sempre saputo. Avevi colto il cuore del problema, la
sua natura ; e senza esitazione o incertezza alcuna ; e con
irruenza, dicevi le tue tesi ,le tue soluzioni. Restavo sbalordito
!
Dopo
il “colpo di stato” (o il 93 ) cominciò il linciaggio.
Cercarono di affogarti , di soffocarti ( e lo fecero anche con
noi, tuoi amici e compagni ). Tornasti a galleggiare, ma non potesti
più navigare ; le correnti di un mare agitato ti portarono qua e là
; per poi abbandonarti nel vortice delle malattie che ti hanno
inghiottito.
Se
Fellini fosse stato qui avrebbe pensato ad un film magnifico su di te
. Sui tuoi colori, i tuoi eccessi, i tuoi giochi, le tue
eresie; la tua vita di attimi, di fughe, di lampi geniali, di
curiosità illimitate ; di riflessioni.
Una
vita di corsa ; e contagiosa
Ciao
Gianni
Marcello
Camera dei deputati Sala della regina il 14 / 6 / 2019
giovedì 6 giugno 2019
FCA : Parigi : amore o calesse ?
La
FCA ritira l'offerta di fusione con Renault. Ma perché , si chiedono
i francesi ? Il vero perché lo sanno solo i vertici FCA.
Dice
, stupito,il Ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire : “ fin
dall'inizio FCA ha messo una pressione enorme sui tempi e ha cercato
di spingerci a decidere sul prendere o lasciare . Abbiamo subito
detto che noi non potevamo essere sottomessi ad una tale
pressione...” ; e ha teso a scaricare la responsabilità di questo
rallentamento della decisione su un presunto disaccordo in materia da
parte dei suoi partner giapponesi della Nissan. Alla insistenza di
John Elkann ( nipote italo-francese di Giovanni Agnelli ) per
chiudere l'accordo , ha risposto il Ministro Le Maire ; ha detto che
doveva andare in Giappone per sapere cosa ne pensava Nissan . Il CdA
di Renault sembrava tutto favorevole all'operazione , salvo due
astensioni ( i giapponesi di Nissan ) e un contrario, il
rappresentante sindacale della CGT ( CGIL francese ). Ma cosa c'entra
il Governo francese ? Lo Stato francese ha il 15 % del capitale di
Renault ed è il suo maggior azionista .
Una
parentesi ; nel novembre 2018 fu incarcerato a Pechino il capo di
Renault-Nissan, Carlos Ghosn, ( espressione del Governo francese )
per aver rubato soldi ( tanti) a Nissan , di cui Renault detiene il
44%, non un bruscolino ; la questione è ancora in corso , anche
perché degli ammanchi ora risulterebbero pure in Francia sul fronte
Renault. Il ministro Le Maire , seccato per la storia, è stato però
alla finestra ; ha registrato la situazione e ha fatto sostituire
Ghosn; responsabilità del Governo per la nomina di Ghosn ?
Naturalmente nessuna . Chiusa parentesi .
Ora
lo stesso Le Maire si mescola nell'affare fusione FCA-Renault. Anzi
lo blocca e chiede tempo. I proprietari di FCA , privati, non
sembrano gradire blocchi negli affari da parte di un interlocutore
politico di governo ; quindi fanno rapida macchina indietro , sapendo
anche che questo tipo di accordi è soggetto ai risultati elettorali
, con un Le Maire che oggi c'è e domani no. Forse si erano illusi
che i patti europei di non interferenza della politica e dei governi
sul libero mercato dell'Unione fosse una realtà . Ingenui ! Lo Stato
francese “partecipa” nell'economia del Paese ed esercita, anche
con vistosa prepotenza, questo suo potere ( già le imprese italiane
ne ebbero la prova con la trattativa per i cantieri di Saint Nazaire
) .
L'Italia
aveva partecipazioni di Stato nelle imprese ; gliele fecero cedere
malamente ,in nome delle regole liberiste europee ( e lo fecero fare,
per caso, ad un Ministro ex comunista …).Nell'Unione dunque ci sono
e ci sono stati Paesi di serie A , B e C.
Un'ultima
nota di gossip ; lo stato francese ha il 15% di Renault ; la famiglia
Agnelli ha il 29% di FCA ; nella fusione i due maggiori azionisti
avrebbero dimezzato le loro quote 7,5% lo Stato francese e il 14,5%
la famiglia Agnelli ; perciò, nell'immaginario popolare, l'italiano
Agnelli si sarebbe comprato la francese Renault . E questo sarebbe
stato mal digerito da Macron-Le Maire, che avrebbero perso voti. E
forse anche per sfuggire da questi intrugli elettorali, il giovane
“italiano” John Elkann, italo francese candidato alla Presidenza
del gruppo fuso, si è ritirato ( momentaneamente ? ).
In
poche parole e per dirla con Troisi , FCA credeva di aver trovato in
Francia l'amore ; e invece ha trovato un calesse.
Marcello Inghilesi
Pubblicato dal Moondo il 7 / 6 /2019
Pubblicato dal Moondo il 7 / 6 /2019
mercoledì 22 maggio 2019
venerdì 17 maggio 2019
VOTO OBBLIGATORIO
Affluenza
alle urne : 43,6%. E' ancora democrazia ? Quando un sindaco , un
presidente o un deputato, governante in nome del popolo, viene eletto
dal 10-20% dei suoi elettori veri ( altri lo hanno votato turandosi
il naso e per esclusione ) come fa a governare realmente, con quale
appoggio della sua comunità ? Governa quando la politica non conta
niente o quando le elezioni sono una finta , una burla . Non a caso
il motto fascista “me ne frego” nacque contro le elezioni
considerate inutili . A questo si oppose l' “I care” , “mi
importa”, democratico.
Nella
Costituente fu molto discussa la questione dell'obbligo del voto; la
destra era contro , la sinistra a favore ; ma il disaccordo fu
soprattutto sulle “penalità” da dare a chi non avesse votato. Fu
trovata una mediazione : obbligo del voto , ma pene “leggere” ;
chi non votava avrebbe dovuto trovare il suo nome scritto in un album
da tenere esposto negli uffici comunali , dal titolo “non ha
votato”; e poi nel casellario penale , per cui nei concorsi
pubblici a parità di punteggio chi non votava avrebbe perso (regola
legiferata poi con il DPR 361 , marzo 1957 ). Questa norma ,
ampiamente disattesa , fu infine revocata nel 1993 ( tra l'altro ,
anno centrale del golpe italiano )
E'
in corso un dibattito sul fascismo pericolo reale o no; con scontri
patetici sull'argomento tra questa o quella figura politica.
Penso
che le peculiarità che caratterizzarono il fascismo , possano essere
ritrovate più che sulle persone , sul sistema , esaltante il “me
ne frego”, “non voto” , “non mi interessa” , “chiunque
vada fa lo stesso”.
La
scuola politica del dopoguerra ci insegnò che questo era il vero
nemico della democrazia : il “menefrego” e il “menefreghismo”.
E l'Italia purtroppo ha questo malefico gene inserito nella propria
natura , che deve assolutamente essere contrastato. Senza voto o con
voto limitato non c'è democrazia , almeno in Italia ( in altri Paesi
può essere diverso ).
E
quindi ? Io sono per reintrodurre l'obbligo del voto , come dovere
civico per far parte di una comunità nazionale ; e per coloro che
non vogliono adempiere al proprio dovere , viene prevista una multa ,
una tassa, di importo non irrilevante ( 50-100 euro ).
Pubblicato da Moondo il 17/05/2019
mercoledì 8 maggio 2019
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