viaaaa!!!

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domenica 22 dicembre 2019

Ricordando mia moglie



                                MOZART AVE VERUM CORPUS ( Bernstein )




martedì 10 dicembre 2019

venerdì 22 novembre 2019

Addio Liliane


Jacques Brel : Les vieux
Les vieux ne parlent plus
Ou alors seulement parfois du bout des yeux
Même riches ils sont pauvres
Ils n'ont plus d'illusions et n'ont qu'un cœur pour deux
Chez eux ça sent le thym, le propre
La lavande et le verbe d'antan
Que l'on vive à Paris, on vit tous en province
Quand on vit trop longtemps
Est-ce d'avoir trop ri que leur voix se lézarde
Quand ils parlent d'hier
Et d'avoir trop pleuré que des larmes encore
Leur perlent aux paupières
Et s'ils tremblent un peu
Est-ce de voir vieillir la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, qui dit "je vous attends"

Les vieux ne rêvent plus
Leurs livres s'ensommeillent, leurs pianos sont fermés
Le petit chat est mort
Le muscat du dimanche ne les fait plus chanter
Les vieux ne bougent plus
Leurs gestes ont trop de rides leur monde est trop petit
Du lit à la fenêtre, puis du lit au fauteuil
Et puis du lit au lit
Et s'ils sortent encore
Bras dessus bras dessous tout habillés de raide
C'est pour suivre au soleil
L'enterrement d'un plus vieux, l'enterrement d'une plus
laide
Et le temps d'un sanglot
Oublier toute une heure la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, et puis qui les attend

Les vieux ne meurent pas
Ils s'endorment un jour et dorment trop longtemps
Ils se tiennent la main
Ils ont peur de se perdre et se perdent pourtant
Et l'autre reste là
Le meilleur ou le pire, le doux ou le sévère
Cela n'importe pas
Celui des deux qui reste se retrouve en enfer
Vous le verrez peut-être
Vous la verrez parfois en pluie et en chagrin
Traverser le présent
En s'excusant déjà de n'être pas plus loin
Et fuir devant vous une dernière fois la pendule d'argent
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non, qui leur dit "je t'attends"
Qui ronronne au salon
Qui dit oui qui dit non et puis qui nous attend

martedì 22 ottobre 2019

LE FOTO DI LILIANE 2

RIFLESSI COLORATI DI BARCHE SUL TUO MARE



domenica 22 settembre 2019

A Liliane Elies


Stefano Tonelli : I volti della passione

giovedì 22 agosto 2019

Liliane e i suoi amici


Stivell,Tri Yann, Dan Ar Braz, Servat,Armens

Tri martolod
Tre marinai
Tri martolod yaouank (la la la)
Tre giovani marinai, (la la, la)
Tri martolod yaouank o voned da veajiñ
Tre giovani marinai se ne andarono viaggiando
O voned da veajiñ ge, o voned da veajiñ
Se ne andarono viaggiando, (due volte)
Gant avel bet kaset (la la la)
Il vento li spinse (la la la)
Gant avel bet kaset betek an Douar Nevez
Il vento li spinse fino in Terranova
Betek an Douar Nevez ge, betek an Douar Nevez
Fino in Terranova, fino in Terranova
E-kichen maen ar veilh (la la la)
Accanto ad un mulino di pietra (la la, la... )
E-kichen maen ar veilh o deus mouilhet o eorioù
Accanto ad un mulino di pietra gettarono l'ancora
O deus mouilhet o eorioù ge,
Gettarono l'ancora
o deus mouilhet o eorioù
gettarono l'ancora
Hag e-barzh ar veilh-se (la la la)
E nel mulino (la la la)
Hag e-barzh ar veilh-se e oa ur servijourez
E nel mulino c'era una serva,
E oa ur servijourez ge, e oa ur servijourez
C'era una serva, c'era una serva
Hag e c'houlenn ganin (la la la...)
E lei mi chiese (la la la...)
Hag e c'houlenn ganin pelec'h
'n eus graet konesañs
E lei mi chiese dove ci eravamo conosciuti
Pelec'h 'n eus graet konesañs ge,
pelec'h 'n eus graet konesañs
Dove ci eravamo conosciuti (due volte)
E Naoned, er marc'had (la la la...)
A Nantes, al mercato (la la la...)
E Naoned, er marc'had hor boa choazet ur walenn
A Nantes, al mercato, noi abbiamo scelto un anello
Hor boa choazet ur walenn ge,
hor boa choazet ur walenn ***
Noi abbiamo scelto un anello (due volte)
Gwalenn ar promesa (la la la...)
L'anello della promessa (la la la...)
Gwalenn ar promesa, ha par omp da zimeziñ
L'anello della promessa, e stavamo per sposarci
Ha par omp da zimeziń ge, ha par omp da zimeziñ
Stavamo per sposarci, stavamo per sposarci
Ni 'zimezo hon-daou (la la la...)
Noi ci saremmo sposati (la la la...)
Ni 'zimezo hon-daou,
Noi ci saremmo sposati,
ha pa n'eus ket avañtaj
anche se non abbiamo beni?
Ha pa n'eus ket avañtaj ge,
ha pa n'eus ket avañtaj
Anche se non abbiamo beni? (due volte)
Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez (la la la...)
Madre mia, voi ragazzi (la la la...)
Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez,
Madre mia, voi ragazzi
n'ouzoc'h ket piv zo diaes
volete sistemarvi
N'ouzoc'h ket piv zo diaes ge,
n'ouzoc'h ket piv zo diaes
Volete sistemarvi, volete sistemarvi
N'hon eus na ti na plouz, (la la la...)
Voi non sapete nulla (la la la...)
N'hon eus na ti na plouz,
Voi non sapete nulla
na gwele da gousket en noz
di chi vive nel bisogno
Na gwele da gousket en noz ge,
na gwele da gousket en noz
Di chi vive nel bisogno (due volte)
N'eus na liñser na lenn, (la la la...)
Non abbiamo ne casa, ne paglia, (la la la...)
N'eus na liñser na lenn,
Ne casa, ne paglia,
na pennwele dindan ar penn
ne letto per dormire la notte
Na pennwele dindan ar penn ge,
na pennwele dindan ar penn
Ne letto per dormire la notte (due volte)
N'hon eus na skuell na loa, (la la la...)
Non abbiamo ne lenzuola ne coperta, (la la la...)
N'hon eus na skuell na loa,
Ne lenzuola ne coperta,
na danvez d'ober bara
Na danvez d'ober bara ge, na danvez d'ober bara
ne cuscino sotto la testa (2 volte)
Ni 'ray 'vel ar glujar (la la la...)
Faremo come la pernice (la la la...)
Ni 'ray 'vel ar glujar, ni 'gousko war an douar
Faremo come la pernice, che dorme per terra
Ni 'gousko war an douar ge,
ni 'gousko war an douar
Che dorme per terra (2 volte)
Ni ray 'vel ar c'hefeleg, (la la la...)
Faremo come la beccaccia, (la la la...)
Ni ray 'vel ar c'hefeleg,
Come la beccaccia,
pa sav an heol 'ya da redek
che quando il sole si alza, corre
Pa sav an heol 'ya da redek ge,
pa sav an heol 'ya da redek
Che quando il sole si alza corre (due volte)
Echu eo ma jañson, (la la la...)
La mia canzone è finita (la la la...)
Echu eo ma jañson, an hini 'oar 'c'hontinui
La mia canzone è finita, colui che sa la continui
An hini 'oar 'c'hontinui,
an hini 'oar 'c'hontinui
Colui che sa la continui (2 volte)

lunedì 22 luglio 2019

UN ANNO FA

un anno fa
se ne andò , dopo 48 anni di vita in comune, mia moglie Liliane Elies. Non so dove sia , ma voglio pensarla ricordando Socrate

"è giunto ormai il tempo di andare...., io per morire, voi per continuare a vivere. Chi di noi vada verso una sorte migliore, è oscuro a tutti, tranne che al dio

Non so disegnare né dipingere ; gioco con i colori ; e questo è l'inizio di un suo ritratto che chissà quando finirò , perché lo riterrò sempre inadeguato

sabato 22 giugno 2019

La terre de Liliane





                                                             
                        

                                                      Coat Meal
                                                  Bosco di Miele?
                                               No : Bosco Minerale

domenica 16 giugno 2019

CIAO GIANNI



Ci conoscemmo nel 1965 , tramite Tristano Codignola , assieme a Roberto Spano e Claudio Signorile. Volevate che facessi il presidente dell'UGI , successore tuo e di Roberto Spano. Al Congresso di Napoli , ove fui eletto, Renato Nicolini , giovane comunista , vi accusò , tu e Roberto, di aver trasformato l'UGI in monarchia , ove i regnanti nominano i successori.

Lino Jannuzzi sosteneva che i presidenti dell'UGI erano anche prìncipi di goliardia ; e la goliardia era in effetti, da sempre, una...specie di monarchia costituzionale. “Goliardia è cultura e intelligenza...è culto dello spirito che genera un particolare modo di intendere la vita alla luce di una assoluta libertà di critica, senza pregiudizio alcuno , di fronte ad uomini ed istituti...” si leggeva tra l'altro nel Manifesto di fondazione dell'UGI del 1946 ,presentato al Caffé Florian della tua Venezia. E Tu quel “particolare modo di intendere la vita” lo rappresentasti bene, con profondità e logica raffinatissima ; e spesso ai più incomprensibile.

Cominciò così il nostro viaggio assieme.

Venisti al mio matrimonio , in Tunisia, dove lavoravo per le Nazioni Unite; nella spiaggia della Marsa , mi dicesti “ Ma che ci fai tu qui a perdere tempo ? Torna a casa !”.
In effetti ! Decisi di rientrare e andai a lavorare nell'industria , cominciando da impiegato metalmeccanico di settima categoria. Tu eri già dentro alla politica veneziana e veneta . I nostri sentieri si erano separati . Ma non l'amicizia ; ogni tanto ci vedevamo.

Poi sbarcasti a Roma nella politica nazionale ; diventasti subito un importante punto di riferimento nel Partito Socialista. Ci ritrovammo ; mi chiamaste a lasciare l'economia “ privata”, dove avevo fatto strada, e ad entrare in quella “pubblica”. Lo feci ed ebbi modo di vederti molto più spesso. Qui oggi ci sono molti testimoni delle tue straordinarie doti politiche, di Partito, di Governo e di Stato ; e ce ne porteranno testimonianza.

Voglio solo ricordare una sensazione che mi è sempre rimasta nel cuore. Lavoravo su problemi complessi : sull'energia o sulla economia internazionale . Ne parlavamo ; tu ascoltavi, quasi con una certa impazienza , muovendo la testa e intrecciando le dita nei capelli lunghi; saettando i tuoi occhi , buoni , dolci, in qua e in là. Poi mi parlavi , come un fiume in piena : avevi già capito tutto , come se tu lo avessi sempre saputo. Avevi colto il cuore del problema, la sua natura ; e senza esitazione o incertezza alcuna ; e con irruenza, dicevi le tue tesi ,le tue soluzioni. Restavo sbalordito !

Dopo il “colpo di stato” (o il 93 ) cominciò il linciaggio. Cercarono di affogarti , di soffocarti ( e lo fecero anche con noi, tuoi amici e compagni ). Tornasti a galleggiare, ma non potesti più navigare ; le correnti di un mare agitato ti portarono qua e là ; per poi abbandonarti nel vortice delle malattie che ti hanno inghiottito.

Se Fellini fosse stato qui avrebbe pensato ad un film magnifico su di te . Sui tuoi colori, i tuoi eccessi, i tuoi giochi, le tue eresie; la tua vita di attimi, di fughe, di lampi geniali, di curiosità illimitate ; di riflessioni.
Una vita di corsa ; e contagiosa

Ciao Gianni
                                                                             Marcello
 Camera dei deputati Sala della regina il 14 / 6 / 2019


giovedì 6 giugno 2019

FCA : Parigi : amore o calesse ?



La FCA ritira l'offerta di fusione con Renault. Ma perché , si chiedono i francesi ? Il vero perché lo sanno solo i vertici FCA.
Dice , stupito,il Ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire : “ fin dall'inizio FCA ha messo una pressione enorme sui tempi e ha cercato di spingerci a decidere sul prendere o lasciare . Abbiamo subito detto che noi non potevamo essere sottomessi ad una tale pressione...” ; e ha teso a scaricare la responsabilità di questo rallentamento della decisione su un presunto disaccordo in materia da parte dei suoi partner giapponesi della Nissan. Alla insistenza di John Elkann ( nipote italo-francese di Giovanni Agnelli ) per chiudere l'accordo , ha risposto il Ministro Le Maire ; ha detto che doveva andare in Giappone per sapere cosa ne pensava Nissan . Il CdA di Renault sembrava tutto favorevole all'operazione , salvo due astensioni ( i giapponesi di Nissan ) e un contrario, il rappresentante sindacale della CGT ( CGIL francese ). Ma cosa c'entra il Governo francese ? Lo Stato francese ha il 15 % del capitale di Renault ed è il suo maggior azionista .
Una parentesi ; nel novembre 2018 fu incarcerato a Pechino il capo di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, ( espressione del Governo francese ) per aver rubato soldi ( tanti) a Nissan , di cui Renault detiene il 44%, non un bruscolino ; la questione è ancora in corso , anche perché degli ammanchi ora risulterebbero pure in Francia sul fronte Renault. Il ministro Le Maire , seccato per la storia, è stato però alla finestra ; ha registrato la situazione e ha fatto sostituire Ghosn; responsabilità del Governo per la nomina di Ghosn ? Naturalmente nessuna . Chiusa parentesi .
Ora lo stesso Le Maire si mescola nell'affare fusione FCA-Renault. Anzi lo blocca e chiede tempo. I proprietari di FCA , privati, non sembrano gradire blocchi negli affari da parte di un interlocutore politico di governo ; quindi fanno rapida macchina indietro , sapendo anche che questo tipo di accordi è soggetto ai risultati elettorali , con un Le Maire che oggi c'è e domani no. Forse si erano illusi che i patti europei di non interferenza della politica e dei governi sul libero mercato dell'Unione fosse una realtà . Ingenui ! Lo Stato francese “partecipa” nell'economia del Paese ed esercita, anche con vistosa prepotenza, questo suo potere ( già le imprese italiane ne ebbero la prova con la trattativa per i cantieri di Saint Nazaire ) .
L'Italia aveva partecipazioni di Stato nelle imprese ; gliele fecero cedere malamente ,in nome delle regole liberiste europee ( e lo fecero fare, per caso, ad un Ministro ex comunista …).Nell'Unione dunque ci sono e ci sono stati Paesi di serie A , B e C.
Un'ultima nota di gossip ; lo stato francese ha il 15% di Renault ; la famiglia Agnelli ha il 29% di FCA ; nella fusione i due maggiori azionisti avrebbero dimezzato le loro quote 7,5% lo Stato francese e il 14,5% la famiglia Agnelli ; perciò, nell'immaginario popolare, l'italiano Agnelli si sarebbe comprato la francese Renault . E questo sarebbe stato mal digerito da Macron-Le Maire, che avrebbero perso voti. E forse anche per sfuggire da questi intrugli elettorali, il giovane “italiano” John Elkann, italo francese candidato alla Presidenza del gruppo fuso, si è ritirato ( momentaneamente ? ).
In poche parole e per dirla con Troisi , FCA credeva di aver trovato in Francia l'amore ; e invece ha trovato un calesse.

 Marcello Inghilesi
Pubblicato dal Moondo il 7 / 6 /2019