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domenica 26 aprile 2015

Annunciazione Annunciazione


Annunciazione Annunciazione aveva detto che sulla legge elettorale bisognava trovare larghe intese , tra maggioranza e opposizione ; per questo incontrava il berlusca ; o no ? o per qualcos'altro ? Ora sembra che le larghe intese si siano ridotte alla Boschi e ai suoi cari ; e il resto sembra fuffa ...ricattatoria ( o così o vi mando tutti a casa ) I più penosi sembrano gli ex PCI ; "pionieri" ( i boy scout del partito) in punizione ; non si sono accorti che il Partito , il mitico Partito , non c'è più ; chi troverà il coraggio di dirlo loro ?

Annunciazione Annunciazione diventò Presidente il 22 febbraio 2014. Annunciò : febbraio : riforme istituzionali ;marzo : lavoro;aprile : pubblica amministrazione; maggio :tasse ; giugno :trippa ( no giugno è per ridere ). Da allora ad ora ha fatto fuori i comunisti, mentre stavano a guardare il dito del mese e non la luna del pastore errante di Leopardi.

Annunciazione Annunciazione quattro giorni fa annunciò che i lavoratori casertani della Whirlpool avrebbero mantenuto tutti il proprio posto di lavoro. La Whirlpool oggi ha annunciato che chiuderà Caserta. Magari tratterà con Annunciazione Annunciazione.

Annunciazione Annunciazione annunciò di aver trovato un tesoretto da 1,6 miliardi ; sembra che non ce l'abbia più ; qualcuno lo avrebbe cuccato.

Annunciazione Annunciazione annunciò che la riunione dei capi della UE sull'immigrazione è stato un passo da gigante ; la discussione ora è sul tipo di gigante , formica o mammut ? Nel frattempo l'esodo dei poveri verso i ricchi continua ; e all'orizzonte nessuno ha trovato tracce del gigante annunciato 

.Annunciazione Annunciazione, leader della cosiddetta sinistra, ha detto no al "capitalismo di relazione "; cioè ? qui in campagna non sappiamo cosa fare ; e voi in città ?


Annunciazione Annunciazione ha fatto un' altra riforma epocale : il Presidente italiano per la prima volta nella storia patria ha fatto pipi da una tuta mimetica a Herat in Afghanistan , dietro a una tenda militare e sotto stretta sorveglianza di forze internazionali; qualche piccolo inconveniente si è prodotto ; ma statesereni , anche se tutta non è arrivata in terra , la riforma è stata grande.

martedì 17 marzo 2015

Carlà- Battistì

Nicolas Sarkozy ( de Nagy-Bocsa, ungherese , immigrato in Francia di prima generazione ) chiede agli italiani di mettere una pietra sul passato e lasciar perdere il pluriomcida Cesare Battisti, condannato all’ergastolo in via definitiva in Italia. E perché mai , non è dato sapere. Curiosa richiesta questa di Sarkò , come se le vittime e i carnefici del terrorismo non esistessero più. E poi cosa c’entra l’ex Presidente francese con questa storia ?
Circola una leggenda in Francia : eccola.
Chirac nel 2004 si convinse a concedere l’estradizione del Battisti in Italia. Suo Ministro degli Interni era Sarkozy. Dal momento della decisione a quello della pratica estradizione doveva passare del tempo ; guarda caso Battisti scappò o, meglio, fu aiutato a scappare. Riemerse nel 2007 a Rio dove fu arrestato. Nello stesso anno Sarkò fu eletto Presidente della Repubblica ; si presentò agli elettori con una bella moglie , Cecilia Attias , da cui per la verità era separato: ma faceva “elettori” presentarsi all’americana , con la moglie a fianco. Subito dopo Cecilia Attias tornò negli Usa dove viveva con un altro compagno; probabilmente fu ricompensata per la recita. Nel 2008 Sarkò si sposò con Carla Bruni Tedeschi , nota modella italiana espatriata in Francia. Già espatriata : il padre Alberto era proprietario della Ceat gomme; nel 1972 vendé tutto nel timore , a suo parere fondato, che i brigatisti avessero messo nel mirino lui e la sua famiglia. Si trasferì a Parigi e in Costa Azzurra , a Cap Nègre, con la moglie e i tre figli, Virginio, Valeria e Carla. In quegli anni a Parigi si era formata una comunità di brigatisti di vari Paesi, ma soprattutto italiani, poi protetti dal Presidente Mitterand. Il machiavellico Presidente infatti ebbe un’idea assai semplice ; ospitare brigatisti stranieri ,offrendo copertura legale, per ottenere in cambio la pace in Francia , dove tra l’altro la violenza covava da tempo soprattutto per spinte autonomiste in Corsica, Paesi Baschi e Bretagna . Il Bruni Tedeschi, si dice , cercò contatti con i brigatisti italiani di Parigi per avere “protezione”; e sembra che il Battisti si sia prestato alla bisogna . Carla Gilberta , nata nel 1967, fu quindi tra le persone protette. Alberto Bruni Tedeschi morì nel 1996.
Si scoprì allora che il vero padre di Carla era un amante della madre , musicista brasiliano , Maurizio Remmert. E Carlà, sposata Sarkozy, non ne fece mistero ; tant’è che in alcune missioni ufficiali Sarkò Presidente si portò al seguito anche la suocera, con il “suocero” Remmert, che nel frattempo era divenuto uomo di affari. Quindi siamo alla Carlà, non più italiana, ma franco-brasileira ( e non a caso anche musicista ). Battisti, in odore di estradizione, fu fatto scappare , ma guarda un po’ , in Brasile. Fu appoggiato nella fuga dai “servizi” francesi ( questo si dice, con qualche fondamento) e da alcune amiche di Carlà, tra cui in particolare la scrittrice “giallista” Fred Vargas ( una sua emissaria Lucia Oles, per esempio, fu fermata a Rio con 9 mila euro per Battisti. ) e la stessa Vargas andava a trovare con regolarità il protetto in Brasile. Carlà nel 2008 incontrò anche Lula, Presidente brasiliano, perorando la causa del fuggitivo. Ma la rete di Carlà in Brasile contava già di molti pezzi da novanta : come Eduardo Matarazzo Suplicy, erede di una grande famiglia di industriali italo-brasiliani , con la compagna , la giornalista Monica Dallari ; o il ministro della giustizia di Lula, Tarso Genro , che più di ogni altro si batté per dare l’asilo politico a Battisti ( a questo proposito va ricordato che nel 2011 Tarso Genro fu eletto governatore della regione Rio grande do Sul ; nel gennaio 2015 Genro ha perso le elezioni per il rinnovo del mandato; le ha vinte il suo oppositore, il cattolico José Ivo Sartori ; a marzo un giudice federale, la signora Averci Rates Mendes de Abreu, ha ordinato l’espulsione di Battisti per essere entrato in Brasile con falso passaporto: non la sua estradizione , già respinta da Lula ). La rete degli amici brasiliani di Carlà naturalmente era ed è oliata e tenuta assieme dal padre naturale Maurizio Remmert.
In conclusione Sarkò obbedirebbe , secondo questa ricostruzione dei fatti, solo a Carlà . E perché lei si sarebbe così esposta ? E’ esclusa la pista ideale o politica. Resta quella della protezione negli anni di piombo e di possibili saperi occulti esercitati in termini ricattatori da Battisti sui Bruni Tedeschi. Una cosa è certa ; Cesare Battisti ha avuto una vita movimentatissima e molto costosa , fatta di alcune famiglie, passaporti falsi, viaggi misteriosi . Chi ha pagato tutto ciò ? I libri scritti, come lui vuol far credere ? No di certo , anche perché Battisti ha solo il diploma della scuola dell’obbligo e non ha dedicato molto tempo allo studio e alla… letteratura . Il suo curriculum parla da solo ; arrestato nel 1972, a 18 anni per rapina; arrestato di nuovo nel 1974 per rapina e sequestro di persona ; denunciato per atti di libidine su persona “incapace”; arrestato nel 1977 di nuovo per rapina; in carcere fu “convertito” alla lotta politica e armata da Arrigo Cavallina dei PAC ( Proletari Armati per il Comunismo).; nel 1979 fu di nuovo arrestato durante un’operazione dell’anti-terrorismo; nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e riparò in Francia ; in contumacia , 1991 e 1993, fu condannato in Cassazione a due ergastoli come responsabile di quattro omicidi, tre avendoci partecipato e un quarto per averlo co-progettato ( assassinii Santoro, Sabbadin, Torreggiani e Campagna ). Ecco : con questa storia, perché Carlà e suo marito lo stanno difendendo in una spirale incredibile di implicazioni e complicazioni ? Forse la pista “terroristica” Bruni Tedeschi, resta la più credibile. E per riavere Battisti in Italia allora bisognerà solo chiederlo a Carlà Remmert in Sarkozy.


Pubblicato da Le Formiche il 17 marzo 2015     

domenica 1 marzo 2015

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giovedì 26 febbraio 2015

Charlie Hebdo , mamma mia !


Perché Charlie Hebdo è sull’orlo del fallimento giornalistico

26 - 02 - 2015Marcello Inghilesi
Perché Charlie Hebdo è sull'orlo del fallimento giornalistico

Charlie Hebdo è ripartito, come dice la copertina della rivista francese, sei settimane dopo il numero dei “sopravvissuti” alla strage del 7 gennaio scorso. È ripartito con una (brutta) vignetta diLuz che mostra un povero coniglietto (o animale del genere) che corre con “Charlie” tra i denti, inseguito da una muta di bestie feroci, che sembrano rappresentare la Le Pen, il Papa, gli islamisti, Sarkozy e un gruppo di occhi cattivi con la scritta BFM, importante televisione di informazione francese.
Il settimanale satirico ricomincia con 220 mila abbonamenti e la vendita di circa 8 milioni di copie del numero dei “sopravvissuti”, quello del 14 gennaio; quindi con tanti soldi e sette vignettisti in meno uccisi dalla furia omicida dei fratelli franco-algerini Kouachi. La redazione è stata rimessa in piedi alla meno peggio; ma i limiti del giornale appaiono in tutta la loro evidenza.
La linea editoriale è chiara, come dice Luz stesso: “Contro gli oscurantisti religiosi, politici, economici, ecc… contro il nucleare, contro le politiche liberali, come quella di Macron (Ministro socialista dell’Economia), per esempio…”. In poche parole si ricolloca nell’area comunista originaria, che in Francia non gode di grande popolarità.
Il meglio dei cervelli del settimanale è stato ammazzato. Luz, che è stato scelto tra l’altro per le copertine, all’inizio di questo mese ha dichiarato: “Tutto questo (quello che è successo) è assurdo. I soldi che abbiamo, è assurdo. I lettori che abbiamo, è assurdo. L’appoggio che abbiamo, è magnifico, ma è anche assurdo. Non so come faremo per uscire da tutte queste assurdità. Non ne ho alcuna idea…”. Da queste poche parole sembrerebbe che l’assurdo sia lui, il povero Luz, del tutto inadeguato al ruolo di una bella satira libera che tutta la Francia e non solo, ha sperato di trovare in lui e nel suo giornale.
È difficile per Charlie Hebdo assumere nuovi vignettisti bravi; si dice per il pericolo a cui sono esposti con gli islamisti; ma forse non è del tutto così; molti non vogliono andare a lavorare in un giornale troppo politicizzato, di area comunista, e con colleghi di assoluta modestia. E quindi la redazione, nonostante i soldi e l’ondata di appoggio dopo il massacro dell’11 gennaio, è in grave difficoltà di idee e di organizzazione del lavoro.
D’altro lato le cose non sono chiare neppure sull’impiego della massa dei soldi piovuti sul giornale (si parla di 15 milioni di euro). Patrick Pelloux, il vecchio (non di età) croniqueur e uno dei leader del settimanale, medico urgentista, sopravvissuto per miracolo alla strage e stimato da tutti, anche se schierato politicamente nell’area comunista, ha spiegato che i soldi dovranno essere dati alle famiglie dei giornalisti morti e non solo; anche alle famiglie dei non giornalisti uccisi nella strage. Ed ha elencato le necessità delle famiglie, una per una. “Se ci fosse la minima malversazione, il minimo malfunzionamento (del progetto), sarei il primo ad avvisare non solo i media, ma anche la giustizia e le famiglie. Non è una minaccia; è una certezza”.
Quindi i problemi di Charlie Hebdo non sono di poco conto. Prima della strage il giornale era sull’orlo del fallimento economico. Ora sembra sull’orlo di un fallimento giornalistico. La satira non è vincente quando è solo settaria. D’altra parte fare disegni satirici è da sempre una professione molto raffinata, difficile ed elitaria. Quindi dovrebbe esserci un forte rinnovamento nella linea di Charlie Hebdo e anche nella sua redazione. Il grande movimento di solidarietà scattato dopo la strage si è retto sulla difesa del libero pensiero e della sua espressione; contro i fondamentalismi, religiosi o politici che siano.
Il numero in edicola oggi sembra invece l’espressione di una redazione chiusa a riccio su se stessa, vecchia, settaria e oltretutto poco professionale. Ne hanno stampate 2,5 milioni di copie. Forse la curiosità della gente risponderà alle loro previsioni. Ma se queste sono le premesse il futuro di Charlie Hebdo tornerà ai 10 mila abbonamenti di prima della strage. Peccato! La Francia (ma anche l’Europa) avrebbe bisogno di un bel giornale satirico, intelligente e aperto, ironico e non ringhioso, rispettoso dei valori umani e non conformista.
L’ondata di solidarietà per Charlie Hebdo poteva essere l’occasione per costruire questo giornale; purtroppo tutto lascia pensare che non sarà così.
Le Formiche.net 26 febbraio 2015

martedì 24 febbraio 2015

La testa se ne è andata


 R.E.M.  Losing my religion

sabato 14 febbraio 2015

Boschi-Renzi


La Boschi ama il Renzi .Il Renzi ama la Boschi. E chi comanda tra i due ? I boschiani dicono la Boschi. Ecco ! W la Boschi ! W l'Italia !

venerdì 6 febbraio 2015

Ucraina ?

"Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato alcuni studenti universitari a San Pietroburgo e ha detto che è sbagliato continuare a parlare di “esercito ucraino” come se esistesse davvero: “Non c’è più un esercito ucraino, in realtà c’è una legione straniera, in questo caso agli ordini della Nato, e ha obiettivi diversi dall’interesse nazionale dell’Ucraina”.Il Foglio 27 gennaio 2015.
Ecco: a noi questo roba ucraina costa miliardi di euro ; in nome di cosa ?

Alfano vasa vasa

A Montecitorio , durante e dopo l'elezione del Matta , Angelino si sbracciava , applaudiva, saltellava, stringeva mani, faceva vasa vasa, si agitava, infervorato ; alla fine "fior di loto" gli ha sussurato, a nome del Royal baby ," calmati ! ora esageri: da quell'altra parte..."

Eurotsipras

Già riportato all'ovile ? addirittura per mano ; Vendola sarà contento....

Il 187

Stamani ho chiamato il 187 per sapere qualcosa sulla mia linea telefonica interrotta ; nessuna voce umana ; solo una serie di numeri legati ad opzioni ; l'ultima opzione era :"guasti sulla linea ? " ; scelta l'opzione , dopo due ore mi è arrivato un messaggio sul cellulare ;" c'è un guasto sulla linea "; già : quello che avevo detto io . Sono passate più di 30 ore e la linea è ancora guasta ; ...nella prima repubblica non sarebbe successo . Visto che ora ci sarebbe un sistema competitivo , cercherò una compagnia telefonica che :1 . mi risponda con voce umana vera al telefono 2. paghi un risarcimento oltre qualche ora dopo un guasto : poi si può parlare di tariffe . Preciso che non vivo in zone innevate e che sono per occupare la gente e non per comprare nastri registratori.