da Salerno.
Fotte e chiagne
Fotte e chiagne
Fotte e chiagne
viaaaa!!!
venerdì 21 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
Accademia delle Frattocchie
Bisogna far tornare i conti dello Stato. Bene : che paghino i ricchi: più tasse ai ricchi ; gli sprechi ? Bazzecole ! I finti lavoratori o pensionati ? Pinzillacchere !La produttività del lavoro pubblico ? Pannicelli ! Tirare la cinghia o cercare gli evasori ? Minestre riscaldate e chiacchiere .
E allora ? Ecco la soluzione proposta dalla “gioiosa macchina da guerra” italiana e presentata in TV dalla sublime economista Livia Turco ( figgicciotta dell’Accademia delle Frattocchie ) ; più tasse ai ricchi!
Già ; i ricchi in Italia pagano più del 50% del proprio reddito in tasse ; in Svizzera il 30 % ; perché mai dovrebbero rimanere in Italia, con il mercato concorrenziale e multinazionale delle residenze e delle produzioni di reddito ?
Il promotore principe della “gioiosa macchina da guerra” ( e quindi il capo della figgicciotta Livia Turco ) pieno di soldi , frutto di speculazioni finanziarie, è così andato a stare in Svizzera. E di là ,dà del pover’ uomo a D’Alema , che gli risponde “ Berluschino” !
Sicuramente nella vita bisogna avere anche fortuna ; Berlusconi, con questi oppositori, ce l’ha.
Legenda ;
“gioiosa macchina da guerra”; gaia espressione usata dall’allora segretario dell’ex PCI , sicuro di vincere le elezioni dopo il golpe “tangentopoli”;
“figgicciotta”; iscritta alla FGCI ( Federazione Giovanile del PCI );
“Le Frattocchie”; amena località nei colle romani, ove il PCI aveva la sua scuola di partito.
E allora ? Ecco la soluzione proposta dalla “gioiosa macchina da guerra” italiana e presentata in TV dalla sublime economista Livia Turco ( figgicciotta dell’Accademia delle Frattocchie ) ; più tasse ai ricchi!
Già ; i ricchi in Italia pagano più del 50% del proprio reddito in tasse ; in Svizzera il 30 % ; perché mai dovrebbero rimanere in Italia, con il mercato concorrenziale e multinazionale delle residenze e delle produzioni di reddito ?
Il promotore principe della “gioiosa macchina da guerra” ( e quindi il capo della figgicciotta Livia Turco ) pieno di soldi , frutto di speculazioni finanziarie, è così andato a stare in Svizzera. E di là ,dà del pover’ uomo a D’Alema , che gli risponde “ Berluschino” !
Sicuramente nella vita bisogna avere anche fortuna ; Berlusconi, con questi oppositori, ce l’ha.
Legenda ;
“gioiosa macchina da guerra”; gaia espressione usata dall’allora segretario dell’ex PCI , sicuro di vincere le elezioni dopo il golpe “tangentopoli”;
“figgicciotta”; iscritta alla FGCI ( Federazione Giovanile del PCI );
“Le Frattocchie”; amena località nei colle romani, ove il PCI aveva la sua scuola di partito.
mercoledì 5 maggio 2010
Chiare fresche et dolci acque
Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse
co l'angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo;
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
et là ' ov' ella mi scorse
nel benedetto giorno
volga la vista disiosa et lieta,
cercandomi: et, o pieta!,
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch'oro forbito et perle
eran quel dì, a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l'onde;
qual, con un vago errore
girando, parea dir: Qui regna Amore
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e 'l dolce riso
m'aveano, et sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
Qui come venn'io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch'altrove non ho pace.
Se tu avessi ornamenti quant' hai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir in fra la gente.
Francesco Petrarca
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse
co l'angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo;
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
et là ' ov' ella mi scorse
nel benedetto giorno
volga la vista disiosa et lieta,
cercandomi: et, o pieta!,
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch'oro forbito et perle
eran quel dì, a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l'onde;
qual, con un vago errore
girando, parea dir: Qui regna Amore
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e 'l dolce riso
m'aveano, et sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
Qui come venn'io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch'altrove non ho pace.
Se tu avessi ornamenti quant' hai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir in fra la gente.
Francesco Petrarca
sabato 17 aprile 2010
Io non sto con emergency
Non lo scrivo nella maglietta, perché non ho nulla da vendere ; ma io non sto con emergency perchè
- questo Strada non mi piace ; se avesse un negozio, non andrei da lui ; se facesse il medico , non lo sceglierei; se lo incontrassi di notte, cambierei marciapiede; oltretutto non ride mai, mentre anche il mio Tato, cane bastardo di gran classe, riesce perfino a sorridere;
- mettere ospedali privati nel mezzo di guerre, appare nobile, ma può essere invece anche molto equivoco; di neutro nelle guerre si conosce ufficialmente solo la croce, rossa o verde che sia; il buonismo di privati benefattori non è per niente chiaro; se poi questi sono anche di parte, è molto probabile che essi vengano coinvolti nella guerra;
- nel caso specifico, lo Strada con la sua organizzazione vuole lavorare in uno Stato , ove c'è un Governo e una lotta contro un movimento religioso teocratico ; se questa "emergency" formalmente si mette contro il Governo che la ospita, con idee e azioni politiche, è del tutto comprensibile che essa possa essere "espulsa";
- il pacifismo "terzo " dello Strada e dei suoi compagni non convince ;il pacifismo contro questo o quello non è pacifismo ; di fronte agli obbrobri animaleschi della storia, bisogna scegliere ; o si sta con gli animali o si sta con gli uomini ; il resto sono chiacchiere , tristi, ma solo chiacchiere;
- che in quell'ospedale afgano di "emergency" ci fosse un viavai di armi lo dimostra il cartello che lo stesso Strada ingenuamente sostiene di aver fatto mettere all'entrata del nosocomio ( " è vietato introdurre bombe- armi" ; qualcuno dunque le aveva già introdotte o aveva tentato di introdurle o c'era il pericolo che fossero introdotte ) ; se lo Strada fosse stato capo dell'Afghanistan avrebbe lasciato aperto un luogo del genere ?
- un' ultima nota banale ; le risorse pubbliche, ancora una volta ,vengono spese per riparare ai danni fatti da privati , per loro scelta e responsabilità e talvolta interesse personale; che lo Strada faccia una colletta e vada lui a discutere con gli afgani i propri affari e i problemi che ha creato agli altri; non dovrebbe contare anche sui soldi miei, come sta succedendo.
Ma se non ci fossero le guerre , che mestiere farebbe questo Strada ? Il chirurgo ? Dove e per chi ? Forse nella sede del suo Partito e per i suoi iscritti.
Brutta ed equivoca storia questa di Strada e del suo "pacifismo"e buonismo militante !
- questo Strada non mi piace ; se avesse un negozio, non andrei da lui ; se facesse il medico , non lo sceglierei; se lo incontrassi di notte, cambierei marciapiede; oltretutto non ride mai, mentre anche il mio Tato, cane bastardo di gran classe, riesce perfino a sorridere;
- mettere ospedali privati nel mezzo di guerre, appare nobile, ma può essere invece anche molto equivoco; di neutro nelle guerre si conosce ufficialmente solo la croce, rossa o verde che sia; il buonismo di privati benefattori non è per niente chiaro; se poi questi sono anche di parte, è molto probabile che essi vengano coinvolti nella guerra;
- nel caso specifico, lo Strada con la sua organizzazione vuole lavorare in uno Stato , ove c'è un Governo e una lotta contro un movimento religioso teocratico ; se questa "emergency" formalmente si mette contro il Governo che la ospita, con idee e azioni politiche, è del tutto comprensibile che essa possa essere "espulsa";
- il pacifismo "terzo " dello Strada e dei suoi compagni non convince ;il pacifismo contro questo o quello non è pacifismo ; di fronte agli obbrobri animaleschi della storia, bisogna scegliere ; o si sta con gli animali o si sta con gli uomini ; il resto sono chiacchiere , tristi, ma solo chiacchiere;
- che in quell'ospedale afgano di "emergency" ci fosse un viavai di armi lo dimostra il cartello che lo stesso Strada ingenuamente sostiene di aver fatto mettere all'entrata del nosocomio ( " è vietato introdurre bombe- armi" ; qualcuno dunque le aveva già introdotte o aveva tentato di introdurle o c'era il pericolo che fossero introdotte ) ; se lo Strada fosse stato capo dell'Afghanistan avrebbe lasciato aperto un luogo del genere ?
- un' ultima nota banale ; le risorse pubbliche, ancora una volta ,vengono spese per riparare ai danni fatti da privati , per loro scelta e responsabilità e talvolta interesse personale; che lo Strada faccia una colletta e vada lui a discutere con gli afgani i propri affari e i problemi che ha creato agli altri; non dovrebbe contare anche sui soldi miei, come sta succedendo.
Ma se non ci fossero le guerre , che mestiere farebbe questo Strada ? Il chirurgo ? Dove e per chi ? Forse nella sede del suo Partito e per i suoi iscritti.
Brutta ed equivoca storia questa di Strada e del suo "pacifismo"e buonismo militante !
mercoledì 7 aprile 2010
martedì 6 aprile 2010
Il ricciolino
Un bel tenebroso ( non ride mai, come i nostri danti causa darwiniani) , dai fitti ricci neri, di origine giudiziaria e di professione (ora) politico ( e dopo sicuramente uomo di panza ), disse "... A Napoli abbiamo perso le elezioni , perché non abbiamo candidato un magistrato o un intellettuale..." La casta dei fasci littori romani gongolò .
mercoledì 31 marzo 2010
Recite politiche
Ma quale teatrino ! Siamo in pieno avanspettacolo ; il can can ; i colori ; le allusioni; le minuscole o maiuscole bugiole; i nani superdotati; i giganti buoni; all'improvviso tutti si girano ; e mostrano il culo; tutti ridono ; e noi, in un angolo, in tre, piangiamo.
domenica 28 marzo 2010
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