Dominique de Villepin : assolto. Gli altri, Gregorin, Lahoud, Bourges, condannati. E’ il 28 gennaio 2010.Giustizia è fatta. De Villepin sprizza gioia da tutti i pori sui microfoni di decine di giornalisti e sugli obbiettivi di decine di telecamere. Ma il PM ,Marin, il giorno dopo, annuncia alla radio che presenterà ricorso in appello. De Villepin sprizza rabbia dai suoi soliti pori; il PM dipende dal Governo, quindi dal Ministro della Giustizia e quindi dal Presidente Sarkozy ; il PM ha fatto ricorso su istruzione dell’odiato Sarkò, per impedire a lui di fare politica contro il Presidente. E giù male parole contro il Presidente ! Dai dibattiti che ne sono seguiti , in TV e sulla carta stampata, emerge quanto segue.
1. La sentenza condanna gli esecutori materiali di una “falso”lista di tangentari, che avrebbe dovuto eliminare dalla vita politica francese almeno una quindicina di leaders di maggioranza e opposizione, tra cui Sarkozy:e non pochi capi dei “servizi”, delle amministrazioni pubbliche, delle Aziende di Stato; quindi sono stati condannati gli esecutori di un tentativo di golpe soffice, alla francese, compiuto attraverso “servizi “deviati e stampa.
2. I giudici non hanno trovato il motivo ( forse non lo hanno neppure cercato) di questo falso e quindi non hanno condannato i promotori del tentato golpe.
3. Il PM ha fatto ricorso , ignorando le procedure formali e andando direttamente sulle antenne mediatiche ; un ricorso ,peraltro, assolutamente prevedibile, tenuto conto delle sue accuse, convinte e documentate, contro Villepin e tenuto conto anche della assoluta normalità dei ricorsi dei Pubblici Ministeri, quando i Tribunali danno loro torto.
4. La dipendenza gerarchica dei PM dal Ministero della Giustizia si sta rilevando un punto molto debole nel sistema giudiziario francese ( se fosse successo il contrario, niente ricorso in appello da parte del PM, cosa si sarebbe detto ? Che Sarkò e Villepin si erano messi d’accordo ? )
5. Villepin è stato sempre utilizzato come consigliere del Principe ; Segretario Generale del Presidente Chirac, Ministro degli Esteri, Ministro degli Interni e Primo Ministro ; ma non è mai stato eletto ad alcunché; Chirac non ha mai avuto nelle sue grazie Sarkozy ( e viceversa ) e quindi gli ha opposto Villepin; solo che Sarkò è sempre stato una macchina di voti e di potere; mentre l’altro ha sempre giocato di sponda, nei salotti e nei corridoi ( ricorda quei personaggi ottocenteschi, come Talleyrand Minstro degli Esteri di Napoleone e di Luigi XVIII)
6. Su questo processo Villepin ha puntato per farsi un nome “elettorale “; e ci è riuscito; come vittima dell’ accanimento sarkosiano, prima; come persona innocente dopo ; come vittima della persecuzione sarkosista infine; i sondaggi lo danno ora a un 8%.
7. Sarkozy sicuramente non stima Villepin ; e allora perché gli ha fatto avere tutta questa “pubblicità” ? Forse non poteva fare altrimenti ; si è costituito parte civile nel processo con altre 40 persone ; poteva non farlo ? Sarebbe stato uno scandalo. Ha detto che a suo parere Villepin poteva essere all’origine del “falso” ( ha pure dichiarato che il “colpevole”, rinviato a giudizio, doveva essere sottoposto alla decisione dei giudici ). Si è infine ritirato, dopo la sentenza, da parte civile nel prossimo processo di appello .
C’è una questione curiosa in tutta questa storia. I fatti del clamoroso “falso” tangentaro, sono di gravità e proporzioni gigantesche, da un punto di vista istituzionale; si è cercato di delegimittare un gruppo di avversari politici , attraverso l’azione dei servizi segreti, supportata da media compiacenti, nella Francia e nell’Europa di questo secolo. Tutti invece sembrano leggere questa vicenda come una lotta politica tra Sarkozy e Villepin ( con dietro Chirac ): nessuno più parla del tentativo di golpe all’interno delle istituzioni repubblicane francesi ed europee; neppure le possibili vittime, a cominciare dallo stesso Sarkozy , dal suo Partito, l’UMP e dai socialisti, che erano presenti nella famosa lista falsa, dei ladri di Stato. "Bizarre" !
La luna è lassù e tutti guardano il dito . Nella notte Villepin sta tentando di scavare la fossa al Presidente francese; e ha trovato per strada non pochi manovali, pronti a lavorar di pala. E Sarkozy ,nel frattempo, manda la sua graziosa Carlà a far meraviglie.
1 febbraio 2010
viaaaa!!!
lunedì 1 febbraio 2010
W la France! Clearstream
«Sono qui per volontà di un uomo. Sono qui per l'accanimento di un uomo, Nicolas Sarkozy, che è anche presidente della Repubblica francese. Ne uscirò libero e senza macchia, in nome del popolo francese »; così Dominique de Villepin, ultimo «premier» della presidenza Chirac, alla prima seduta del processo , che lo vede nel banco degli imputati con l'accusa di « complicità in denuncia calunniosa,complicità nell'uso di documenti falsi, ricettazione e abuso di fiducia». E' il 22 settembre 2009. Il 23 giugno 1789 il marchese Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau dichiarava agli Stati Generali contro il messo del re, che voleva sciogliere l'Assemblea «...noi siamo qui per volontà del popolo e saremo strappati da qui solo con la forza delle baionette...». Che l'aristocratico de Villepin abbia voluto parafrasare il suo illustre predecessore, de Mirabeau, prestato nel 1789 alla Rivoluzione? Fosse così, de Villepin, dall'alto della casta e dei suoi 193 centimetri, forse avrebbe un po’ esagerato. Ma in realtà di cosa è accusato e che c'entra Sarkò ?
In parole povere de Villepin avrebbe orchestrato uno scandalo, basato su una falsa lista di titolari di conti, presso una finanziaria lussemberghese, la Clearstream, contenente più di 800 nomi, tra cui un Bocsa de Nagy, nome patrizio dei Sarkozy, originari ungheresi. Ad alimentare alcuni di questi conti sarebbe stata una mega «secante» , presa su una fornitura di navi francesi a Taiwan. Una lettera anonima denunciò il traffico alla magistratura, che aprì un'inchiesta. Poi si scoprì non solo che si trattava di un falso clamoroso ( e un po’ semplicistico ); ma anche che questo falso era stato costruito con la partecipazione di servizi ufficiali e deviati, di agenti millantatori, di finti industriali e, sembra , anche di politici. In effetti attorno a questa falsa lista, oltre a Sarkozy, ci sono riferimenti ad altri nomi importanti nell'agone politico francese, come quelli di Chevenement, leader della sinistra socialista ai tempi di Mitterand; o Strauss-Khan, attuale direttore generale del Fondo Monetario internazionale e considerato tra i veri leader del partito socialista attuale; o Brice Hortefeux , attuale Ministro degli Interni; o Charles Pasqua , defunto ex Ministro degli Interni; o Bernard Squarcini, attuale capo dei «servizi interni»; tutti costituitisi parti civili nel processo aperto il 22 settembre scorso.
L'accusa, attraverso documenti e testimonianze, ha messo sotto processo due personaggi non chiari, probabilmente altolocati nei servizi, che avrebbero materialmente costruito il falso documento; un economista della Arthur Andersen, che avrebbe dato, dietro compenso, una prima falsa lista di presunti titolari dei conti Clearstream; un giornalista che, avuta la lista , l'avrebbe trasmessa agli uomini dei «servizi» implicati nel caso. Regista di tutta l'operazione sarebbe stato il Primo Ministro, de Villepin, in lotta contro la possibile candidatura di Sarkozy all'Eliseo. Si è più che mormorato che dietro a de Villepin ci fosse stato Chirac, che rifiutò di essere interrogato, trincerandosi dietro la funzione (Presidente fino al 2007).
Intervistato sull' «affaire» dalla TV francese, il 23 settembre Sarkozy ha dichiarato « ...dopo due anni di inchiesta, due giudici ( istruttori ndr) hanno deciso di portare i colpevoli davanti al Tribunale penale»; reclamando giustizia, si è quindi rimesso alla decisione della Corte. Pandemonio! Il Presidente ,parlando di «colpevoli», avrebbe violato il principio della presunzione di innocenza degli inquisiti. De Villepin ha subito preannunciato querela. L'opposizione si è messa a cavalcare la tigre delle sacralità repubblicane violentate. In realtà le dichiarazioni di Sarkozy non sembrano violare un bel niente . La sostanza dei fatti resta. Si è cercato di montare uno scandalo contro qualcuno, ad opera di qualcun altro ( non ci sono solo politici e uomini dei « servizi » coinvolti, ma anche managers dell'industria aereonautica e della difesa, in lotta tra loro ), in maniera illegittima , con qualche deriva «golpista». Dove sta lo scandalo nelle dichiarazioni di Sarkò? In parole povere in Francia ,dal 2004 al 2007, al di là delle singole responsabilità, con la lista Clearstream si è tentato di minare lo stato democratico. Già: i francesi sono proprio nostri cugini...
Pubblicato dall'Occidentale il 28 settembre 2009
In parole povere de Villepin avrebbe orchestrato uno scandalo, basato su una falsa lista di titolari di conti, presso una finanziaria lussemberghese, la Clearstream, contenente più di 800 nomi, tra cui un Bocsa de Nagy, nome patrizio dei Sarkozy, originari ungheresi. Ad alimentare alcuni di questi conti sarebbe stata una mega «secante» , presa su una fornitura di navi francesi a Taiwan. Una lettera anonima denunciò il traffico alla magistratura, che aprì un'inchiesta. Poi si scoprì non solo che si trattava di un falso clamoroso ( e un po’ semplicistico ); ma anche che questo falso era stato costruito con la partecipazione di servizi ufficiali e deviati, di agenti millantatori, di finti industriali e, sembra , anche di politici. In effetti attorno a questa falsa lista, oltre a Sarkozy, ci sono riferimenti ad altri nomi importanti nell'agone politico francese, come quelli di Chevenement, leader della sinistra socialista ai tempi di Mitterand; o Strauss-Khan, attuale direttore generale del Fondo Monetario internazionale e considerato tra i veri leader del partito socialista attuale; o Brice Hortefeux , attuale Ministro degli Interni; o Charles Pasqua , defunto ex Ministro degli Interni; o Bernard Squarcini, attuale capo dei «servizi interni»; tutti costituitisi parti civili nel processo aperto il 22 settembre scorso.
L'accusa, attraverso documenti e testimonianze, ha messo sotto processo due personaggi non chiari, probabilmente altolocati nei servizi, che avrebbero materialmente costruito il falso documento; un economista della Arthur Andersen, che avrebbe dato, dietro compenso, una prima falsa lista di presunti titolari dei conti Clearstream; un giornalista che, avuta la lista , l'avrebbe trasmessa agli uomini dei «servizi» implicati nel caso. Regista di tutta l'operazione sarebbe stato il Primo Ministro, de Villepin, in lotta contro la possibile candidatura di Sarkozy all'Eliseo. Si è più che mormorato che dietro a de Villepin ci fosse stato Chirac, che rifiutò di essere interrogato, trincerandosi dietro la funzione (Presidente fino al 2007).
Intervistato sull' «affaire» dalla TV francese, il 23 settembre Sarkozy ha dichiarato « ...dopo due anni di inchiesta, due giudici ( istruttori ndr) hanno deciso di portare i colpevoli davanti al Tribunale penale»; reclamando giustizia, si è quindi rimesso alla decisione della Corte. Pandemonio! Il Presidente ,parlando di «colpevoli», avrebbe violato il principio della presunzione di innocenza degli inquisiti. De Villepin ha subito preannunciato querela. L'opposizione si è messa a cavalcare la tigre delle sacralità repubblicane violentate. In realtà le dichiarazioni di Sarkozy non sembrano violare un bel niente . La sostanza dei fatti resta. Si è cercato di montare uno scandalo contro qualcuno, ad opera di qualcun altro ( non ci sono solo politici e uomini dei « servizi » coinvolti, ma anche managers dell'industria aereonautica e della difesa, in lotta tra loro ), in maniera illegittima , con qualche deriva «golpista». Dove sta lo scandalo nelle dichiarazioni di Sarkò? In parole povere in Francia ,dal 2004 al 2007, al di là delle singole responsabilità, con la lista Clearstream si è tentato di minare lo stato democratico. Già: i francesi sono proprio nostri cugini...
Pubblicato dall'Occidentale il 28 settembre 2009
sabato 30 gennaio 2010
W la France ! Sarkò il chiacchierone
Il 25 gennaio 2010 il Presidente della Repubblica Sarkozy parlò alla TV.
Chiacchierone: questo in sintesi il giudizio di gran parte dei nove milioni di francesi che hanno visto il loro Presidente Sarkozy in TV il 25 sera ( per più di due ore nel primo canale, che è privato ). La trasmissione è stata bene orchestrata: prima un intervista di una quindicina di minuti al telegiornale delle 20; poi un incontro , moderato da Pernault, dello stesso TG1, con undici cittadini, espressione dei tanti problemi dei francesi ; una diplomata senza lavoro; un pensionato; un sindacalista rigorosamente vetero-comunista; un immigrato, rigorosamente nero; un piccolo imprenditore ; e così via. Sarkò ,con grande mestiere, ha dato sempre ragione a tutti, dicendo poi la propria ragione, con tono logorroico cartesiano. Alcuni fatti nuovi sono emersi; entro l’anno ha promesso una riforma del sistema pensionistico, il più possibile condivisa dalle parti sociali e anche dall’opposizione “socialista”; si è inoltre dichiarato ferocemente contro le delocalizzazioni industriali francesi, a cominciare da quelle della “pubblica” Renault; quindi ha tirato su la bandiera antica della Nazione,sul problema della cosiddetta “identità nazionale” senza una parola, o quasi ,sull’Europa ( qualche riferimento solo alla Germania). Il resto è stato un “déjà vu”, non privo di retorica.
Perché chiacchierone ? Per la gente che sta con lui, perché un Presidente non deve parlare troppo, non deve essere troppo alla mano, non deve scendere i gradini della “grandeur” francese per mescolarsi alla gente, in discussioni da bar. Per quelli che sono contro , perché continuano a pensare che questo Presidente parli molto e riesca a fare poco o niente.
In verità Sarkozy ha dimostrato di conoscere bene tutti i problemi discussi; ha parlato con cognizione di causa e mai a sproposito. Ha affrontato con sicurezza anche i due problemi oggi all’attenzione particolare dei media.
Il doppio incarico del Presidente Proglio, all’EDF ( l’ENEL francese )e a Veolia ( grande industria privata) per la misera retribuzione di circa 1,6 milioni di euro annui , nella prima e di 450 mila euro nella seconda. Ha difeso la sua scelta di Proglio a Presidente EDF, sostenendo che è uno dei migliori managers francesi, noto in tutto il mondo; lo ha anche consigliato prima di rinunciare all’ indennità di Veolia e poi di lasciarne la presidenza. Questo problema appare marginale, nel quadro dei problemi francesi attuali, ma è il segnale di un sistema politico molto debole, se l’opposizione lo cavalca , con grande impegno mediatico, nonostante conoscesse i fatti da almeno sei mesi.
Lo sbarco di un centinaio di clandestini in Corsica. Forse è la prima volta che la Francia ha dovuto misurarsi con il problema di naufraghi raccattati nelle proprie spiaggie . Cosa ha fatto il Governo ? Li ha arrestati tutti. Poi i giudici li hanno rimessi in libertà, tutti. Allora il Governo li ha affidati alla Croce Rossa, con il programma spiegato dal Presidente di rifocillarli, curarli e poi riaccompagnarli a casa loro, tutti , salvo quelli che avranno diritto di asilo politico ; poiché sembra che siano curdi, è probabile che la maggior parte di loro resti in Francia. La questione curiosa è che molta stampa francese, insufflata dai loro gaudenti inviati a Roma, ha dato dei fascisti e dei razzisti a Berlusconi e Maroni, fino a qualche giorno fa, per la politica del Governo nostrano sull’immigrazione ( e anche nel caso specifico è stata adombrata l’ipotesi che siano stati i sardi a mandare il triste carico umano ai corsi). Appena si sono trovati davanti a qualche decina di disederati , con donne e bambini, oggetto di luridi commerci neo-schiavistici, si sono accorti che Maroni non ha mai avuto torto in materia. E Sarkò ha ripetuto in tono enfatico esattamente quello che Maroni pensa e fa con la dovuta modestia, ormai da qualche tempo.
Il 26 sera Martine Aubry, capo dei socialisti ,ha denunciato nello stesso TG1, il vuoto del discorso presidenziale. Anche lei ha chiacchierato molto ; e promesso tutto; con quali soldi ? Levandoli alle banche e alle grandi fortune e dandoli ai poveri e agli emarginati, alla Robin Hood. Se l’opposizione è questa, i troppo ovvi ragionamenti cartesiani di Sarkozy vinceranno ancora, anche se probabilmente non alle prossime elezioni regionali, ove ,sui problemi pratici del territorio ,gli amministratori socialisti sembrano favoriti sugli altri.
Pubblicato da L'Occidentale il 29 gennaio 2010
Chiacchierone: questo in sintesi il giudizio di gran parte dei nove milioni di francesi che hanno visto il loro Presidente Sarkozy in TV il 25 sera ( per più di due ore nel primo canale, che è privato ). La trasmissione è stata bene orchestrata: prima un intervista di una quindicina di minuti al telegiornale delle 20; poi un incontro , moderato da Pernault, dello stesso TG1, con undici cittadini, espressione dei tanti problemi dei francesi ; una diplomata senza lavoro; un pensionato; un sindacalista rigorosamente vetero-comunista; un immigrato, rigorosamente nero; un piccolo imprenditore ; e così via. Sarkò ,con grande mestiere, ha dato sempre ragione a tutti, dicendo poi la propria ragione, con tono logorroico cartesiano. Alcuni fatti nuovi sono emersi; entro l’anno ha promesso una riforma del sistema pensionistico, il più possibile condivisa dalle parti sociali e anche dall’opposizione “socialista”; si è inoltre dichiarato ferocemente contro le delocalizzazioni industriali francesi, a cominciare da quelle della “pubblica” Renault; quindi ha tirato su la bandiera antica della Nazione,sul problema della cosiddetta “identità nazionale” senza una parola, o quasi ,sull’Europa ( qualche riferimento solo alla Germania). Il resto è stato un “déjà vu”, non privo di retorica.
Perché chiacchierone ? Per la gente che sta con lui, perché un Presidente non deve parlare troppo, non deve essere troppo alla mano, non deve scendere i gradini della “grandeur” francese per mescolarsi alla gente, in discussioni da bar. Per quelli che sono contro , perché continuano a pensare che questo Presidente parli molto e riesca a fare poco o niente.
In verità Sarkozy ha dimostrato di conoscere bene tutti i problemi discussi; ha parlato con cognizione di causa e mai a sproposito. Ha affrontato con sicurezza anche i due problemi oggi all’attenzione particolare dei media.
Il doppio incarico del Presidente Proglio, all’EDF ( l’ENEL francese )e a Veolia ( grande industria privata) per la misera retribuzione di circa 1,6 milioni di euro annui , nella prima e di 450 mila euro nella seconda. Ha difeso la sua scelta di Proglio a Presidente EDF, sostenendo che è uno dei migliori managers francesi, noto in tutto il mondo; lo ha anche consigliato prima di rinunciare all’ indennità di Veolia e poi di lasciarne la presidenza. Questo problema appare marginale, nel quadro dei problemi francesi attuali, ma è il segnale di un sistema politico molto debole, se l’opposizione lo cavalca , con grande impegno mediatico, nonostante conoscesse i fatti da almeno sei mesi.
Lo sbarco di un centinaio di clandestini in Corsica. Forse è la prima volta che la Francia ha dovuto misurarsi con il problema di naufraghi raccattati nelle proprie spiaggie . Cosa ha fatto il Governo ? Li ha arrestati tutti. Poi i giudici li hanno rimessi in libertà, tutti. Allora il Governo li ha affidati alla Croce Rossa, con il programma spiegato dal Presidente di rifocillarli, curarli e poi riaccompagnarli a casa loro, tutti , salvo quelli che avranno diritto di asilo politico ; poiché sembra che siano curdi, è probabile che la maggior parte di loro resti in Francia. La questione curiosa è che molta stampa francese, insufflata dai loro gaudenti inviati a Roma, ha dato dei fascisti e dei razzisti a Berlusconi e Maroni, fino a qualche giorno fa, per la politica del Governo nostrano sull’immigrazione ( e anche nel caso specifico è stata adombrata l’ipotesi che siano stati i sardi a mandare il triste carico umano ai corsi). Appena si sono trovati davanti a qualche decina di disederati , con donne e bambini, oggetto di luridi commerci neo-schiavistici, si sono accorti che Maroni non ha mai avuto torto in materia. E Sarkò ha ripetuto in tono enfatico esattamente quello che Maroni pensa e fa con la dovuta modestia, ormai da qualche tempo.
Il 26 sera Martine Aubry, capo dei socialisti ,ha denunciato nello stesso TG1, il vuoto del discorso presidenziale. Anche lei ha chiacchierato molto ; e promesso tutto; con quali soldi ? Levandoli alle banche e alle grandi fortune e dandoli ai poveri e agli emarginati, alla Robin Hood. Se l’opposizione è questa, i troppo ovvi ragionamenti cartesiani di Sarkozy vinceranno ancora, anche se probabilmente non alle prossime elezioni regionali, ove ,sui problemi pratici del territorio ,gli amministratori socialisti sembrano favoriti sugli altri.
Pubblicato da L'Occidentale il 29 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Dei Fasci
Dicesi “fascio” un insieme di verghe , tenute assieme tra loro da una cinghia di cuoio . A Roma i “fasci” erano traversati da una scure e legati con bandane rosse . Ognuno era portato a spalla da “littori”, a rappresentare un Magistrato , di fronte agli altri “colleghi”, al Re, al popolo. I “fasci littori” erano il simbolo dei magistrati; della loro forza e della loro coesione o casta che dir si voglia, nei confronti del resto del mondo.
Ma guarda un po’ ! Che la Casta Magistrale, corporazione degli Intoccabili, sia rimasta immutata nei secoli, qui, a Roma ?
Ma guarda un po’ ! Che la Casta Magistrale, corporazione degli Intoccabili, sia rimasta immutata nei secoli, qui, a Roma ?
domenica 3 gennaio 2010
Caro Bettino
Caro Bettino,
mi dissero che eri andato via, mentre ero al lavoro, a Pechino, dieci anni fa. Per un giorno cercai di restare solo, dentro ai ricordi; cercai di ragionare su cosa era successo e cosa stesse succedendo; ebbi l’impressione di aver capito poco i fatti e le loro implicazioni. Poi arrivai ad alcune conclusioni , tagliate con l’accetta e forse anche un po’ primitive.
Coloro che fino ad allora non erano riusciti ad avere consensi sufficienti per governare e cioè i missini e i comunisti, eliminarono Te e il Partito Socialista ; lo fecero con un colpo di Stato,che chiamarono “mani pulite”; come tutti i colpi di Stato, utilizzarono l’argomento “corruzione”, che piace tanto alla gente, in tutto il mondo, soprattutto in quello sottosviluppato. Con una sola botta, ottennero due risultati , vitali per la loro esistenza. Comunisti e missini cancellarono il loro passato, ormai superato e fallito. Comunisti e missini si dettero un volto nuovo, adeguato ai tempi, sostituendosi i primi ai socialisti e i secondi ai liberali . Rinnegarono loro vecchie idee e proposte e si presentarono come il nuovo, capace di governare il Paese. In questo disegno elementare , la persona più pericolosa per loro eri proprio Tu; per come eri fatto caratterialmente ( timido e quindi coraggioso e imprevedibile); per come la pensavi ( “socialismo” , libertà e democrazia, proiettati in avanti; autonomia dalle ideologie e dalle pressioni esterne ; pragmatismo politico ); e per la forza che avevi maturato anche nei loro rispettivi campi ( tra i comunisti e i missini avevi molti estimatori ). Ti perseguitarono e Ti eliminarono. E con Te , per non sbagliare, tutto il Partito. Non potevamo credere che l’Italia , Paese uscito dal fascismo ed entrato nell’Unione Europea, fosse esposto, alla fine del ventesimo secolo, a colpi di Stato ; e invece fummo ingenui; il colpo ci fu : utilizzò l’armamentario più banale dei golpisti, la violenza, l’estorsione , la tortura e la corruzione , reale o ipotetica che fosse; furono usati alcuni magistrati e alcuni funzionari di polizia giudiziaria, assieme a lobbies finanziarie,industriali ed editoriali compiacenti o addirittura mandanti. Questo avvenne ; e il tutto comincia ora ad essere pure documentato nello specifico. Quindi anche colpa nostra di non aver capito per tempo.
Ma soprattutto colpa nostra per non aver voluto o saputo combattere contro questo disegno eversivo. Mi chiesi dove erano andati a finire i 400 mila iscritti al Partito Socialista e i 4-5 milioni di votanti; le Federazioni; le Sezioni; le decine di migliaia di deputati, senatori , consiglieri di enti locali ed enti pubblici,sindacalisti. Un esercito , in grado di mobilitarsi, che non si mobilitò. Certo : ci furono arresti ed intimidazioni; ci fu qualche ladro preso con le galline in mano; altri ( non proprio “socialisti” ,in verità ) con sacchi di soldi. Assunsero alcuni amici “socialisti “per la liquidazione del Partito e della sua presenza al Governo: tra questi purtroppo ci furono anche tuoi stretti collaboratori . Altri ancora trasmigrarono nel neo-comunismo, che offrì loro salvezza nei posti di lavoro pubblici ( funzionari e impiegati di amministrazioni ex social-comuniste, sindacalisti) o nuovi poteri ( cariche o incarichi ). Ma i più, allo sbando, dimostrarono di non essere “socialisti” ,come a lungo abbiamo blaterato, ma solo soci di un sodalizio che aveva chiuso i battenti. Forse infatti il Partito era già in agonia; e Tu pensavi sempre più ad un movimento, più nuovo, più elastico , più adeguato ai tempi in rapido e continuo cambiamento. Purtroppo le “truppe nemiche” colsero un momento di grande debolezza interna al nostro campo. Assoldarono alcuni squallidi individui, che ogni tanto continuano a farsi vedere in giro, nelle loro corazze di presunzione e di imbecillità, di ricchezza e di potere presunto; e quindi cominciarono a tagliarci , come fossimo stati panetti di burro. Non fu affatto una vittoria loro ; fu una sconfitta nostra , senza lotta né “onore”. I socialisti Ti tradirono e Ti ignorarono quando andasti via : cioè , non c’erano più ! E quel nostro Partito Socialista non era più neppure in Europa , dove ,per esempio, i "socialisti" francesi ti rifiutarono perfino un'ospitalità per... emergenza sanitaria ( loro ospite in quei tempi fu invece il terrorista Battisti, un equivoco mascalzone che aveva ammazzato o fatto ammazzare un pò di gente ) . E anche l’ Internazionale socialista ,in sostanza, Ti ignorò, nonostante Tu ne fossi Vice-Presidente. Tutto ciò avvenne davanti a un popolo italiano che più che capire , guardava un film alla televisione, in poltrona :e faceva tifo da stadio; alcuni dalla curva furono anche mandati a tirarTi monetine addosso. Come se quel che stava accadendo , stesse riguardando solo gli “sporchi politici” ! Un “ déjà vu” nella storia di questo Paese.
Se Tu non fossi emigrato, i socialisti sarebbero sopravvissuti ? Me lo chiesi dieci anni fa a Pechino ; e me lo richiedo ancora oggi. All’inizio non condivisi la Tua partenza , perché credetti che con Te sarebbe partita un’idea e sarebbe anche andato via un capo unico per la lotta politica ,che si era aperta in Italia. Col tempo mi sono reso conto che il Partito Socialista si era spento,prima di essere stato eliminato dal colpo di Stato.
Il ciclone Berlusconi poi ha travolto i golpisti, in larga parte battendoli elettoralmente , ma anche sdoganandone alcuni dagli errori del passato . Forse stai vedendo il tuo erede, non so neppure se con lascito da te chiaramente espresso, fare scelte pragmatiche e riformiste,autonome da ogni schema precostituito, che Ti sarebbero piaciute nella sostanza; ma anche nella forma, nella cocciutaggine con cui ogni progetto viene seguito , ogni attacco viene prontamente e semplicemente rintuzzato e battuto. Purtroppo i golpisti sono ancora là ; c’è rimasta in sostanza solo l’area ex comunista ( con alcuni cretini attorno, integralisti di qualche cosa ), ma con un forte supporto di quegli stessi poteri finanziari , industriali ed editoriali italiani e non, che contro Te si erano scatenati. Non devono assolutamente essere sottovalutati , perché partono da lontano e vogliono andare lontano; e sul popolo italiano, guardiano della democrazia, si può far poco affidamento, come il colpo di Stato “mani pulite” insegna.
Non ci siamo frequentati molto ; ma Ti ho sempre stimato come leader socialista, riformista e autonomista; e Ti ho voluto bene come uomo. Sei morto in esilio, cacciato via da una banda di golpisti, ancora ululanti e soprattutto nel silenzio dei tuoi, alcuni dei quali, tra i più fidati, traditori, “ominicchi” senza dignità alcuna.
giovedì 31 dicembre 2009
giovedì 17 dicembre 2009
La notte della politica
Per capire l'aggressione di piazza del Duomo bisogna scavare nel sottosuolo culturale italiano, nel linguaggio avvelenato che ormai ci sommerge dalla mattina alla sera. La violenza è sempre ‘‘il prodotto della notte della politica, di un tutto-è-permesso che addormenta la sensibilità civile e la responsabilità della ragione.
di Giuliano Ferrara da Panorama
Dietro quella storia oscena del demente e vigliacco che spara un oggetto di marmo contro la faccia di Silvio Berlusconi non c'è solo la cupa condizione della lotta politica in Italia, che dura inalterata dal Cinquecento, che riemerge a tratti nelle diverse forme del banditismo fazioso, del lavacro ideologico realizzato sulla pelle delle persone, della vendetta civile in ogni stagione, anche la più felice, della storia degli italiani. Dietro l'intolleranza violenta di un momento c'è la farsa mite, strisciante, della tolleranza universale. Qui è lo scandalo.
Quando per la prima volta la residenza privata di un uomo politico fu presa di mira da una folla inferocita e mentalmente insana, quando al termine di un comizio dell'opposizione il manipolo dei linciatoti e lanciatori di monetine si trasferì sotto l'Hotel Raphael di Roma dove abitava l'uomo nero del momento, Bettino Craxi, nel nostro Paese era in pieno corso una rivolta plebea contro i partiti e le classi dirigenti, animata e nutrita da un pezzo dell'establishment con l'appoggio codino, reazionario, di un manipolo di gazzettieri e togati decisi a tutto, perfino a servirsi di un poliziotto dai comportamenti assai discutibili, in cerca di gloria politica, chiamato Antonio Di Pietro. Il cocco di Enzo Biagi e dell'avvocato Vittorio D'Ajello, il beniamino della salotteria milanese più intrisa di mediocrità.
Craxi doveva venire da me in tv, quella sera, ciò che fece dopo avere superato lo sbarramento linciatorio, infine scortato da uno squadrone di carabinieri. Mi sembrò enorme quel che era successo, proprio per la violazione dello spazio privato di un uomo pubblico, ma non ci fu il becco di un commentatore, e voglio ignorare i nomi spesso insospettabili dei fomentatori e rinfocolatori dell'odio forcaiolo, che comprendesse il messaggio osceno di un'aggressione sotto casa: non è la funzione che contestiamo, non veniamo a un tuo comizio, non cerchiamo di impedire o disturbare una manifestazione politica del tuo partito, no, veniamo sotto casa tua, dove dormi e abiti e mangi e vivi, perché è te in persona che odiamo, sei tu il bersaglio mobile della nostra indignata furia e follia.
Prima di chiedere un facile perdono, che sarà un'altra pietra miliare nella storia della tolleranza violenta di questo Paese, specie dopo il perdono e i tarallucci e vino per l'operaio bergamasco che lanciò il treppiede sul collo di Berlusconi appena cinque anni fa, quell'M.T. sparatore di statuine aveva detto la verità appena nascosta dallo squilibrio mentale: «Perché? Perché lo odio». E perché lo odia? Ve lo dico io, perché lo odia. Lo odia perché è ricco, perché ha infranto il sogno della presa di potere reazionario-plebea dei primi anni Novanta, perché è il nemico riconosciuto di tutte le ideologie fallite del secolo scorso, lo odia per i suoi pregi e per i suoi difetti, ma soprattutto per i propri difetti, per la propria vita frustrata e facile. Non lo sa che è per questo, ma è per questo che lo odia.
La facilità del tutto è lo scandalo. Chi ha mai pagato per la corrosione della civiltà, della creanza, del senso dell'onore nei modi personali e pubblici in questo Paese? Chi deve qualcosa a qualcuno, e in particolare allo Stato e alle sue regole, dopo che si sia sputtanato, calunniato, avvelenato in ogni pozzo dell'esistenza politica? È rozzo prendersela con gli avversari politici aperti del Cavaliere, bisogna scavare nel sottosuolo culturale italiano, capire come sono fatti i giornali e i messaggi televisivi, qual è l'ordito di linguaggio in cui siamo immersi dalla mattina alla sera, con il fulgido contributo, sempre più vanesio e ludico e impostore, della famosa rete, del web, della blogosfera.
La violenza è sempre il prodotto della notte della politica, di un tutto -è- permesso che addormenta la sensibilità civile e la responsabilità della ragione.
17 dicembre 2009
di Giuliano Ferrara da Panorama
Dietro quella storia oscena del demente e vigliacco che spara un oggetto di marmo contro la faccia di Silvio Berlusconi non c'è solo la cupa condizione della lotta politica in Italia, che dura inalterata dal Cinquecento, che riemerge a tratti nelle diverse forme del banditismo fazioso, del lavacro ideologico realizzato sulla pelle delle persone, della vendetta civile in ogni stagione, anche la più felice, della storia degli italiani. Dietro l'intolleranza violenta di un momento c'è la farsa mite, strisciante, della tolleranza universale. Qui è lo scandalo.
Quando per la prima volta la residenza privata di un uomo politico fu presa di mira da una folla inferocita e mentalmente insana, quando al termine di un comizio dell'opposizione il manipolo dei linciatoti e lanciatori di monetine si trasferì sotto l'Hotel Raphael di Roma dove abitava l'uomo nero del momento, Bettino Craxi, nel nostro Paese era in pieno corso una rivolta plebea contro i partiti e le classi dirigenti, animata e nutrita da un pezzo dell'establishment con l'appoggio codino, reazionario, di un manipolo di gazzettieri e togati decisi a tutto, perfino a servirsi di un poliziotto dai comportamenti assai discutibili, in cerca di gloria politica, chiamato Antonio Di Pietro. Il cocco di Enzo Biagi e dell'avvocato Vittorio D'Ajello, il beniamino della salotteria milanese più intrisa di mediocrità.
Craxi doveva venire da me in tv, quella sera, ciò che fece dopo avere superato lo sbarramento linciatorio, infine scortato da uno squadrone di carabinieri. Mi sembrò enorme quel che era successo, proprio per la violazione dello spazio privato di un uomo pubblico, ma non ci fu il becco di un commentatore, e voglio ignorare i nomi spesso insospettabili dei fomentatori e rinfocolatori dell'odio forcaiolo, che comprendesse il messaggio osceno di un'aggressione sotto casa: non è la funzione che contestiamo, non veniamo a un tuo comizio, non cerchiamo di impedire o disturbare una manifestazione politica del tuo partito, no, veniamo sotto casa tua, dove dormi e abiti e mangi e vivi, perché è te in persona che odiamo, sei tu il bersaglio mobile della nostra indignata furia e follia.
Prima di chiedere un facile perdono, che sarà un'altra pietra miliare nella storia della tolleranza violenta di questo Paese, specie dopo il perdono e i tarallucci e vino per l'operaio bergamasco che lanciò il treppiede sul collo di Berlusconi appena cinque anni fa, quell'M.T. sparatore di statuine aveva detto la verità appena nascosta dallo squilibrio mentale: «Perché? Perché lo odio». E perché lo odia? Ve lo dico io, perché lo odia. Lo odia perché è ricco, perché ha infranto il sogno della presa di potere reazionario-plebea dei primi anni Novanta, perché è il nemico riconosciuto di tutte le ideologie fallite del secolo scorso, lo odia per i suoi pregi e per i suoi difetti, ma soprattutto per i propri difetti, per la propria vita frustrata e facile. Non lo sa che è per questo, ma è per questo che lo odia.
La facilità del tutto è lo scandalo. Chi ha mai pagato per la corrosione della civiltà, della creanza, del senso dell'onore nei modi personali e pubblici in questo Paese? Chi deve qualcosa a qualcuno, e in particolare allo Stato e alle sue regole, dopo che si sia sputtanato, calunniato, avvelenato in ogni pozzo dell'esistenza politica? È rozzo prendersela con gli avversari politici aperti del Cavaliere, bisogna scavare nel sottosuolo culturale italiano, capire come sono fatti i giornali e i messaggi televisivi, qual è l'ordito di linguaggio in cui siamo immersi dalla mattina alla sera, con il fulgido contributo, sempre più vanesio e ludico e impostore, della famosa rete, del web, della blogosfera.
La violenza è sempre il prodotto della notte della politica, di un tutto -è- permesso che addormenta la sensibilità civile e la responsabilità della ragione.
17 dicembre 2009
Nuovi fasci
La Sora Rosa e il Sor Tonino
Il doppio misto Sora Rosa e Sor Tonino rappresenta il nuovo fascismo .
La Sora Rosa non ha grande storia . E' cresciuta nell'Azione Cattolica , dove ha preso una deriva integralista , per così dire. La sua unica notorietà la ebbe quando fu ritratta in foto, mentre le br ammazzavano il professore Bachelet. Poi di mestiere si mise a far politica democristiana , con quella « sinistra » integralista, dedita a careghe più che a idee ( e questo da sempre , sulla pelle dei santi fondatori, Dossetti, La Pira e Fanfani ). Navigando nel marasma degli anni 90 tra partiti ed eredità varie, approdò addirittura ad un ministero: scaldò e fece scaldare sedie; ma la povera gente , per la quale voleva governare, non si accorse di nulla. In una diretta TV Berlusconi le disse che a suo parere la signora Bindi era più bella che intelligente. Lei rispose di non essere a disposizione del premier. Battutaccia, con la quale fece altra fortuna. Capito dove poteva essere il suo capitale, cominciò accumulare odio contro Berlusconi; non un'idea, non un progetto, non una discussione ; solo odio, foriero di qualche consenso e di qualche carega . La sera, prediche e crociate contro il cattivo tiranno, per il pio mantenimento dei santi « istituti » esistenti; e al mattino, sana confessione riparatrice del peccato, come le varie « fiamme » dell'Azione cattolica insegnano. Fin qui , nulla di straordinario ; tutto « déjà vu », nel mondo della conservazione diccì, di altri tempi. Il salto avviene nella escalation dell'odio per la cristiana conservazione ; quel « più bella che intelligente » le dà alla testa; le dà anche un piccolo potenziale elettorato che può seguirla nel menare contro Berlusconi. Salvo sempre andare in Chiesa , pregare e confessarsi.
E con chi si trova a menar le mani, per così dire,senza idee e con un concetto di regole "democratiche" fascio-comuniste di altri tempi ? Ma è ovvio , con il figlio della terra Tonino Di Pietro, che sta cercando, per motivi altrettanto pedestri , di levar di mezzo l'odiato Berlusca. Il Sor Tonino è ritratto in un libro recentemente pubblicato da Filippo Facci e finora né in tutto, né in parte smentito. Il quadro che ne viene fuori è semplicissimo: Di Pietro , dopo il golpe del 93, ha capito che il suo grande capitale poteva essere quello di difendere la conservazione dei grandi poteri dello Stato, dei magistrati ( non della Magistratura ) , dei poliziotti ( non della Polizia) , di imprenditori e professionisti , dipendenti dai loro traffici con lo Stato ( e non delle imprese e delle professioni ): e così via. Difendere la conservazione a tutti costi; anche con la piazza. Quindi il Berlusconi dei grandi cambiamenti liberali e sociali ( libertari e socialisti, per dirla alla vecchia maniera ) è il nemico non da battere, ma da abbattere. La storia del Sor Tonino apre la porta a quello che una volta si chiamava fascismo; tutto di quella storia parla proprio di fascio; i dettagli sono ampiamente descritti e documentati nel libro di Facci.
Ed ecco che ancora una volta ,in questo nostro povero Paese, integralismo religioso e fascismo si danno la mano .Nel suo piccolo, la Sora Rosa lancia anatemi, di cui il Sor Tonino si serve nel suo bruto viver quotidiano. Anatemi e violenza contro la persona che può cambiare le cose e per sostituirla non con il nuovo, ma solo con il vecchio, con la conservazione più pia e più becera allo stesso tempo. Siamo chiamati ancora a lottare e resistere contro i fascisti , mascherati da progressisti; chi l'avrebbe mai detto , in Italia , nell' Europa del terzo millennio ?
Pubblicato nel Predellino del 18 dicembre 2009
Il doppio misto Sora Rosa e Sor Tonino rappresenta il nuovo fascismo .
La Sora Rosa non ha grande storia . E' cresciuta nell'Azione Cattolica , dove ha preso una deriva integralista , per così dire. La sua unica notorietà la ebbe quando fu ritratta in foto, mentre le br ammazzavano il professore Bachelet. Poi di mestiere si mise a far politica democristiana , con quella « sinistra » integralista, dedita a careghe più che a idee ( e questo da sempre , sulla pelle dei santi fondatori, Dossetti, La Pira e Fanfani ). Navigando nel marasma degli anni 90 tra partiti ed eredità varie, approdò addirittura ad un ministero: scaldò e fece scaldare sedie; ma la povera gente , per la quale voleva governare, non si accorse di nulla. In una diretta TV Berlusconi le disse che a suo parere la signora Bindi era più bella che intelligente. Lei rispose di non essere a disposizione del premier. Battutaccia, con la quale fece altra fortuna. Capito dove poteva essere il suo capitale, cominciò accumulare odio contro Berlusconi; non un'idea, non un progetto, non una discussione ; solo odio, foriero di qualche consenso e di qualche carega . La sera, prediche e crociate contro il cattivo tiranno, per il pio mantenimento dei santi « istituti » esistenti; e al mattino, sana confessione riparatrice del peccato, come le varie « fiamme » dell'Azione cattolica insegnano. Fin qui , nulla di straordinario ; tutto « déjà vu », nel mondo della conservazione diccì, di altri tempi. Il salto avviene nella escalation dell'odio per la cristiana conservazione ; quel « più bella che intelligente » le dà alla testa; le dà anche un piccolo potenziale elettorato che può seguirla nel menare contro Berlusconi. Salvo sempre andare in Chiesa , pregare e confessarsi.
E con chi si trova a menar le mani, per così dire,senza idee e con un concetto di regole "democratiche" fascio-comuniste di altri tempi ? Ma è ovvio , con il figlio della terra Tonino Di Pietro, che sta cercando, per motivi altrettanto pedestri , di levar di mezzo l'odiato Berlusca. Il Sor Tonino è ritratto in un libro recentemente pubblicato da Filippo Facci e finora né in tutto, né in parte smentito. Il quadro che ne viene fuori è semplicissimo: Di Pietro , dopo il golpe del 93, ha capito che il suo grande capitale poteva essere quello di difendere la conservazione dei grandi poteri dello Stato, dei magistrati ( non della Magistratura ) , dei poliziotti ( non della Polizia) , di imprenditori e professionisti , dipendenti dai loro traffici con lo Stato ( e non delle imprese e delle professioni ): e così via. Difendere la conservazione a tutti costi; anche con la piazza. Quindi il Berlusconi dei grandi cambiamenti liberali e sociali ( libertari e socialisti, per dirla alla vecchia maniera ) è il nemico non da battere, ma da abbattere. La storia del Sor Tonino apre la porta a quello che una volta si chiamava fascismo; tutto di quella storia parla proprio di fascio; i dettagli sono ampiamente descritti e documentati nel libro di Facci.
Ed ecco che ancora una volta ,in questo nostro povero Paese, integralismo religioso e fascismo si danno la mano .Nel suo piccolo, la Sora Rosa lancia anatemi, di cui il Sor Tonino si serve nel suo bruto viver quotidiano. Anatemi e violenza contro la persona che può cambiare le cose e per sostituirla non con il nuovo, ma solo con il vecchio, con la conservazione più pia e più becera allo stesso tempo. Siamo chiamati ancora a lottare e resistere contro i fascisti , mascherati da progressisti; chi l'avrebbe mai detto , in Italia , nell' Europa del terzo millennio ?
Pubblicato nel Predellino del 18 dicembre 2009
sabato 28 novembre 2009
W la France ! Questions
Sono di moda le domande. Ne vorrei fare alcune agli intellettuali francesi ( supportati da qualche italiano), che sostengono, con militanza ,la libertà di tal Cesare Battisti, che ha sporcato un nome glorioso nella storia di Italia.
Sapete che il vostro uomo , abbandonando le scuole, si era messo a fare rapine, sequestri e atti libidinosi ( uno anche a danno di un’ incapace) fin da adolescente ? Sapete che cosa erano i Pac ( proletari armati per il comunismo) negli anni 70 in Italia ? Come pensate che il vostro protetto sia evaso dal carcere di Frosinone ? Avete mai pensato cosa sia una evasione, cosa essa comporti , in termini di assistenza e di risorse ? E chi dette assistenza e risorse ? Quale passaporto fu usato e quali denari per venire in Francia e poi andare in Messico ? E per vivere in Francia , Messico, di nuovo Francia e poi Brasile ? Si può vivere decine di anni senza documenti e con…finti soldi ? Si può scrivere in francese , senza conoscerne la lingua ? E conoscendo a mala pena la grammatica italiana ? Chi ha scritto e tradotto i cosiddetti romanzi “noirs”, al vostro protetto attribuiti ?Li avete letti, oltreché averne curato la presentazione politica ? Siete convinti che la violenza volgare faticosamente là descritta, sia buona letteratura ? Pensate che scrivere un libro con Gallimard sia alla portata di tutti gli uomini- qualunque europei ? E come è che il vostro protetto ci è riuscito , nonostante la sua particolare ignoranza? Siete convinti che in Italia non ci sia uno Stato di diritto ? Che ci sia solo un teatrino di marionette , guidato dal vituperato Berlusconi ? Che i morti della violenza terroristica, ( operai e sindacalisti, giornalisti, professori, dirigenti di azienda e politici) in Italia siano stati servi di qualcuno ? Siete convinti che in Francia non ci sia stato terrorismo per le virtù o le capacità di qualcuno ? E se il “non terrorismo” francese fosse stato comprato con l’ospitalità ai terroristi degli altri ? E se l’Italia, di contro, avesse dato ospitalità ai terroristi indipendentisti ( quindi, nella vostra logica , politici) francesi,ossia bretoni, baschi o corsi , cosa avreste mai detto degli italiani e del teatrino di Berlusconi ? E chi pagava le imprese terroristiche italiane, comprese quelle del vostro protetto ? Le tessere e i concorsi delle feste proletarie o le rapine qua e là disperse con tanti morti e pochi soldi ? Chi pagava tutte quelle armi e tutta una organizzazione clandestina, molto più costosa delle stesse reti mafiose ? Chi ha mantenuto il vostro protetto per ormai quaranta anni ? Bernard Henri- Levy,purtroppo attivista anti-italiano, Lei è anche d’accordo con il terrorismo di Hamas in Israele ? Vuole ospitare un povero Hamas nella sua lussuosissima magione parigina ?
Questa litania potrebbe ,da sola, riempire un libro. Viene qui interrotta per rispetto della comune intelligenza , italiana o francese che sia. Il Battisti è ormai solo un pover’ uomo , che si nasconde in maniera indegna, probabilmente mangiato dai suoi stessi ricordi ( se è capace di averne ).
E’ grave, invece, gravissima, la superficialità di personaggi importanti, francesi e non ( che, pare, comprendano anche la mitica e polivalente “intellettuale” italo-brasiliana Carlà , con ormai relativo consorte,in allegato ), che si danno da fare contro lo stato di diritto italiano, per inseguire mode politiche o antipatie personali . Sono solo riusciti a unire , per una volta, tutto il Parlamento italiano contro il loro maldestro gioco, fatto di molto “caviale –champagne” e di poco, pochissimo, “pensiero”.
Sapete che il vostro uomo , abbandonando le scuole, si era messo a fare rapine, sequestri e atti libidinosi ( uno anche a danno di un’ incapace) fin da adolescente ? Sapete che cosa erano i Pac ( proletari armati per il comunismo) negli anni 70 in Italia ? Come pensate che il vostro protetto sia evaso dal carcere di Frosinone ? Avete mai pensato cosa sia una evasione, cosa essa comporti , in termini di assistenza e di risorse ? E chi dette assistenza e risorse ? Quale passaporto fu usato e quali denari per venire in Francia e poi andare in Messico ? E per vivere in Francia , Messico, di nuovo Francia e poi Brasile ? Si può vivere decine di anni senza documenti e con…finti soldi ? Si può scrivere in francese , senza conoscerne la lingua ? E conoscendo a mala pena la grammatica italiana ? Chi ha scritto e tradotto i cosiddetti romanzi “noirs”, al vostro protetto attribuiti ?Li avete letti, oltreché averne curato la presentazione politica ? Siete convinti che la violenza volgare faticosamente là descritta, sia buona letteratura ? Pensate che scrivere un libro con Gallimard sia alla portata di tutti gli uomini- qualunque europei ? E come è che il vostro protetto ci è riuscito , nonostante la sua particolare ignoranza? Siete convinti che in Italia non ci sia uno Stato di diritto ? Che ci sia solo un teatrino di marionette , guidato dal vituperato Berlusconi ? Che i morti della violenza terroristica, ( operai e sindacalisti, giornalisti, professori, dirigenti di azienda e politici) in Italia siano stati servi di qualcuno ? Siete convinti che in Francia non ci sia stato terrorismo per le virtù o le capacità di qualcuno ? E se il “non terrorismo” francese fosse stato comprato con l’ospitalità ai terroristi degli altri ? E se l’Italia, di contro, avesse dato ospitalità ai terroristi indipendentisti ( quindi, nella vostra logica , politici) francesi,ossia bretoni, baschi o corsi , cosa avreste mai detto degli italiani e del teatrino di Berlusconi ? E chi pagava le imprese terroristiche italiane, comprese quelle del vostro protetto ? Le tessere e i concorsi delle feste proletarie o le rapine qua e là disperse con tanti morti e pochi soldi ? Chi pagava tutte quelle armi e tutta una organizzazione clandestina, molto più costosa delle stesse reti mafiose ? Chi ha mantenuto il vostro protetto per ormai quaranta anni ? Bernard Henri- Levy,purtroppo attivista anti-italiano, Lei è anche d’accordo con il terrorismo di Hamas in Israele ? Vuole ospitare un povero Hamas nella sua lussuosissima magione parigina ?
Questa litania potrebbe ,da sola, riempire un libro. Viene qui interrotta per rispetto della comune intelligenza , italiana o francese che sia. Il Battisti è ormai solo un pover’ uomo , che si nasconde in maniera indegna, probabilmente mangiato dai suoi stessi ricordi ( se è capace di averne ).
E’ grave, invece, gravissima, la superficialità di personaggi importanti, francesi e non ( che, pare, comprendano anche la mitica e polivalente “intellettuale” italo-brasiliana Carlà , con ormai relativo consorte,in allegato ), che si danno da fare contro lo stato di diritto italiano, per inseguire mode politiche o antipatie personali . Sono solo riusciti a unire , per una volta, tutto il Parlamento italiano contro il loro maldestro gioco, fatto di molto “caviale –champagne” e di poco, pochissimo, “pensiero”.
lunedì 2 novembre 2009
Aridatece er Berlusca
Proviamo a fantasticare. Berlusconi se ne va . Lascia l’Italia. Va a divertirsi e a iniziare un’altra vita . Chi perderebbe proventi e lavoro ? Vediamone solo alcuni, soggetti a eventuali aggiornamenti.
1. “Annozero” in blocco, con in testa Sant’Oro , Trabal e Vau-cluse; senza Berlusca …no party . Contro chi potrebbero divertirsi ? Ogni ipotesi sarebbe da meno del ciclone Berlusca. Quindi la trasmissione perderebbe il condimento del gioco ; si spengerebbe. Gli attori dovrebbero cercarsi altro lavoro. Impresa non facile, soprattutto di questi tempi. Aridatece er Berlusca !
2. Bindi Rosy ( o Maria Rosaria ) da Sinalunga. Non ha mai lavorato. E’ stata nell’Azione Cattolica: dal 1984 al 1989 ne è stata vice-presidente nazionale. La sua biografia riporta che era a fianco di Bachelet, quando lo ammazzarono nel 1980 ( sic). L’Azione Cattolica la fa deputato europeo nel 1989, con la DC. Diventa parlamentare in Italia nel 1994 nel PPI . E’ Ministro della Sanità per quattro anni. Slalomeggia tra PPI, Ulivo, Margherita, e PD, con risse contradaiole, fatte di “parecchio rumore e poca lana”. Ma la sua fortuna resta il Berlusca. Senza di lui sarebbe ancora all’ Azione Cattolica. E lo scambio televisivo: “ Lei è più bella che intelligente” “ Io non sono donna a sua disposizione”: ne ha fatta una santa .Partito lui, ricadrebbe nel tran -tran partitico italiano , con la buona scuola dell’Azione Cattolica; ma solo quella. Organizzerebbe una riunione con tutte le fiamme dell'Azione cattolica di Sinalunga, per dire : aridateme er Berlusca !
3. Floris Giovanni sembra un bravo e giovane curato di campagna in carriera. Anche lui si è buttato nel gioco berlusconiano e ne ha tratto grande beneficio. Finge il conduttore televisivo giornalista “terzo”, pur mostrando, qua e là , la sua partigianeria. Tirando contro Berlusconi, si è fatto un nome o, meglio , ha aumentato la sua popolarità. Senza il Berlusca probabilmente dovrebbe tornare ad una delle prime caselle dell’oca giornalistica. Anche lui quindi gemerebbe: aridateme er Berlusca !
4. Tonino della Bisaccia deve tutto o quasi al giustizialismo a senso unico contro Berlusconi. Senza di lui, tornerebbe alla Bisaccia , anche se ormai con qualche migliaio di trattori. Ma urlerebbe : aridateme er Berlusca.
5. I Franceschini erano periferici quadri democristiani , fatti deputati, di padre in figlio. Poi ,con in mano la sacra Costituzione, urlarono a Ferrara la loro crociata contro Berlusconi e diventarono catto-comu-liberal-demo-socialisti. Partito Berlusconi, crollerebbe tutto il loro marchingegno.Al bar di Ferrara, sibilerebbero: aridatece er Berlusca .
6. Bondi Sandro, ex compagno del glorioso PCI e Ministro personale di Berlusconi, si chiuderebbe in convento, assieme a migliaia di altri fratelli e sorelle, benemeriti del Capo e peccatori ( lista topo-segreta, ma lunghissima );e là, tutti in coro, intonerebbero un nuovo e maestoso gregoriano “aridatece er Berlusca”.
Aggiornamento
La Rosina Bindi è diventata Presidente del PD; ora il Berlusca può partire; lei la carega non la perde più; ha cambiato il suo bisbiglio ; da "aridateme er Berlusca" a "grazie Berlusca".
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