viaaaa!!!
venerdì 17 dicembre 2010
La giornataccia
Il giorno è quello lì ; tutti chiusi ; tutti fermi : nevica. Gli scongiuri si sprecano. Ma Nooo! Anche tu , oh Leonardo sommo !!!
mercoledì 15 dicembre 2010
La pubblicità, anima del commercio
Quanto costa un minuto di pubblicità in una TV nazionale ? Facciamo saldi : 10 mila euri ? Bene 10 mila euri. Un’ora : 600 mila euri.
Pubblicità significa parlare o far parlare di sé stessi o di un proprio prodotto.
Ieri sera , 14 dicembre, dalle 9 alla mezzanotte , per tre ore almeno tre canali televisivi hanno parlato solo e unicamente di Berlusconi . Se li avesse pagati, il Paperon Berlusca avrebbe dovuto sborsare 5 milioni di euri .E fatti i conti, in un anno almeno una Tv di Stato , per un’ora al giorno si diverte a fare pubblicità a Paperone, dandogli addosso o difendendolo ; 360 ore equivalenti al valore di 216 milioni di euri di pubblicità, non pagata. A questo si aggiungano le pecorelle dei blog, che si divertono con Paperone e la banda Bassotti, i gossippari della rete che vivono sulle presunte imprese del nostro eroe, gli scritti e le immagini del web, che amano giocare alla “gauche caviar” contro il bauscia milanese.
Un mito lui o dei poveri ragazzi gli altri ? La seconda delle due; proprio povera gente , gli altri, che non riescono a controllare il proprio narcisismo pettegolo. E per derivata sempre più mitico lui. In parole povere se non ci fossero i pubblicitari professionisti anti- Berlusca, forse lui sarebbe già lontano a godersi vacanze , denari e vizi. Ma questa ostinazione a occuparsi solo di lui , in tutte le maniere possibili , lecite , illecite e persecutorie, ne fanno una specie di gigante , anche se fosse un nano e anche senza alcuna “politica” ; solo con la vendita del prodotto Berlusca , tenuto altresì conto che gli altri prodotti o non ci sono o sono invendibili.
A proposito ; a Teofilo è piaciuto il progetto di riforma universitaria, se non altro perché ha rotto un grande sistema di conservazione. Parliamone ; ma con chi ? Questo conta molto meno della pubblicità Berlusca . W il Berlusca ! M il Berlusca ! Si può cambiare l’ordine dei fattori , ma il prodotto non cambia e continua a vincere sul mercato.
domenica 12 dicembre 2010
Wiki
Finalmente siamo arrivati anche al Vaticano . Forse comincia il gran finale dei fuochi d'artificio di Wikileaks ( se non fosse per i cinesi ancora non tirati in aria ). Noi pettegoli speravamo di più . Soprattutto perché ,per noi pettegoli , le "rivelazioni" degli scagnozzi americani in giro per il mondo sono acqua fresca. Restano due minuscoli problemi:
- chi paga Wikileaks ?
- i nostri eroi americani ( Obama-Clinton ) saranno in grado di licenziare almeno 500 diplomatici, per incapacità professionale e attentato all' immagine USA nel mondo ?
Rimane altresì aperto un interrogativo ; anche i diplomatici italo-europei fanno come loro ? Perché, nel caso, moltissimi candidati al prossimo concorso della Farnesina potrebbero essere segnalati o pre-selezionati dalla prestigisa accademia della LIG ( Lega Italiana del Gossip ) o dalla sua concorrente LIP ( Lega Italiana del Pettegolezzo ), che hanno un indiscutibile know-how , made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo.
venerdì 10 dicembre 2010
Ipo-crita
Ipocrita: da ypo-krités : “attore” , “simulatore”. Chi finge buone qualità, buoni sentimenti, per ingannare gli altri . Che ci sono ipocriti in giro ? Ipocriti ? Nooo !!! Mai visti.
mercoledì 8 dicembre 2010
Ho un gran culo !
Sono contento ; mi ci dice proprio bene ; vedo alla TV Napolitano, primo magistrato, e almeno un altro magistrato ordinario , due o tre volte al giorno . Pago il canone, ma ho la contropartita : mi fanno vedere bei volti, vivere belle storie , modeste, riservate , a totale servizio di questo povero Paese ; mi ricordano anche un antico simbolo : il fascio littorio, che rappresentava la magistratura nell'antica Roma. Beh, ho proprio un gran culo !!!
lunedì 6 dicembre 2010
Poveri noi
"La politica e' innanzitutto onesta' intellettuale..." ha detto il Presidente della Camera dei Deputati , luogo sommo di rappresentanza del popolo italiano , oggi, 6 dicembre, in un liceo romano.
E' stato appena pubblicato un libro di Luca Negri : "Doppi Fini. L'uomo che ha detto tutto e il contrario di tutto ". Vallardi 2010 . 228 pagine di volteggi acrobatici, insopportabili per stomaci umani.
E se i liceali glielo avessero agitato in faccia , a mò del libretto di Mao, e lo avessero accompagnato sul tetto della loro scuola ?
domenica 5 dicembre 2010
Le credenziali
Credenziali ; dare credenza . L’ ambasciatore presenta le credenziali del proprio Paese al capo dello Stato che lo ospita . Credetelo ! Dice il Pese che lo manda . E sia ! Dice il Paese che lo riceve, facendo atto di fede.
Dopo Wikileaks e il suo portacolori Assange, tutto è più facile. Finalmente si sa cosa fanno gli ambasciatori americani in giro per il mondo ; quindi diventa molto più semplice “ credere” in loro. Leggono i giornali , fanno cene e tè , magari danzanti, per avere notizie sui loro ospiti che governano. Se hanno febbri; tumori; amanti; diarree; se dormono; se il cuore batte loro bene; come se la cavano col sangue; se trafficano; “ dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”; cosa pensano della Casa Bianca e dei loro inquilini; e via dicendo. Sono pregati di mandare più “cables” possibile e sempre di critica ( quelli ossequienti sono inutili e noiosi ) ; se la critica è gossippara , tanto meglio! In effetti dei grandi problemi tra Stati si occupano direttamente i governanti, che ormai ,viaggiando a più non posso con jets supersonici, possono essere dovunque e ,spesso , un pò pieni di sé , trattano i loro ambasciatori come camerieri o, nel migliore dei casi, come maggiordomi. E allora che fare ? Dicono ai loro rappresentanti permanenti ; occupatevi del sottobosco e diteci tutte le cose , su cui ridere o piangere, ma… non le banali . E così qualche “cameriere” del Dipartimento di Stato americano, deluso per la sua professione che immaginava alta e quasi mistica, ha sfornato tonnellate di “cables”, provenienti da tutto il mondo . Forse, per ora almeno, mancano solo quelli del Vaticano. Tutti cables esilaranti ( allegri, tristi, gai e seriosi , che siano ), tratti da colloqui confidenziali o festaioli e da media locali, interpretati e sintetizzati… in bella copia , per così dire..
Finalmente quando si accettano le credenziali di un ambasciatore americano, si sa che viene solo per divertirci. Non vale la pena parlarci seriamente. Dopo Wikileaks il Dipartimento di Stato potrà solo riorganizzarsi con comici professionisti, lasciando da parte barbe e baffi finti.
Il problema è se anche le altre ambasciate lavorano sugli stessi temi e con gli stessi metodi . Se così fosse , la diplomazia internazionale potrebbe essere infine uno spettacolino cabarettistico niente male : altro che i nostri Sant’Oro televisivi !
Il ministro Frattini ha detto che Wikileaks è l’ 11 settembre della diplomazia mondiale ! Ma, signor ministro , ci lasci divertire ; ci dia altre tonnellate di cables degli Stati di tutto il mondo, non solo quelli americani. Montiamo uno spettacolo, un circo multi-etnico , da far girare per il globo terracqueo ( anche nelle navi da crociera ).
E lasciamo montare il suo cabaret anche ad Assange, un po’ libertino, come sembra piacere a lui ; noi potremmo contribuire al successo del suo locale, fornendo alcuni intrattenitori, maschi e femmine, gossippari di razza . E fornendo anche qualche meraviglioso rappresentante del nostro popolo , che chiede di discutere nel glorioso Parlamento italiano degli ormai mitici “cables” americani.
Dopo Wikileaks e il suo portacolori Assange, tutto è più facile. Finalmente si sa cosa fanno gli ambasciatori americani in giro per il mondo ; quindi diventa molto più semplice “ credere” in loro. Leggono i giornali , fanno cene e tè , magari danzanti, per avere notizie sui loro ospiti che governano. Se hanno febbri; tumori; amanti; diarree; se dormono; se il cuore batte loro bene; come se la cavano col sangue; se trafficano; “ dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”; cosa pensano della Casa Bianca e dei loro inquilini; e via dicendo. Sono pregati di mandare più “cables” possibile e sempre di critica ( quelli ossequienti sono inutili e noiosi ) ; se la critica è gossippara , tanto meglio! In effetti dei grandi problemi tra Stati si occupano direttamente i governanti, che ormai ,viaggiando a più non posso con jets supersonici, possono essere dovunque e ,spesso , un pò pieni di sé , trattano i loro ambasciatori come camerieri o, nel migliore dei casi, come maggiordomi. E allora che fare ? Dicono ai loro rappresentanti permanenti ; occupatevi del sottobosco e diteci tutte le cose , su cui ridere o piangere, ma… non le banali . E così qualche “cameriere” del Dipartimento di Stato americano, deluso per la sua professione che immaginava alta e quasi mistica, ha sfornato tonnellate di “cables”, provenienti da tutto il mondo . Forse, per ora almeno, mancano solo quelli del Vaticano. Tutti cables esilaranti ( allegri, tristi, gai e seriosi , che siano ), tratti da colloqui confidenziali o festaioli e da media locali, interpretati e sintetizzati… in bella copia , per così dire..
Finalmente quando si accettano le credenziali di un ambasciatore americano, si sa che viene solo per divertirci. Non vale la pena parlarci seriamente. Dopo Wikileaks il Dipartimento di Stato potrà solo riorganizzarsi con comici professionisti, lasciando da parte barbe e baffi finti.
Il problema è se anche le altre ambasciate lavorano sugli stessi temi e con gli stessi metodi . Se così fosse , la diplomazia internazionale potrebbe essere infine uno spettacolino cabarettistico niente male : altro che i nostri Sant’Oro televisivi !
Il ministro Frattini ha detto che Wikileaks è l’ 11 settembre della diplomazia mondiale ! Ma, signor ministro , ci lasci divertire ; ci dia altre tonnellate di cables degli Stati di tutto il mondo, non solo quelli americani. Montiamo uno spettacolo, un circo multi-etnico , da far girare per il globo terracqueo ( anche nelle navi da crociera ).
E lasciamo montare il suo cabaret anche ad Assange, un po’ libertino, come sembra piacere a lui ; noi potremmo contribuire al successo del suo locale, fornendo alcuni intrattenitori, maschi e femmine, gossippari di razza . E fornendo anche qualche meraviglioso rappresentante del nostro popolo , che chiede di discutere nel glorioso Parlamento italiano degli ormai mitici “cables” americani.
mercoledì 1 dicembre 2010
No a la qualunque
Ama la politica come te stesso
Non nominare la politica invano
Non insultare la politica
Ascolta prima di parlare
Leggi prima di scrivere
Rispetta il passato e disegna il futuro
Chi viola questi comandamenti...in galeraaa!!!
Batti becco
Prima serata in TV pubblica. Un segaligno giovane “giornalista” ,occhialuto ridens, passeggia nervosamente tra qualche ospite, impoltronato di qua e di là dalla sua passerella . Ospiti non da “tre palle e un soldo”: un ex capo di partito e vice premier, un capo delle banche, un capo di Regione, un quasi direttore di giornale, un accademico e il figlio di un giornalista, giornalista anche lui. E ovviamente qualcuno da New York , caput mundi. Il nocciolo della trasmissione ? Le conseguenze dello sputtanamento di Berlusconi nella vicenda Wikileaks ( nel mondo italiano normale, parola assolutamente irripetibile ).
Mettiamo da parte il capo delle banche , che ha fatto prediche economiche ovvie e condivisibili da tutti, senza occuparsi di Wiki ( che da oggi non è più una escort ).
Mettiamo da parte anche i sermoni politici dell’ex capo di partito, che da più di trenta anni seguita a fare il suo mestiere , il solo che ha imparato , anche se maluccio ( in confronto ai suoi maestri, la mitica direzione comunista del dopoguerra e boom economico successivo ); voleva anche esportarlo in Africa ; poi ci ha ripensato e sembra che abbia solo preso un pied à terre nella Grande Mela.
C’è stata invece una schermagliatina tra il capo della Regione Piemonte , Cota e il pensatore ufficiale del futuro italiano, tal Campi. Su cosa ? Con Berlusconi gli americani ci vogliono più o meno bene ? Questo il tema.
Cota dice che è sicuro che gli americani ci vogliono molto bene, perché il loro ambasciatore è andato a trovarlo e glielo ha detto, nel suo ufficio di Torino ( dove, peraltro, si fanno sempre, con la sua presidenza, grandi cose e tutte bellissime ). Campi, di grandissimo lignaggio culturale e accademico ( o no ? ), dice al contrario che, secondo le sue fonti , con Berlusconi l’Italia è messa malissimo con gli USA. Battibecco tra i due ; dimmi le tue fonti ; le mie sono migliori delle tue; e …bla bla… Il mio è più lungo del tuo , dicevano una volta i ragazzini in strada ; senza scomodare nessuno e “agratis”.
Dieci ore più tardi il segretario di stato USA ha dichiarato che il miglior amico degli USA è Berlusconi. Quindi Campi, “maitre à penser”neo-italico, ce l’ ha più corto.
E ora che gli americani ci vogliono più bene, siamo più contenti, esilarati, eccitati ?
Io piangio…e spengo la mia ( ne possiedo circa lo 0,0005 %) TV.
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