viaaaa!!!

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mercoledì 6 ottobre 2010

...per muovermi mi sono mosso...

Dal 1 ottobre 2009 al 30 settembre 2010 ho fatto:

- 1095 Km a piedi ( da solo )

- 263 metri a nuoto ( da solo con stili diversi )

- 238 Km in bici ( assistito dalla Gitana )

- 1552 Km in moto ( con Mamoto )

- 9720 Km in auto ( con varie specie )

- 37,5 Km in cingolata ( con la Brillante )

- 253 miglia marine in barca ( con la Ya Ma )

Per muovermi, mi sono mosso.

venerdì 1 ottobre 2010

Republicain

“Repubblicano”; a chi capita di sentire le informazioni politiche francesi questo aggettivo viene rivendicato con cadenza quasi ossessiva. Sul momento la reazione è semplice: ovvio, non sono “monarchici”. Invece “repubblicano” in politichese d’oltralpe significa un’altra cosa; dicesi repubblicano colui che crede nella triade “liberté , egalité, fraternité”, nella “dichiarazione dei diritti dell’uomo” , nella laicità e universalità dello Stato. Quindi i cosiddetti valori repubblicani oggigiorno sono un bell ‘ impegno !


Finché la gente si muoveva poco , la Francia riceveva emigranti ed esuli politici con una certa facilità e con un certo orgoglio. Lentamente si è però trovata ad affrontare problemi nuovi. Innanzitutto i figli degli immigrati hanno cominciato a prendere in mano il Paese ; il Presidente è di origine ungherese; uno di capi dell’opposizione è spagnolo e francese solo dal 1982 , per non parlare di italiani ( a cominciare dalla première dame ), di nord africani, di portoghesi e così via. Quindi la vecchia Francia comincia a non sentirsi più a casa propria; e allora vuol discutere sulla cosiddetta identità nazionale e sulla immigrazione ; la quale immigrazione non è più ( ormai da tempo ) un semplice fenomeno demografico, ma costituisce una mini invasione , derivante dagli esodi dei popoli poveri verso le aree ricche del mondo; con tutte le conseguenze del caso, sociali, culturali e giuridico-istituzionali. Finché erano problemi degli altri, in particolare di italiani e spagnoli, primo fronte dell’immigrazione, la Francia era “repubblicana”… Poi sulla propria pelle, nelle grandi periferie urbane, negli accampamenti nomadi ( definiti in termini chic “ gens de voyage”), nelle carceri e nei luoghi di religione , i francesi si sono trovati … assediati dagli “stranieri”; e allora, in termini razionali e decisi, come è nella loro tradizione, hanno preso in mano il problema. E non c’è destra e sinistra nei fatti. Sindaci di destra e di sinistra hanno puntato l’indice sulle immigrazioni irregolari, a cominciare ( in priorità disse il Governo ) da quelle nomadi, maggiormente legate alla delinquenza. Naturalmente i Partiti sono gli uni contro gli altri ; ma gratta , gratta, la pensano nello stesso modo; che poi è l’unico possibile: gli immigrati irregolari devono andar via. Non solo; il Governo propone che anche chi ha avuto la nazionalità francese ed è colto a commettere azioni illecite contro lo Stato ( polizia in genere e luoghi pubblici ), è soggetto a revoca della nazionalità stessa. Ancora grandi dibattiti tra politici e uomini di cultura; ma il popolo della vecchia Francia avverte il problema e vuole provvedimenti.

A dar manforte a questa vecchia Francia , viene ora la Commissione europea, che si permette di “sanzionare” la Nazione. Apriti cielo ! Portoghesi, lussemburghesi e quant’ altro ( Commissari europei ), si guardino in casa propria , prima di far prediche alla Francia “repubblicana” ! Naturalmente l’opposizione cavalca le pretese europee, in funzione anti-governativa; ma è difficile che ne tragga un gran vantaggio ; perché la Francia popolare, quella delle radici e dell’orgoglio nazionale, mal si adatta a sottostare a prepotenze , raccomandazioni o sermoni, che vengono da fuori.

L’aggettivo “repubblicano” dovrà essere ridiscusso, nel suo significato; d’altronde dal 1789 ad oggi tanta acqua è passata sotto i ponti della Senna.

Pubblicato da " L'Occidentale" il 1 ottobre 2010

lunedì 27 settembre 2010

La Gitana



Essa è la mia badante ; mi assiste...nella pedalata

giovedì 23 settembre 2010

La decrescita


Richard Cagny era un bravo imprenditore francese; ad un certo punto si è stancato; ha chiuso l’azienda e ha raggiunto l’ associazionismo per lo sviluppo “decrescente”.


“Ho scelto i figli e la famiglia. Lavoro solo quando ne ho bisogno. Il mito della crescita infinita in un mondo dalle risorse finite deve essere rivisto”.

Cagny ha partecipato assieme ad altre 200 persone al “quinto incontro estivo per la decrescita”. C’erano professori, ambientalisti, barboni,associazioni per il baratto locale, invece della moneta,o per il mantenimento di una agricoltura contadina, politici neo-rivoluzionari e così via. Si sono divertiti il 28 agosto a Marlhes, in Francia.

Naturalmente la bestia da abbattere è stato lo sporco capitalismo, che “sviluppa l’accumulazione di beni inutili” . Hanno mangiato, bevuto e cantato.

Dall’altra parte dei mari più di 4 miliardi di persone non conoscono il termine “decrescita”; la vivono, la soffrono e ci muoiono sopra.

giovedì 16 settembre 2010

Chiesa pagana

I vescovi italiani si sono arrabbiati , perché il Governo non avrebbe sufficientemente protetto un peschereccio di Mazara del Vallo, mitragliato, senza conseguenze, da vedette libiche. Le versioni sull’incidente discordano; poco importa ; per fortuna tutto è finito bene.


Non ci sono grandi reazioni all’intervento della CEI sull’episodio. Ormai sembra che la voce della Chiesa non sia più ascoltata come una volta. Un motivo ci deve essere. La sensazione è che essa sempre più si allontani dalla sua missione e dal suo lavoro ; che il potere temporale prevalga nettamente su quello spirituale. E quindi che il prete politico prevalga su quello religioso.

Nei fatti : mentre la CEI si occupa del peschereccio, in Belgio scoppia un nuovo scandalo di dimensioni enormi per la Chiesa, in tema di pedofilia e di violenze clerico- sessuali; il Papa va in Inghilterra e Scozia tra polemiche inverosimili per il tipo di presenza della Chiesa in quelle antiche terre. Ma la CEI si occupa del peschereccio e di Berlusconi.

Per chi vive e vede il problema di una fede e di una religione, queste gesticolazioni dei vescovi e delle aristocrazie ecclesiastiche risultano sempre più indecorose e pagane.

mercoledì 15 settembre 2010

Rom: dal Lussemburgo con amore

“Bizarre !” dicono in Francia. Il Governo di centro-destra aveva deciso , mantenendo un impegno elettorale, di espellere i clandestini dalla Francia. In questo quadro il capo di gabinetto del ministro degli interni il 5 agosto scorso scrisse una circolare rivolta ai prefetti, per far smantellare i campi nomadi illegali, a cominciare da quelli dei rom. La circolare esce nei giornali ora : putiferio; governo razzista, misura illecita, violati i sacri principi dei “ diritti del’uomo”, di cui la Francia si professa madre. Oggetto della bagarre ; il riferimento ai rom è un atto razzista. Non solo; il Ministro dell’immigrazione nega di aver saputo della circolare ; quindi si accusa il Governo o di mentire o di essere in confusione. Il ministro degli Interni allora fa di suo pugno una nuova circolare , confermando la vecchia e levando il riferimento ai rom.


Il parlamento europeo aveva già approvato una mozione di censura sull’operato della Francia per le espulsioni dei rom dal proprio territorio.

Ora interviene la vice-presidente e commissaria europea alla giustizia, Viviane Reding. Se la prende con la Francia “ Ora basta !” “ E’ una vergogna ! E’ una situazione che non credevo potesse succedere in Europa dopo la seconda guerra mondiale” ; riferimento dunque alle deportazioni di popoli o razze? Infatti : “la discriminazione basata sull’origine etnica o la razza non ha posto in Europa. Essa è incompatibile con i valori sui quali è fondata l’ Unione Euorpea “.

Viviane Reding è lussemburghese, giornalista ; deputato europeo per il partito cristiano-sociale ( centro destra in Lussemburgo ); carriera in Commissione a Bruxelles.

Commenti.

1. La Francia come ogni Stato di diritto rifiuta le illegalità nel proprio territorio e agisce di conseguenza.

2. Il riferimento ai rom è semplicemente dovuto al fatto che i campi nomadi ospitano in prevalenza etnie rom.

3. Le statistiche sulla delinquenza in Francia attribuiscono ai rom un peso crescente e ai loro accampamenti abusivi un ruolo di ricettacolo del malaffare.

4. Il governo rumeno ha avuto dalla UE forti aiuti monetari per riaccogliere i propri emigrati illegali nell’Unione.

5. I governi francese e rumeno hanno già concordato il da farsi per questi movimenti migratori illegali tra i due Paesi.

6. Sono probabilmente vere le bugie e le confusioni nel governo francese ; orribili segnali di forma , anche se apparentemente non di sostanza.

7. Viviane Reding si è mossa forse perché si è sentita presa in giro dalle contraddittorie dichiarazioni di esponenti governativi francesi ; non per questo tuttavia poteva sparare con il cannone su un passerotto ( probabilmente la signora non conosce né il cannone né il passerotto).

8. L’astuto Chon Bendit , deputato europeo francese, se l’è presa con le bugie e la confusione del proprio governo, sorvolando sulla sostanza.

9. Nella Destra francese è in atto uno scontro tra Sarkozy e lo chiracchiano ex primo ministro Villepin; che la Reding, vista la sua origine di centro destra , sia della partita ?

L’episodio è avvilente in sé . Ma poi vien da pensare ; quanta gente dobbiamo mantenere a pestare acqua nel mortaio ? Può durare a lungo così ? E’ questa l’Europa dei cittadini e degli Stati di diritto, fraternamente uniti ?

pubblicato da " L' Occidentale" il 15 settembre 2010

giovedì 26 agosto 2010

Esodo

Da qualche decennio ormai si parla di esodo, non più di migrazione: dalle aree povere a quelle ricche , che, attraverso lo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, sono sempre più a drammatico contatto.

Questo esodo deve essere governato, se si vogliono evitare catastrofi cosiddette umanitarie ; e se si vuole anche evitare lo sporco sfruttamento che il fenomeno può implicare e sta implicando. Il governo di questi movimenti migratori di massa è nazionale, ma dovrebbe essere spostato progressivamente su aree multinazionali e internazionali, nei Paesi di partenza e in quelli di arrivo.

Con queste ovvie premesse, non si capisce l’intervento della Chiesa in materia, con la retorica del “vogliamoci bene”. Essa predica ai Governi “ricchi”, sanzionandone interventi e politiche. Con quale autorità ? Quella morale, che è l’unica alla quale può riferirsi ? Per avere un potere morale, bisogna innanzitutto dimostrare di … meritarlo. Ogni cittadino del Vaticano ospiti nel suo Stato ricchissimo almeno un povero emigrante o meglio ancora una famiglia di poveri emigranti ; e poi ogni parrocchia faccia lo stesso; ogni Chiesa; ogni canonica; ogni comunità religiosa; ogni monastero, ogni abbazia ;ogni ufficio ;ogni palazzo , villa o immobile di proprietà ecclesiastica.  Già qualche decina di migliaia di immigrati potrebbero trovare una giusta e laboriosa ospitalità: molti, ma molti di più di quelli a cui il Papa ha fatto riferimento vago nella sua omelia dal balcone della sua meravigliosa residenza estiva di Castelgandolfo. Dopo vengano le prediche; non quelle politiche per favore; né quelle amministrative. Sarebbe facile per noi laici fare prediche politiche e amministrative sul Vaticano; le evitiamo,quando possibile, con rispetto. Chiediamo la reciprocità.” Non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatto a te”.La Chiesa , che si vuole custode del precetto, non chieda agli altri quello che Lei non vuol fare a sé stessa. E noi invece nel rispetto di questo principio chiediamo agli altri quello che domandiamo a noi stessi ; il rispetto delle nostre Leggi di convivenza civile.

Sull’immigrazione dunque le scelte da fare sono semplicissime; si vuole o no far rispettare una Legge ? Si può accettare un’anarchia sui movimenti di popolazioni , se pur bonaria o buonista quanto si voglia ? Si discutano le Leggi; le si cambino; le si concordino tra Stati e tra continenti:si amino e si rispettino i poveri e i diseredati ; ma le regole devono esserci , a difesa di tutti; di chi parte con disperazione e di chi ospita, a volte anche con grande sacrificio , personale o collettivo che sia.

25 agosto 2010

mercoledì 16 giugno 2010

Merkel Sarkò 2-0



Finalmente si sono incontrati. Lo scorso 14 giugno, con una settimana di ritardo, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ricevuto a Berlino il presidente francese Nicolas Sarkozy. L’incontro, ufficialmente finito bene, in realtà si è concluso con una netta vittoria tedesca per due a zero. Perché? La Francia voleva un direttorio economico dell’Unione europea che non ha ottenuto: niente nuovi organismi, solo un coordinamento tra le politiche economiche dei 27 Paesi membri (neanche dei 16 dell’area euro, come aveva invece chiesto Sarkò).

La Francia avrebbe voluto una politica monetaria non dipendente dai rigori della Bundesbank e dalla BCE guidata dal connazionale Trichet, poco amato dal presidente francese. La Merkel, d'altro canto, vuole imporre rigore ferreo per tutti: addirittura ha proposto una modifica della propria Costituzione, per inserirvi la regola che il debito pubblico non può superare lo 0,35% del PIL e ha chiesto che tutti i Paesi euro, compresa la Francia, facciano lo stesso (e Bayrou, il Casini francese, s’è affrettato a dire in Tv che è quanto lui sta predicando da anni).

E’ pur vero però che nei giorni scorsi era passata la linea francese del rigore – più sociale che monetaria –, costringendo la BCE di Trichet a stampare euro per coprire il buco greco e quindi a svalutare, anche se di poco, la moneta europea (portando da 1,40 circa a 1,20 circa la parità col dollaro americano). Per tutta risposta la Germania ha preso da sola l’iniziativa di colpire duramente le speculazioni finanziarie su titoli e assicurazioni di Stato, determinando un raffreddamento nei rapporti con la Francia. E Sarkò, dal canto suo, s’è limitato a lasciar passare.

Nell’incontro di Berlino, però, i due leader hanno trovato l’intesa e hanno deciso che, durante il prossimo vertice europeo del 17 giugno e al G20 di Toronto, verranno chiesti alcuni provvedimenti speciali per i mercati finanziari e per le transazioni bancarie (si pensa ad una dichiarazione generica, a meno che non venga ripreso da tutti il provvedimento tedesco già predisposto al di fuori di ogni consultazione europea). Per di più, la coppia franco-tedesca ha anche concordato che gli Stati Ue che non rispetteranno i tetti di deficit ammissibili verranno privati del diritto di voto in seno agli organi direttivi dell’Unione.

Ma dietro ogni contrasto, in realtà, si nascondono le discrepanze sulla gestione dell’euro. Da un lato c’è la posizione conservatrice pura e dura per una politica di stabilità draconiana (e semmai di rivalutazione della moneta comune) spinta dai cosiddetti ricchi europei, in primis i tedeschi. Dall’altro c’è la posizione che auspica una politica monetaria più a servizio dello sviluppo e delle esigenze sociali, più flessibile e governabile in funzione dei fabbisogni (il direttorio europeo proposto da Sarkozy probabilmente voleva andare in questo senso).

A complicare l’austero incontro Merkel-Sarkò, si stanno palesando numerose vicende interne ai due Paesi e all’Unione stessa. In Germania, per esempio, la Merkel sembra in caduta libera nei sondaggi; la sua coalizione si sta sbriciolando, tra e dentro ai singoli partiti: i democristiani della CDU, la CSU bavarese e i liberaldemocratici della FDP non trovano un accordo sul servizio di leva (la cui soppressione è stata proposta dal potente ministro della Difesa Zu Guttenberg ed è osteggiata dallo Stato Maggiore CDU della Merkel), sull’energia elettronucleare, sulla riforma del finanziamento delle casse malattie e persino sul piano fiscale.

A Sarkozy in Francia le cose non vanno molto meglio: nel 2012 i francesi dovranno ritornare alle urne per rieleggere il presidente e per le strade si sente già l’odore di campagna elettorale. L’Europa poi comincia a essere percepita come un peso, a meno che non sia governata dalle volontà francesi. Intanto, la demagogia delle proposte ricomincia a far capolino (lavorare meno, lavorare tutti; meglio essere che avere; colpite le rendite e gli alti papaveri, non la povera gente; e addirittura “non berlusconizzate il Paese”), e Sarkò sa che non può minimizzare l’opposizione che, tra l’altro, naviga anche dentro la sua propria maggioranza. Per di più, i sondaggi vedono anche l’inquilino dell’Eliseo in forte calo.

A tutto questo si aggiungono i risultati delle elezioni in Olanda che hanno visto la grande affermazione della destra nazionalista. In Belgio, il regionalismo fiammingo comincia a far discutere su un’eventuale confederazione belga con i cantoni Valloni e Fiamminghi o, addirittura, sull’esistenza stessa del Paese. C’è chi parla infatti della separazione tra le due comunità, con i valloni incamerabili dai francesi (almeno è quanto sostiene l’ex ministro francese degli Interni Chevenement) e le Fiandre annettibili come provincia più o meno autonoma dei Paesi Bassi. Ciliegina sulla torna, poi, il fatto che il Belgio a luglio prenderà in mano la presidenza dell’Unione Europea. Ci saranno forse provvisori pateracchi, ma certo il quadro complessivo dell’area euro, dalla coppia Merkel -Sarkozy alla coppia valloni-fiamminghi, non pare affatto incoraggiante.

pubblicato da "L'Occidentale" il 16 giugno 2010

mercoledì 2 giugno 2010

Bersani e le tasse

Oggi Bersani ha confermato quello che ieri disse il giornalista Giannini, di Repubblica, di De Benedetti ; Berlusconi è per l'evasione fiscale, perché tempo fa disse che aumentare le tasse significa incoraggiare la gente o a scappare o a non pagarle. Disse in sostanza che De Benedetti era andato in Svizzera , per pagare meno tasse ; o no ? La comprensione di questi problemi da parte di Bersani è divertente ; non ci resta che sperare che lui e i suoi cari, compreso Giannini, almeno le tasse le paghino sul serio .

I Poveri e i Ricchi

C’è un nuovo quartetto nella realtà musicale italiana: “ I Poveri e i Ricchi”. Cantano Dalema-Bersani- Vonpeter-Bindi ; sono i ricchi che si rivolgono ai poveri. E ripetono un ritornello banale e paradossale nelle loro ugole; “levate ai ricchi e date ai poveri”; già : alcune volte è anche possibile : ci sono i Paperon dei Paperoni e i Paperini; Robin Hood nella sua foresta; i tiranni e gli schiavi; Gesù Cristo e i peccatori. Ma quando si vive in una democrazia partecipata, con elettori ed eletti; partiti e sindacati; controllori e controllati, e così via ; quando questa democrazia fa parte di un mondo democratico molto più grande, fatto da qualche miliardo di persone che vivono in un sistema capitalistico-sociale e in un mercato “globale”, come dicono; quando la regola per tutti è che il capitale e il lavoro sono liberi, nel rispetto delle Leggi nazionali e sopranazionali ; allora “togliere ai ricchi per dare ai poveri” puo’ suonare come un’ennesima falsa scorciatoia demagogica. Che significa ? Aumentare le tasse ai più ricchi; certo, nel limite della “competitività”dei sistemi democratici. Già ; perché ,oltre questi limiti, i ricchi se ne vanno altrove con i propri averi e le proprie idee di vita, di politica e di morale. Lo stesso produttore del quartetto “ I Poveri e i Ricchi” non si è forse …ritirato tra i monti svizzeri ? Oggi in Italia le tasse sui redditi alti sono al limite della competizione internazionale ; o no ? E allora le aumentiamo ancora ? E i nostri ricchi ? Confischiamo i loro beni e averi ?

Solo il dover parlare di queste idiozie fa venire l’orticaria. Mentre lottare contro gli sprechi pubblici ( quelli che paghiamo tutti noi ) e contro l’evasione fiscale , è roba complicata tecnicamente, politicamente e socialmente ; e bisogna metterci le mani, in ogni modo, al di là di necessità ed emergenze congiunturali. Ci sono errori nelle proposte del Governo ; ne possiamo vedere non uno , ma anche molti, per eccessi o omissioni; possiamo avere idee diverse su come battersi nelle due battaglie contro gli sprechi e contro l’evasione , che è diventata ormai un sistema ; e su queste idee diverse il Paese dovrebbe confrontarsi , con apertura, umiltà, rispetto e partecipazione : non solo : su queste diversità di proposte civili dovrebbero nascere maggioranze e minoranze, nel rispetto reciproco.

Vedendo il quartetto “I Poveri e i Ricchi”, sembra invece di essere tornati alla clava; per l’ignoranza , per il becerume,per l’integralismo predicatorio. E se chiedessimo loro di dire cosa stanno predicando , sicuramente risponderebbero “ e che ne so cosa sto predicando !” . L’importante è che Berlusconi vada via . Tutto il resto non c’è.

E’ possibile affidare loro l’Italia ? Certo che no ! E’ triste , ma questo Paese non ha più opposizione; o peggio ; ha un’opposizione pericolosa per tutti noi.

dal "Predellino" del 2 giugno 2010