Che cosa è il senzafrontierismo ?
E' una multinazionale mascherata in confraternita
viaaaa!!!
domenica 11 marzo 2018
giovedì 1 marzo 2018
Il PD socialista
Il segretario del PD , che è nel Partito Socialista Europeo, dice in TV che il socialismo non rientra tra i suoi ideali..
già !
già !
I ministri di Di Maio
Di Maio sta a raccattare piante nell'orto ; non nel bosco. E le presenta come trofei colorati.
lunedì 26 febbraio 2018
Mondializzazione ?
startmag 25 febbraio 2017
Si è parlato molto in questi giorni di aumento del record delle esportazioni italiane, traino per lo sviluppo. Proviamo a capirne di più. L’export è cresciuto tra il 2016 e il 2017 di 31 miliardi di euro, da 417 a 448 (+7,4 %). Un buon risultato dovuto soprattutto a macchinari, medicinali, abbigliamento e pelletterie varie.
La cosa curiosa tuttavia è che normalmente per capire i trend del commercio estero si valutano assieme i valori di importazioni ed esportazioni; in questo periodo si è invece parlato solo delle seconde (come se in un’azienda, che vive di costi e ricavi, si parli solo di aumento del fatturato per dire che le cose vanno bene). In effetti a fronte di un aumento del 7,4 % dell’export, si è anche registrato un boom dell’import, da 367 a 401 miliardi di euro (+9%), con un saldo, in diminuzione, di 3 miliardi circa (da 50 a 47 miliardi).
L’Italia è un Paese manifatturiero, povero di risorse, che basa la sua economia produttiva sulla trasformazione di materie che il più delle volte vengono dall’estero. Potrebbe così, per esempio, avere un senso vedere l’andamento del rapporto tra importazioni ed esportazioni e non solo una delle due voci: fatto 100 il valore delle importazioni, abbiamo esportato 94 nel 1990, 106 nel 2000, 91 nel 2010, 112 nel 2017; cioè cifre attorno al 100 nel lungo periodo. E per capire meglio come stia andando il commercio estero del Paese, dovremmo anche analizzare i dati depurandoli dal grande deficit energetico, strutturale in Italia.
Potremmo fare meglio? Potrebbero la politica, il Parlamento e il Governo incidere per un rafforzamento stabile delle esportazioni sulle importazioni? Probabilmente sì, rinunciando a principi di moda come la “mondializzazione” sostenuta dalla finanza più che dall’economia – come un destino ineluttabile dell’umanità (sebbene quasi tutta questa “umanità” non sia affatto mondializzata) – o la lotta all’intervento dello Stato sull’economia del proprio Paese.
Particolarmente complesso sarebbe affrontare nello specifico la bilancia commerciale italiana. Qui vale la pena solo segnalare i dati più macroscopici del deficit commerciale, per merceologia e per aree geografiche. Gli autoveicoli sono la prima voce delle nostre importazioni (32 miliardi circa) e la seconda delle nostre esportazioni (23 miliardi circa), con un deficit commerciale di 9 miliardi circa. Siamo altresì deficitari, tra l’altro, nel settore della chimica (10 miliardi), dei metalli (7 miliardi) e della siderurgia (10 miliardi circa); per non dire dei 21 miliardi del petrolio.
Abbiamo disavanzi commerciali, tra l’altro, con la Germania (8 miliardi circa) e l’Olanda (11 miliardi circa, dato che dovrebbe essere approfondito, poiché potrebbe contenere più attività di trading che di produzione) e poi con Cina (15 miliardi circa), India (1 miliardo), Russia (3 miliardi). Si è parlato dei deficit e non dei surplus, per evidenziare solo alcuni dei problemi più attuali della nostra bilancia commerciale, al di là dei buoni risultati delle nostre esportazioni.
In conclusione: si potranno rivedere le regole e le ragioni degli scambi commerciali tra i Paesi? O tutto sarà lasciato al destino del libero mercato? La politica economica degli Stati nel commercio internazionale potrà ancora esistere o è solo una vecchia strumentazione da “rottamare”
Marcello Inghilesi
Marcello Inghilesi
sabato 27 gennaio 2018
martedì 12 dicembre 2017
La solitudine
La solitudine ti fa ascoltare l’anima e spegnere le luci finte
«La solitudine ti fa ascoltare l’anima e spegnere le luci finte.»
Raffaele Morelli, La felicità è qui

Solitudine
«È necessaria una cosa sola: solitudine, grande solitudine interiore. Volgere lo sguardo dentro sé e per ore non incontrare nessuno: questo bisogna saper ottenere. L’amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano» Rilke
“La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.”
Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung
«…il trovarsi soli con il proprio Sé, o qualsiasi altro nome si voglia dare all’oggettività dell’anima. Essi devono esser soli, non c’è scampo, per far l’esperienza di ciò che li sorregge quando non sono più in grado di sorreggersi da sé. Soltanto questa esperienza può fornir loro un fondamento indistruttibile.»
Jung in “Psicologia e Alchimia”
Jung in “Psicologia e Alchimia”
Libri e varie...
«La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili. La solitudine cominciò con le esperienze dei miei primi sogni, e raggiunse il suo culmine al tempo in cui mi occupavo dell’inconscio. Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è piùsensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con gli altri.»
C.G. Jung – Ricordi, Sogni, Riflessioni
C.G. Jung – Ricordi, Sogni, Riflessioni
«Il soggetto umano è cambiato: l’intimità e la solitudine hanno perduto il loro valore, le qualità individuali sono divenute sempre più di tutti, il singolo ricerca la collettività, la moltitudine, spesso parossistica musica, l’espressione del noi invece che espressione dell’io.»
Roland Barthes
Roland Barthes
«Quindi nella solitudine c’è una percezione maestra che ci indica la via. Nella nostra cultura, la solitudine non è più vista come una saggia maestra che ci indica la via. Nella nostra cultura, la solitudine non è più vista come una saggia maestra di vita, non è più un’alleata.Per noi la solitudine è una maledizione, quando dovrebbe essere invece accolta come una buona notizia. Che ci aiuta a indagare e a scoprire chi siamo.»
Raffaele Morelli, La felicità è qui
Raffaele Morelli, La felicità è qui

Solitudine, tramonto sulla scogliera
«L’uomo cosmico non può temere la solitudine, perché nel cosmo non si è mai soli. […] Quell’energia che genera l’essere che sei, non si perde mai. E’ sempre lì, è sempre stata lì. Non siamo mai soli.»
Raffaele Morelli, La felicità è qui
Raffaele Morelli, La felicità è qui
«Pensiamo che la nostra solitudine nasca dall’assenza di relazioni o da relazioni sbagliate. Abbiamo perso di vista la parola “solitudine” e il suo vero significato, perché ci siamo identificati esclusivamente nelle relazioni che intratteniamo. E una volta compromesse ci ritroviamo nel deserto.»
Raffaele Morelli, La felicità è qui
Raffaele Morelli, La felicità è qui
«I veri grandi spiriti costruiscono, come le aquile, i loro nidi a grandi altezze, nella solitudine.»
Arthur Schopenhauer
Arthur Schopenhauer
«Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. La nostra civiltà ci ha così coinvolti negli aspetti esteriori della vita, che poco ci rendiamo conto di questo bisogno. Eppure la possibilità che offre, per una completa realizzazione individuale, sono state messe in rilievo dalle filosofie e dalle religioni di tutti i tempi. Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori, ed anzi, l’incapacità di una solitudine costruttiva è per se stessa un segno di nevrosi. Il desiderio di star soli è un sintomo di distacco nevrotico, soltanto quando l’associarsi alla gente richiede uno sforzo insopportabile, per evitare il quale la solitudine diviene l’unico mezzo valido».
Karen Horney “Our Inners Conflicts”
Karen Horney “Our Inners Conflicts”
«…tradire la propria solitudine può rivelarsi estremamente pericoloso …. Si cerca un altro, un punto esterno a noi, per soffocare la tristezza, per avvolgere la solitudine: prevalgono la paura e l’ansia […] Non c’è nulla di patologico nel cercare incoraggiamento nell’amicizia e nell’amore degli altri, direi anzi che si tratta di una manifestazione di piena salute; è di altro, però che stiamo parlando, dell’incapacità totale di fondare la propria esistenza intorno a un centro interiore e della compulsione a riempire sempre il proprio vuoto con punti di riferimento esterni, siano essi gli altri, il lavoro, le droghe e ogni altra forma di ‘addiction’. Il tradimento che questo modo di vita sottende si caratterizza come duplice: in primo luogo viene tradito il pianto dentro di noi, il pianto che si sforza penosamente di comunicarci qualcosa, proprio come un bambino inascoltato; in secondo luogo vengono traditi gli altri, quelli cui ci rivolgiamo per farci “riempire” un po’: in questo caso infatti per noi interessante è non tanto l’altro, con la sua umanità, ma il fatto che egli ci posa gratificare con la sua prestazione di presenza. … Ci interessa soltanto …soverchiare la tristezza con il rumore.»
Amare Tradire: Quasi un apologia del tradimento, di Aldo Carotenuto
Amare Tradire: Quasi un apologia del tradimento, di Aldo Carotenuto
«Cerca la solitudine: in essa troverai te stesso, e alla natura leverai l’immenso inno dell’amore.»
Ambrogio Bazzero, scrittore italiano dell’800
Ambrogio Bazzero, scrittore italiano dell’800
«Ho bisogno di solitudine, cioè di guarire, di tornare in me, di respirare un’aria libera, leggera, gioconda…»
F.Nietzsche, Ecce Homo
F.Nietzsche, Ecce Homo
«In ognuno, c’è qualcosa che non sarà mai compreso da nessuno. Questo qualcosa è la causa stessa della nostra solitudine, della solitudine che ci è connaturale. È questa solitudine rudimentale che dobbiamo accettare in primo luogo.»
Madeleine Delbrêl
Madeleine Delbrêl
«C’è una solitudine dello spazio
una solitudine del mare
una solitudine della morte, ma
sono tutte compagnia
paragonate a quell’altro spazio più nel fondo,
quella privatezza polare:
un’anima sola con se stessa
finita infinità.»
E.Dickinson
una solitudine del mare
una solitudine della morte, ma
sono tutte compagnia
paragonate a quell’altro spazio più nel fondo,
quella privatezza polare:
un’anima sola con se stessa
finita infinità.»
E.Dickinson
”Odio quelli che mi tolgono la solitudine senza farmi compagnia.”
Friedrich Nietzsche
Friedrich Nietzsche
“La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.”
L’anno della morte, di Ricardo Reis, Josè Saramago
L’anno della morte, di Ricardo Reis, Josè Saramago
Fonte: http://www.jungitalia.it
lunedì 18 settembre 2017
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