Sembra che Bersani abbia detto di aver avuto torto; il Berlusca non è una macchietta.
Se ne è accorto solo 16 anni dopo.
viaaaa!!!
domenica 10 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
La gioiosa macchina da guerra
Per loro la gioiosa macchina da guerra ( di cui sembra che ricorra un triste anniversario ) , fu il gaio strumento che doveva levare la libertà agli altri. A me la levarono; e dopo dieci anni mi chiesero scusa.
Per me la gioiosa macchina da guerra è “ la Brillante”, mia grande trattrice Fiat 355, con cui faccio tutto ; forse anche il caffè !
Per me la gioiosa macchina da guerra è “ la Brillante”, mia grande trattrice Fiat 355, con cui faccio tutto ; forse anche il caffè !
venerdì 8 ottobre 2010
I burattini
Nelle TV italiane ci sono teatrini unici al mondo. In sostanza ormai si esibiscono burattini, di vari colori vestiti, che fanno scene a randellate verbali. Uno apre la TV e ,a seconda dell’ora e della rete, può assistere , a suo piacimento, a botte degli uni contro gli altri , secondo copioni da teatrini di luna park. Tutto è prevedibile ; sarebbe come andare a vedere la squadra del cuore , che vince sempre 12 a 0 o talvolta, tanto per irridere, 12 a 1, fino a 3. Tutto sarebbe infantilmente divertente, se non fosse che :
- questi teatrini costano e non poco;
- non vengono pagati da quelli che li guardano, ma da tutti noi, contribuenti o consumatori che dir si voglia;
- ci sono solo in Italia ; in altri posti o ci sono teatrini unici a disposizione di chi comanda o normali commedie con interpreti, talvolta con buoni e cattivi e talvolta con dotte disquisizioni informative e culturali; solo in Italia c’è il teatro dei burattini in TV, quello bianco e quello rosso; qualcuno ha provato a farlo anche rosa;
- per le botte siamo passati dai sermoni di critica al vilipendio armato di bastoni contundenti, nascosti tra i panni; al momento ,per tacito accordo, i burattini non si toccano; si sfiorano soltanto, ululandosi le più atroci e volgari ingiurie; tra poco, probabilmente, verranno sfoderati i bastoni, dopo qualche manata.
Nella storia gli uomini si sono sempre divertiti a vedere la gente che se le da di santa ragione o per sport o per spettacolo. Ma i nostri burattini televisivi sono altra cosa; hanno i panni imbottiti di denaro: ostentano un mestiere pseudo-intellettuale comico: e presentano capacità recitative o comunicative dei veri burattini, di legno; la loro vita è segnata solo dai soldi che ricavano dalle botte date al burattino nemico; se questo non ci fosse , sarebbero semplicemente poveri, restando solo marionette: di legno.
- questi teatrini costano e non poco;
- non vengono pagati da quelli che li guardano, ma da tutti noi, contribuenti o consumatori che dir si voglia;
- ci sono solo in Italia ; in altri posti o ci sono teatrini unici a disposizione di chi comanda o normali commedie con interpreti, talvolta con buoni e cattivi e talvolta con dotte disquisizioni informative e culturali; solo in Italia c’è il teatro dei burattini in TV, quello bianco e quello rosso; qualcuno ha provato a farlo anche rosa;
- per le botte siamo passati dai sermoni di critica al vilipendio armato di bastoni contundenti, nascosti tra i panni; al momento ,per tacito accordo, i burattini non si toccano; si sfiorano soltanto, ululandosi le più atroci e volgari ingiurie; tra poco, probabilmente, verranno sfoderati i bastoni, dopo qualche manata.
Nella storia gli uomini si sono sempre divertiti a vedere la gente che se le da di santa ragione o per sport o per spettacolo. Ma i nostri burattini televisivi sono altra cosa; hanno i panni imbottiti di denaro: ostentano un mestiere pseudo-intellettuale comico: e presentano capacità recitative o comunicative dei veri burattini, di legno; la loro vita è segnata solo dai soldi che ricavano dalle botte date al burattino nemico; se questo non ci fosse , sarebbero semplicemente poveri, restando solo marionette: di legno.
mercoledì 6 ottobre 2010
...per muovermi mi sono mosso...
Dal 1 ottobre 2009 al 30 settembre 2010 ho fatto:
- 1095 Km a piedi ( da solo )
- 263 metri a nuoto ( da solo con stili diversi )
- 238 Km in bici ( assistito dalla Gitana )
- 1552 Km in moto ( con Mamoto )
- 9720 Km in auto ( con varie specie )
- 37,5 Km in cingolata ( con la Brillante )
- 253 miglia marine in barca ( con la Ya Ma )
Per muovermi, mi sono mosso.
- 1095 Km a piedi ( da solo )
- 263 metri a nuoto ( da solo con stili diversi )
- 238 Km in bici ( assistito dalla Gitana )
- 1552 Km in moto ( con Mamoto )
- 9720 Km in auto ( con varie specie )
- 37,5 Km in cingolata ( con la Brillante )
- 253 miglia marine in barca ( con la Ya Ma )
Per muovermi, mi sono mosso.
venerdì 1 ottobre 2010
Republicain
“Repubblicano”; a chi capita di sentire le informazioni politiche francesi questo aggettivo viene rivendicato con cadenza quasi ossessiva. Sul momento la reazione è semplice: ovvio, non sono “monarchici”. Invece “repubblicano” in politichese d’oltralpe significa un’altra cosa; dicesi repubblicano colui che crede nella triade “liberté , egalité, fraternité”, nella “dichiarazione dei diritti dell’uomo” , nella laicità e universalità dello Stato. Quindi i cosiddetti valori repubblicani oggigiorno sono un bell ‘ impegno !
Finché la gente si muoveva poco , la Francia riceveva emigranti ed esuli politici con una certa facilità e con un certo orgoglio. Lentamente si è però trovata ad affrontare problemi nuovi. Innanzitutto i figli degli immigrati hanno cominciato a prendere in mano il Paese ; il Presidente è di origine ungherese; uno di capi dell’opposizione è spagnolo e francese solo dal 1982 , per non parlare di italiani ( a cominciare dalla première dame ), di nord africani, di portoghesi e così via. Quindi la vecchia Francia comincia a non sentirsi più a casa propria; e allora vuol discutere sulla cosiddetta identità nazionale e sulla immigrazione ; la quale immigrazione non è più ( ormai da tempo ) un semplice fenomeno demografico, ma costituisce una mini invasione , derivante dagli esodi dei popoli poveri verso le aree ricche del mondo; con tutte le conseguenze del caso, sociali, culturali e giuridico-istituzionali. Finché erano problemi degli altri, in particolare di italiani e spagnoli, primo fronte dell’immigrazione, la Francia era “repubblicana”… Poi sulla propria pelle, nelle grandi periferie urbane, negli accampamenti nomadi ( definiti in termini chic “ gens de voyage”), nelle carceri e nei luoghi di religione , i francesi si sono trovati … assediati dagli “stranieri”; e allora, in termini razionali e decisi, come è nella loro tradizione, hanno preso in mano il problema. E non c’è destra e sinistra nei fatti. Sindaci di destra e di sinistra hanno puntato l’indice sulle immigrazioni irregolari, a cominciare ( in priorità disse il Governo ) da quelle nomadi, maggiormente legate alla delinquenza. Naturalmente i Partiti sono gli uni contro gli altri ; ma gratta , gratta, la pensano nello stesso modo; che poi è l’unico possibile: gli immigrati irregolari devono andar via. Non solo; il Governo propone che anche chi ha avuto la nazionalità francese ed è colto a commettere azioni illecite contro lo Stato ( polizia in genere e luoghi pubblici ), è soggetto a revoca della nazionalità stessa. Ancora grandi dibattiti tra politici e uomini di cultura; ma il popolo della vecchia Francia avverte il problema e vuole provvedimenti.
A dar manforte a questa vecchia Francia , viene ora la Commissione europea, che si permette di “sanzionare” la Nazione. Apriti cielo ! Portoghesi, lussemburghesi e quant’ altro ( Commissari europei ), si guardino in casa propria , prima di far prediche alla Francia “repubblicana” ! Naturalmente l’opposizione cavalca le pretese europee, in funzione anti-governativa; ma è difficile che ne tragga un gran vantaggio ; perché la Francia popolare, quella delle radici e dell’orgoglio nazionale, mal si adatta a sottostare a prepotenze , raccomandazioni o sermoni, che vengono da fuori.
L’aggettivo “repubblicano” dovrà essere ridiscusso, nel suo significato; d’altronde dal 1789 ad oggi tanta acqua è passata sotto i ponti della Senna.
Pubblicato da " L'Occidentale" il 1 ottobre 2010
Finché la gente si muoveva poco , la Francia riceveva emigranti ed esuli politici con una certa facilità e con un certo orgoglio. Lentamente si è però trovata ad affrontare problemi nuovi. Innanzitutto i figli degli immigrati hanno cominciato a prendere in mano il Paese ; il Presidente è di origine ungherese; uno di capi dell’opposizione è spagnolo e francese solo dal 1982 , per non parlare di italiani ( a cominciare dalla première dame ), di nord africani, di portoghesi e così via. Quindi la vecchia Francia comincia a non sentirsi più a casa propria; e allora vuol discutere sulla cosiddetta identità nazionale e sulla immigrazione ; la quale immigrazione non è più ( ormai da tempo ) un semplice fenomeno demografico, ma costituisce una mini invasione , derivante dagli esodi dei popoli poveri verso le aree ricche del mondo; con tutte le conseguenze del caso, sociali, culturali e giuridico-istituzionali. Finché erano problemi degli altri, in particolare di italiani e spagnoli, primo fronte dell’immigrazione, la Francia era “repubblicana”… Poi sulla propria pelle, nelle grandi periferie urbane, negli accampamenti nomadi ( definiti in termini chic “ gens de voyage”), nelle carceri e nei luoghi di religione , i francesi si sono trovati … assediati dagli “stranieri”; e allora, in termini razionali e decisi, come è nella loro tradizione, hanno preso in mano il problema. E non c’è destra e sinistra nei fatti. Sindaci di destra e di sinistra hanno puntato l’indice sulle immigrazioni irregolari, a cominciare ( in priorità disse il Governo ) da quelle nomadi, maggiormente legate alla delinquenza. Naturalmente i Partiti sono gli uni contro gli altri ; ma gratta , gratta, la pensano nello stesso modo; che poi è l’unico possibile: gli immigrati irregolari devono andar via. Non solo; il Governo propone che anche chi ha avuto la nazionalità francese ed è colto a commettere azioni illecite contro lo Stato ( polizia in genere e luoghi pubblici ), è soggetto a revoca della nazionalità stessa. Ancora grandi dibattiti tra politici e uomini di cultura; ma il popolo della vecchia Francia avverte il problema e vuole provvedimenti.
A dar manforte a questa vecchia Francia , viene ora la Commissione europea, che si permette di “sanzionare” la Nazione. Apriti cielo ! Portoghesi, lussemburghesi e quant’ altro ( Commissari europei ), si guardino in casa propria , prima di far prediche alla Francia “repubblicana” ! Naturalmente l’opposizione cavalca le pretese europee, in funzione anti-governativa; ma è difficile che ne tragga un gran vantaggio ; perché la Francia popolare, quella delle radici e dell’orgoglio nazionale, mal si adatta a sottostare a prepotenze , raccomandazioni o sermoni, che vengono da fuori.
L’aggettivo “repubblicano” dovrà essere ridiscusso, nel suo significato; d’altronde dal 1789 ad oggi tanta acqua è passata sotto i ponti della Senna.
Pubblicato da " L'Occidentale" il 1 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
La decrescita
Richard Cagny era un bravo imprenditore francese; ad un certo punto si è stancato; ha chiuso l’azienda e ha raggiunto l’ associazionismo per lo sviluppo “decrescente”.
“Ho scelto i figli e la famiglia. Lavoro solo quando ne ho bisogno. Il mito della crescita infinita in un mondo dalle risorse finite deve essere rivisto”.
Cagny ha partecipato assieme ad altre 200 persone al “quinto incontro estivo per la decrescita”. C’erano professori, ambientalisti, barboni,associazioni per il baratto locale, invece della moneta,o per il mantenimento di una agricoltura contadina, politici neo-rivoluzionari e così via. Si sono divertiti il 28 agosto a Marlhes, in Francia.
Naturalmente la bestia da abbattere è stato lo sporco capitalismo, che “sviluppa l’accumulazione di beni inutili” . Hanno mangiato, bevuto e cantato.
Dall’altra parte dei mari più di 4 miliardi di persone non conoscono il termine “decrescita”; la vivono, la soffrono e ci muoiono sopra.
giovedì 16 settembre 2010
Chiesa pagana
I vescovi italiani si sono arrabbiati , perché il Governo non avrebbe sufficientemente protetto un peschereccio di Mazara del Vallo, mitragliato, senza conseguenze, da vedette libiche. Le versioni sull’incidente discordano; poco importa ; per fortuna tutto è finito bene.
Non ci sono grandi reazioni all’intervento della CEI sull’episodio. Ormai sembra che la voce della Chiesa non sia più ascoltata come una volta. Un motivo ci deve essere. La sensazione è che essa sempre più si allontani dalla sua missione e dal suo lavoro ; che il potere temporale prevalga nettamente su quello spirituale. E quindi che il prete politico prevalga su quello religioso.
Nei fatti : mentre la CEI si occupa del peschereccio, in Belgio scoppia un nuovo scandalo di dimensioni enormi per la Chiesa, in tema di pedofilia e di violenze clerico- sessuali; il Papa va in Inghilterra e Scozia tra polemiche inverosimili per il tipo di presenza della Chiesa in quelle antiche terre. Ma la CEI si occupa del peschereccio e di Berlusconi.
Per chi vive e vede il problema di una fede e di una religione, queste gesticolazioni dei vescovi e delle aristocrazie ecclesiastiche risultano sempre più indecorose e pagane.
Non ci sono grandi reazioni all’intervento della CEI sull’episodio. Ormai sembra che la voce della Chiesa non sia più ascoltata come una volta. Un motivo ci deve essere. La sensazione è che essa sempre più si allontani dalla sua missione e dal suo lavoro ; che il potere temporale prevalga nettamente su quello spirituale. E quindi che il prete politico prevalga su quello religioso.
Nei fatti : mentre la CEI si occupa del peschereccio, in Belgio scoppia un nuovo scandalo di dimensioni enormi per la Chiesa, in tema di pedofilia e di violenze clerico- sessuali; il Papa va in Inghilterra e Scozia tra polemiche inverosimili per il tipo di presenza della Chiesa in quelle antiche terre. Ma la CEI si occupa del peschereccio e di Berlusconi.
Per chi vive e vede il problema di una fede e di una religione, queste gesticolazioni dei vescovi e delle aristocrazie ecclesiastiche risultano sempre più indecorose e pagane.
mercoledì 15 settembre 2010
Rom: dal Lussemburgo con amore
“Bizarre !” dicono in Francia. Il Governo di centro-destra aveva deciso , mantenendo un impegno elettorale, di espellere i clandestini dalla Francia. In questo quadro il capo di gabinetto del ministro degli interni il 5 agosto scorso scrisse una circolare rivolta ai prefetti, per far smantellare i campi nomadi illegali, a cominciare da quelli dei rom. La circolare esce nei giornali ora : putiferio; governo razzista, misura illecita, violati i sacri principi dei “ diritti del’uomo”, di cui la Francia si professa madre. Oggetto della bagarre ; il riferimento ai rom è un atto razzista. Non solo; il Ministro dell’immigrazione nega di aver saputo della circolare ; quindi si accusa il Governo o di mentire o di essere in confusione. Il ministro degli Interni allora fa di suo pugno una nuova circolare , confermando la vecchia e levando il riferimento ai rom.
Il parlamento europeo aveva già approvato una mozione di censura sull’operato della Francia per le espulsioni dei rom dal proprio territorio.
Ora interviene la vice-presidente e commissaria europea alla giustizia, Viviane Reding. Se la prende con la Francia “ Ora basta !” “ E’ una vergogna ! E’ una situazione che non credevo potesse succedere in Europa dopo la seconda guerra mondiale” ; riferimento dunque alle deportazioni di popoli o razze? Infatti : “la discriminazione basata sull’origine etnica o la razza non ha posto in Europa. Essa è incompatibile con i valori sui quali è fondata l’ Unione Euorpea “.
Viviane Reding è lussemburghese, giornalista ; deputato europeo per il partito cristiano-sociale ( centro destra in Lussemburgo ); carriera in Commissione a Bruxelles.
Commenti.
1. La Francia come ogni Stato di diritto rifiuta le illegalità nel proprio territorio e agisce di conseguenza.
2. Il riferimento ai rom è semplicemente dovuto al fatto che i campi nomadi ospitano in prevalenza etnie rom.
3. Le statistiche sulla delinquenza in Francia attribuiscono ai rom un peso crescente e ai loro accampamenti abusivi un ruolo di ricettacolo del malaffare.
4. Il governo rumeno ha avuto dalla UE forti aiuti monetari per riaccogliere i propri emigrati illegali nell’Unione.
5. I governi francese e rumeno hanno già concordato il da farsi per questi movimenti migratori illegali tra i due Paesi.
6. Sono probabilmente vere le bugie e le confusioni nel governo francese ; orribili segnali di forma , anche se apparentemente non di sostanza.
7. Viviane Reding si è mossa forse perché si è sentita presa in giro dalle contraddittorie dichiarazioni di esponenti governativi francesi ; non per questo tuttavia poteva sparare con il cannone su un passerotto ( probabilmente la signora non conosce né il cannone né il passerotto).
8. L’astuto Chon Bendit , deputato europeo francese, se l’è presa con le bugie e la confusione del proprio governo, sorvolando sulla sostanza.
9. Nella Destra francese è in atto uno scontro tra Sarkozy e lo chiracchiano ex primo ministro Villepin; che la Reding, vista la sua origine di centro destra , sia della partita ?
L’episodio è avvilente in sé . Ma poi vien da pensare ; quanta gente dobbiamo mantenere a pestare acqua nel mortaio ? Può durare a lungo così ? E’ questa l’Europa dei cittadini e degli Stati di diritto, fraternamente uniti ?
pubblicato da " L' Occidentale" il 15 settembre 2010
Il parlamento europeo aveva già approvato una mozione di censura sull’operato della Francia per le espulsioni dei rom dal proprio territorio.
Ora interviene la vice-presidente e commissaria europea alla giustizia, Viviane Reding. Se la prende con la Francia “ Ora basta !” “ E’ una vergogna ! E’ una situazione che non credevo potesse succedere in Europa dopo la seconda guerra mondiale” ; riferimento dunque alle deportazioni di popoli o razze? Infatti : “la discriminazione basata sull’origine etnica o la razza non ha posto in Europa. Essa è incompatibile con i valori sui quali è fondata l’ Unione Euorpea “.
Viviane Reding è lussemburghese, giornalista ; deputato europeo per il partito cristiano-sociale ( centro destra in Lussemburgo ); carriera in Commissione a Bruxelles.
Commenti.
1. La Francia come ogni Stato di diritto rifiuta le illegalità nel proprio territorio e agisce di conseguenza.
2. Il riferimento ai rom è semplicemente dovuto al fatto che i campi nomadi ospitano in prevalenza etnie rom.
3. Le statistiche sulla delinquenza in Francia attribuiscono ai rom un peso crescente e ai loro accampamenti abusivi un ruolo di ricettacolo del malaffare.
4. Il governo rumeno ha avuto dalla UE forti aiuti monetari per riaccogliere i propri emigrati illegali nell’Unione.
5. I governi francese e rumeno hanno già concordato il da farsi per questi movimenti migratori illegali tra i due Paesi.
6. Sono probabilmente vere le bugie e le confusioni nel governo francese ; orribili segnali di forma , anche se apparentemente non di sostanza.
7. Viviane Reding si è mossa forse perché si è sentita presa in giro dalle contraddittorie dichiarazioni di esponenti governativi francesi ; non per questo tuttavia poteva sparare con il cannone su un passerotto ( probabilmente la signora non conosce né il cannone né il passerotto).
8. L’astuto Chon Bendit , deputato europeo francese, se l’è presa con le bugie e la confusione del proprio governo, sorvolando sulla sostanza.
9. Nella Destra francese è in atto uno scontro tra Sarkozy e lo chiracchiano ex primo ministro Villepin; che la Reding, vista la sua origine di centro destra , sia della partita ?
L’episodio è avvilente in sé . Ma poi vien da pensare ; quanta gente dobbiamo mantenere a pestare acqua nel mortaio ? Può durare a lungo così ? E’ questa l’Europa dei cittadini e degli Stati di diritto, fraternamente uniti ?
pubblicato da " L' Occidentale" il 15 settembre 2010
giovedì 26 agosto 2010
Esodo
Da qualche decennio ormai si parla di esodo, non più di migrazione: dalle aree povere a quelle ricche , che, attraverso lo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, sono sempre più a drammatico contatto.
Questo esodo deve essere governato, se si vogliono evitare catastrofi cosiddette umanitarie ; e se si vuole anche evitare lo sporco sfruttamento che il fenomeno può implicare e sta implicando. Il governo di questi movimenti migratori di massa è nazionale, ma dovrebbe essere spostato progressivamente su aree multinazionali e internazionali, nei Paesi di partenza e in quelli di arrivo.
Con queste ovvie premesse, non si capisce l’intervento della Chiesa in materia, con la retorica del “vogliamoci bene”. Essa predica ai Governi “ricchi”, sanzionandone interventi e politiche. Con quale autorità ? Quella morale, che è l’unica alla quale può riferirsi ? Per avere un potere morale, bisogna innanzitutto dimostrare di … meritarlo. Ogni cittadino del Vaticano ospiti nel suo Stato ricchissimo almeno un povero emigrante o meglio ancora una famiglia di poveri emigranti ; e poi ogni parrocchia faccia lo stesso; ogni Chiesa; ogni canonica; ogni comunità religiosa; ogni monastero, ogni abbazia ;ogni ufficio ;ogni palazzo , villa o immobile di proprietà ecclesiastica. Già qualche decina di migliaia di immigrati potrebbero trovare una giusta e laboriosa ospitalità: molti, ma molti di più di quelli a cui il Papa ha fatto riferimento vago nella sua omelia dal balcone della sua meravigliosa residenza estiva di Castelgandolfo. Dopo vengano le prediche; non quelle politiche per favore; né quelle amministrative. Sarebbe facile per noi laici fare prediche politiche e amministrative sul Vaticano; le evitiamo,quando possibile, con rispetto. Chiediamo la reciprocità.” Non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatto a te”.La Chiesa , che si vuole custode del precetto, non chieda agli altri quello che Lei non vuol fare a sé stessa. E noi invece nel rispetto di questo principio chiediamo agli altri quello che domandiamo a noi stessi ; il rispetto delle nostre Leggi di convivenza civile.
Sull’immigrazione dunque le scelte da fare sono semplicissime; si vuole o no far rispettare una Legge ? Si può accettare un’anarchia sui movimenti di popolazioni , se pur bonaria o buonista quanto si voglia ? Si discutano le Leggi; le si cambino; le si concordino tra Stati e tra continenti:si amino e si rispettino i poveri e i diseredati ; ma le regole devono esserci , a difesa di tutti; di chi parte con disperazione e di chi ospita, a volte anche con grande sacrificio , personale o collettivo che sia.
25 agosto 2010
Questo esodo deve essere governato, se si vogliono evitare catastrofi cosiddette umanitarie ; e se si vuole anche evitare lo sporco sfruttamento che il fenomeno può implicare e sta implicando. Il governo di questi movimenti migratori di massa è nazionale, ma dovrebbe essere spostato progressivamente su aree multinazionali e internazionali, nei Paesi di partenza e in quelli di arrivo.
Con queste ovvie premesse, non si capisce l’intervento della Chiesa in materia, con la retorica del “vogliamoci bene”. Essa predica ai Governi “ricchi”, sanzionandone interventi e politiche. Con quale autorità ? Quella morale, che è l’unica alla quale può riferirsi ? Per avere un potere morale, bisogna innanzitutto dimostrare di … meritarlo. Ogni cittadino del Vaticano ospiti nel suo Stato ricchissimo almeno un povero emigrante o meglio ancora una famiglia di poveri emigranti ; e poi ogni parrocchia faccia lo stesso; ogni Chiesa; ogni canonica; ogni comunità religiosa; ogni monastero, ogni abbazia ;ogni ufficio ;ogni palazzo , villa o immobile di proprietà ecclesiastica. Già qualche decina di migliaia di immigrati potrebbero trovare una giusta e laboriosa ospitalità: molti, ma molti di più di quelli a cui il Papa ha fatto riferimento vago nella sua omelia dal balcone della sua meravigliosa residenza estiva di Castelgandolfo. Dopo vengano le prediche; non quelle politiche per favore; né quelle amministrative. Sarebbe facile per noi laici fare prediche politiche e amministrative sul Vaticano; le evitiamo,quando possibile, con rispetto. Chiediamo la reciprocità.” Non fare agli altri quello che non vuoi che sia fatto a te”.La Chiesa , che si vuole custode del precetto, non chieda agli altri quello che Lei non vuol fare a sé stessa. E noi invece nel rispetto di questo principio chiediamo agli altri quello che domandiamo a noi stessi ; il rispetto delle nostre Leggi di convivenza civile.
Sull’immigrazione dunque le scelte da fare sono semplicissime; si vuole o no far rispettare una Legge ? Si può accettare un’anarchia sui movimenti di popolazioni , se pur bonaria o buonista quanto si voglia ? Si discutano le Leggi; le si cambino; le si concordino tra Stati e tra continenti:si amino e si rispettino i poveri e i diseredati ; ma le regole devono esserci , a difesa di tutti; di chi parte con disperazione e di chi ospita, a volte anche con grande sacrificio , personale o collettivo che sia.
25 agosto 2010
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